Israeliani contestano il governo Netanyahu
Migliaia di persone hanno manifestato ieri sera a Tel Aviv contro il governo israeliano, chiedendo le dimissioni del primo ministro Benyamin Netanyahu

I manifestanti, che si sono radunati nel centro della città, hanno denunciato il fallimento dell'esecutivo dopo i fatti del 7 ottobre, quando Hamas ha lanciato una serie di sanguinosissimi attacchi contro Israele.
"Netanyahu ha fallito nel suo compito di proteggere i cittadini israeliani", hanno dichiarato i manifestanti.
Netanyahu ha poi accusato poi le famiglie degli ostaggi di “rafforzare le richieste di Hamas” con le manifestazioni a favore della liberazione dei loro cari. “Capisco che non possiate controllare le vostre emozioni, ma non è di aiuto e da quello che vedo ciò serve solo a rafforzare le richieste di Hamas”, ha detto ancora il primo ministro israeliano questa sera in conferenza stampa, riferendosi alle proteste dei parenti degli ostaggi. “Non c’è bisogno di incoraggiarmi, me ne occupo tutto il tempo. Non è di aiuto”, ha aggiunto, mentre migliaia di persone manifestavano a Tel Aviv per la liberazione degli ostaggi.
Decine di persone, fra cui molti familiari di ostaggi, hanno protestao davanti alla residenza privata del primo ministro israeliano a Cesarea. I manifestanti, ha riferito il Times of Israel, mostrano le foto dei 136 rapiti ancora a Gaza, gridando lo slogan: “Riportateli a casa, ora!”.
Netanyahu pensi “a riparare gli errori” del 7 ottobre, invece di “sgridare i parenti delle vittime”, ha replicato il Forum delle famiglie degli ostaggi a Netanyahu sulle manifestazioni.
In un video della manifestazione, una donna viene trascinata con la forza dai poliziotti, che la picchiavano e la prendevano a calci. La polizia poi l'ha presa da parte, ma non l'ha arrestata. La manifestante è andata in ospedale dopo aver sentito dolori per le contusioni provocate.
"Non formeremo un governo di razzisti, non formeremo un governo di criminali", cantavano. In una conferenza stampa, Netanyahu ha affermato che le proteste per chiedere la liberazione degli ostaggi "non fanno che aumentare" le richieste di Hamas e "allontanare l'obiettivo" di recuperare i rapiti.
Circa 200 manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia, che hanno usato poliziotti a cavallo.
Nella capitale, Gerusalemme, si sono svolte proteste simili.
"Chi divide non unirà, chi distrugge non costruirà, chi distrugge non creerà", ha dichiarato Yonatan Shamriz, il cui fratello Alon, ostaggio a Gaza, è stato ucciso dai soldati israeliani.
Manifestazioni si sono svolte anche a Cesarea, nel nord del Paese, di fronte all'abitazione di Netanyahu.
Le proteste contro il governo israeliano si intensificano da mesi.
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