Albert, bollettino pacifista internazionale

Perché gli Emirati Arabi Uniti sono un partner strategico della Nato?

Al vertice di Ankara la Nato ha invitato gli Emirati Arabi Uniti, nonostante siano coinvolti nella guerra in Sudan che sta provocando quello che da più parti viene definito un genocidio. Per non parlare dello Yemen.
17 luglio 2026
Redazione PeaceLink
 
Albert, pacifist bulletin L'invito ufficiale e la partecipazione attiva degli EAU (Emirati Arabi Uniti) al Vertice NATO di Ankara del 7 e 8 luglio 2026 mettono a nudo una delle più vistose e drammaticche delle contraddizioni atlantiche.
 

Il Vertice di Ankara 2026: il "lavaggio di immagine" dei crimini di guerra

Mentre l’Alleanza proclama la difesa del diritto internazionale e la lotta alle aggressioni, accoglie contemporaneamente al tavolo dei negoziati un attore direttamente responsabile di sanguinosi conflitti regionali.

Sdoganamento dei responsabili di conflitti

Gli EAU sono stati per anni un pilastro della coalizione a guida saudita nel conflitto in Yemen, macchiandosi di bombardamenti indiscriminati sui civili, contribuendo all'aggravamento di una delle peggiori catastrofi umanitarie internazionali.

Vedere gli Emirati Arabi Uniti invitati a un tavolo di "sicurezza globale" rappresenta una legittimazione politica inaccettabile per i movimenti pacifisti.

Progetti militari congiunti 

Ad Ankara non ci si è limitati a questo. C'è molto di più di un'operazione di immagine. I ministri della NATO e i rappresentanti degli EAU (membro chiave dell'Istanbul Cooperation Initiative) hanno inaugurato progetti operativi in materia di difesa anti-drone e sicurezza marittima.

Fitti colloqui bilaterali

A margine del vertice, la centralità degli EAU è stata ribadita da fitti colloqui bilaterali tesi a cementare una partnership industriale militare a lungo termine.

Dove sono finiti i valori democratici della Nato?
 
L'accoglienza formale riservata a un regime dinastico pesantemente coinvolto nelle guerre in Yemen e nei finanziamenti di milizie in Sudan dimostra come i "valori democratici" sbandierati dai Paesi occidentali vengano prontamente sacrificati sull'altare della geopolitica e dei contratti per l'industria bellica.

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