PeaceLink propone di istituire un "bollino marrone" per i prodotti provenienti da terreni concimati con fanghi alla diossina

Perché concimare con i fanghi alla diossina?

Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa sostiene la validità di una normativa che consente di spandere sui terreni agricoli fanghi di depurazione contenenti diossina in quantità anche più che doppia rispetto ai terreni contaminati attorno all'ILVA di Taranto.
4 novembre 2018
Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink)

UN BOLLINO MARRONE: LA PROPOSTA DI PEACELINK 


Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa sostiene la validità di una normativa che consente di spandere sui terreni agricoli fanghi di depurazione contenenti diossina in quantità anche più che doppia rispetto ai terreni contaminati attorno all'ILVA di Taranto.  Fanghi alla diossina, PeaceLink chiede un bollino marrone


Siamo saltati sulla seggiola quando abbiamo visto i numeri: fino a 25 ng/kg di diossina nei terreni quando la massima concentrazione trovata a Taranto è 10 ng/kg (vedere pagina 34 e 35 della relazione Arpa Puglia collegata a questo link). 
Per il ministro tutto questo va bene, per noi no. Anche perché nell'articolo 41 del Decreto Genova (ossia l'articolo in cui è stata infilata la norma contestata) oltre alla diossina sono ammessi valori molto elevati per PCB, toluene, selenio, berillio, cromo e arsenico.
A dire questo sono anche i medici dell'ISDE che hanno scritto in un loro recentissimo comunicato: "Per Cromo totale, Diossine, PCB, Selenio, Toluene i limiti indicati dall’art 41 sono superiori ai quelli indicati per la bonifica dei suoli per uso residenziale; per Diossine e Furani la concentrazione consentita nei fanghi è 25 ng/kg ss, mentre nei suoli è 10 ng/kg ss; per i PCB è 0.8 mg/kg sostanza secca (ss), quando sono soggetti a bonifica i suoli con 0,06 mg/Kg ss ed addirittura per il Toluene il limite è 100 mg/kg ss, quando per i suoli uso residenziale è 0,5 mg/kg e per quelli industriali 50 mg/kg ss! Ricordiamo che Arsenico, Berillio, Cromo VI, Diossine PCB sono classificati dalla IARC a livello I (cancerogeni umani)".
Il ministro Costa, in una lettera al Fatto Quotidiano dal titolo “Polemiche lunari: sui fanghi le norme tutelano l’ambiente”, risponde a chi lo ha criticato definendo "decisamente allarmistici" i toni usati. 
Ma il grido di allarme che abbiamo lanciato non è un abbaglio antiscientifico. Trova conferme, anche a partire dal mondo del biologico, che si è espresso contro questa normativa, per arrivare a Slow Food che ha chiarito: "Lo spargimento di fanghi inquinanti sui terreni agricoli non ha nessun fondamento né nella tradizione agricola, né nella cultura rurale".
Ma se per il ministro dell'Ambiente ritiene veramente di aver fatto una buona cosa, vada fino in fondo. Una via d'uscita per lui e per noi esiste: ed è quella della tracciabilità degli alimenti. Lo si è fatto per gli OGM, per l'olio di palma, lo si faccia adesso per i fanghi. A questo punto vorremmo infatti fare questa proposta al ministro: un bel bollino marrone. Gli proponiamo un BOLLINO MARRONE da apporre sui prodotti della terra che proverranno da questo ESPERIMENTO CHIMICO del governo. Al ministro non è piaciuto che si parlasse di un "esperimento chimico" sulla salute della popolazione. Ma noi riutilizziamo volutamente tale espressione ricordando che è diritto dei cittadini sottrarsi ad ogni sperimentazione - anche a fin di bene - che riguardi la salute. 
Pertanto - in nome della normativa sulla tracciabilità degli alimenti - chiediamo al ministro dell'Ambiente che venga adeguatamente informato chi voglia e chi non voglia acquistare prodotti della terra in cui sono usati i fanghi autorizzati per legge e contenenti "valori a norma" di diossine, furani, PCB, toluene, selenio, berillio, cromo e arsenico. Chi voglia scegliere se acquistare o no lo deve poter fare con il massimo dell'informazione disponibile: saranno i consumatori a decidere sulla base del diritto alla conoscenza. E quindi chiediamo che venga previsto un BOLLINO MARRONE con la dicitura che sulla terra da cui provengono quei prodotti sono stati usanti i fanghi autorizzati dalle "norme che tutelano l'ambiente" che il ministro considera valide. 
I cittadini - nel pieno della loro libertà e responsabilità - potranno decidere cosa fare.
Al ministro facciamo questa proposta più che ragionevole che consentirà ai consumatori di esercitare il loro potere di consumatori critici e di cittadini attivi e responsabili.



Note: L'intervista di Radio Radicale ad Alessandro Marescotti sui fanghi alla diossina https://www.radioradicale.it/scheda/555783/decreto-genova-intervista-ad-alessandro-marescotti-presidente-di-peacelink

Il giurista Gianfranco Amendola: "Decreto Genova, l’articolo sui fanghi in agricoltura è una vergogna nazionale. Va tolto con le scuse"
https://lists.peacelink.it/news/2018/11/msg00001.html

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