Conflitti

Sostegno al diritto di marciare a New York

26 febbraio 2005
Tradotto da per PeaceLink
Fonte: The International Action Center
(http://www.iacenter.org)

La scorsa estate, durante la Convention Repubblicana, il sindaco Michael Bloomberg e la polizia di New York hanno collaborato con l'amministrazione Bush nel tentativo di mettere a tacere e marginalizzare il movimento contro la guerra.Il sindaco ha negato agli attivisti il diritto di manifestare a Central Park, sostenendo che il corteo avrebbe danneggiato l'erba.

Questa volta invece la coalizione Troops Out Now ha riportato un'importante vittoria, ottenendo l'autorizzazione per una dimostrazione a Central Park. Il 19 Marzo decine di migliaia di manifestanti si ritroveranno all'East Meadow per il secondo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq. L'appuntamento iniziale dovrebbe essere al Markus Garvey Park di Harlem, da dove si vorrebbe far partire una marcia.

Ma l'amministrazione cittadina vuole negare l'autorizzazione alla marcia sia fuori che dentro il parco. I permessi per attraversare 12 isolati sulla Fifth Avenue sono stati negati, e ora si attendono le risposte per il resto del percorso.

Secondo la polizia ci sarebbe una moratoria totale sulle nuove marce nella Fifth Avenue, ma gli organizzatori sanno che diverse manifestazioni di questo tipo sono state autorizzate nell'ultimo periodo. Si tratterebbe quindi di una dimostrazione dell'arbitrarietà, dell'atteggiamento discriminatorio e della base politica delle scelte nel processo decisionale.

In ogni caso i manifestanti non avranno il permesso di attraversare la Fifth Avenue. L'impressione è che la principale preoccupazione del sindaco Bloomberg sia proteggere i ricchi che ci vivono e non vogliono certo vedere decine di migliaia di lavoratori manifestare contro la loro agenda di guerra senza fine, razzismo e repressione interna. Come dimostra anche l'atteggiamento nei confronti della parata del Puerto Rican Day, durante il quale negli ultimi anni sempre più negozianti sbarrano le vetrine.

Negli anni passati si è rilevato una marcato aumento delle iniziative repressive contro l'espressione politica nella città. Bloomberg, e Giulian prima di lui, con l'aiuto della polizia hanno negato permessi, schedato manifestanti, picchiato ed arrestato dimostranti pacifici. Anche turisti fermi ai bordi delle strade sono stati arrestati. Il movimento contro la guerra deve assolutamente respingere questo assalto alle libertà civili e rivendicare il diritto a scender per strada.

Per questo è loro intenzione contattare Bloomberg e invitarlo ad obbedire alle leggi e alla Costituzione, senza usare la propria posizione per proteggere il comfort di alcuni, come i ricchi della Fifth Avenue, a scapito di poveri e lavoratori che muoiono in Iraq.

Chi volesse appoggiarli può contattare il sindaco:

-- via telefono (212-NEW-YORK)
-- via fax (212-788-2460)
-- o via e-mail (http://www.nyc.gov/html/mail/html/mayor.html).

Note: Traduzione di Chiara Rancati per www.peacelink.it

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