Dal Presidio di Assopace a Nablus (III)
Nablus 26 maggio dalle 12,15 alle 13,30 Gli israeliani questa mattina hanno occupato un casa al centro di Nablus ed al momento in cui si sono dati il cambio ci sono stati scontri nel quartiere. L'ambulanza del Medical Relief parte subito, a bordo il dott. Saber, l'autista Firas e l'infermiere Mohammad. Vado con loro perche' potrebbe essere utile la presenza di un internazionale. Nei pressi della casa, una bella dimora con grandi finestre, due automobile sono state appena colpite dal fuoco dei soldati. L'ambulanza si ferma sotto la casa. Gli israeliani sono al primo piano, tengono in ostaggio diciannove persone. Raggiungiamo il pianerottolo e il dott. Saber suona un campanello che non sembra squillare, allora bussa piu' volte. Gli risponde una voce alla quale replica dando le sue generalita' di medico e chiedendo di entrare. L'atteggiamento di chi risponde sembra negativo. Il dott. Saber insiste "Capitano, devo assistere (e dice un nome che non comprendo). Il militare ribatte che non si puo'. Lo dice piu' volte. Scendiamo e ci sediamo fuori dall'ambulanza perche' le camionette blindate sono in giro e potrebbe esserci la necessita' di pronto intervento. E' proprio cosi' passano due jeep ed un gippone. L'ambulanza li segue. Potrebbero provocare incidenti. La pattuglia israeliana entra nel centro di Nablus, la' dove c'e' il mercato della frutta e verdure e tanti negozi. La confusione e' indescrivibile, si fermano e cominciano a sparare. Un giovane cade a terra poco lontano dall'ambulanza. Mohammad e il dott. Saber lo pongono sul lettino. E' ferito al fianco da una pallottola che e' rimasta dentro. Gli praticano le prime cure mentre il mezzo si scaglia verso l'ospedale Rafidia. Firas non e' un autista e' un pilota. Ricoverato il ferito l'ambulanza ritorna al centro dove ci sono ancora i soldati. Quando arriviamo non c'e' alcun dubbio che ci siano. Dalle camionette partono brevi raffiche. Sento anche degli scoppi piu' forti. Vedo arrivare un nugolo di reporter foto e tv. Le camionette ci sfilano davanti e l'ambulanza li segue. Ma un gippone si impelaga a meta' sul marciapiede spartitraffico e sembra non essere capace di uscirne. Sono momenti pericolosi. Firas non puo' restare la' ne puo' superarlo. Riesce a fare demitour e si scaraventa in una stradina. Poi rientra in linea con le camionette israeliane e riprende l'inseguimento. Mohammad, si volge sorridendo verso di me " Vedi Giorgio, lavoriamo sempre cosi', e' molto difficile" Vanno verso la periferia, c'e' il rischio che entrino nel campo profughi di Balata. Invece se ne ritornano da dove sono venuti. Quale il senso di simili azioni? Non sono azioni di rappresaglia, perche' da giorni a Nablus nessuno si muove. Sono azioni apparentemente assurde, invece no. Cio' risponde al disegno di Tel Aviv di vietare ai palestinesi qualsiasi tipo di normalita'. ovvero di imporre come norma la guerra. Dimenticano che la guerra si fa tra eserciti e che in mancanza di un antagonista armato alla pari, non si chiama guerra: si chiama pulizia etnica o peggio.
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