"Prometeo a Taranto, la fabbrica illuminata" di Joscha Zmarzlik
Il 20 settembre Anna Ferruzzo e Massimo Wertmüller porteranno al teatro TaTÀ Omero, Iliade.
Il 24 e 25 settembre arriverà Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata di Joscha Zmarzlik per Opera To-Go, con le musiche di Luigi Nono, la soprano Niki Lada e un coro di cittadini tarantini.
Perché "La fabbrica illuminata" a Taranto
"Prometeo a Taranto. La fabbrica illuminata" è una prima nazionale teatrale che debutta il 24 e 25 settembre 2026 al Teatro TaTÀ di Taranto, all'interno del Taras Teatro Festival (IV edizione).
E' scritta e diretta dal regista tedesco Joscha Zmarzlik.
Il parallelismo tra Prometeo e l'ILVA
- Il dono del fuoco: nel mito, Prometeo ruba il fuoco agli dei per donarlo all'umanità, permettendole di progredire, fondere i metalli e creare la civiltà.
- L'illusione del progresso: il fuoco rappresenta l'arrivo dell'Italsider (poi ILVA) a Taranto negli anni '60, che fu accolto come il grande dono della modernità e del benessere economico.
- La condanna e le ferite: come Prometeo viene condannato da Zeus a un supplizio eterno per il suo gesto, così Taranto vive la condanna di quel progresso, pagando un prezzo altissimo in termini di salute, inquinamento e ferite sul territorio.
Il ruolo della musica di Luigi Nono
- Un'opera d'avanguardia: la colonna sonora utilizza brani di Luigi Nono, tra cui spicca "La fabbrica illuminata" (1964), una composizione storica nata registrando i rumori reali degli operai all'interno delle acciaierie di Genova.
- La voce del soprano: la cantante lirica Niki Lada interpreta una musica complessa, densa di grida, denunce e speranze, che dà voce alla sofferenza e alla dignità dei lavoratori.
- La fusione dei suoni: i rumori registrati delle macchine industriali si mescolano al canto dal vivo, creando un impatto sonoro drammatico che riproduce l'ambiente della fabbrica.
Annotazione sull'opera di Luigi Nono: ne "La fabbrica illuminata" vuole mostrare i lavoratori non come fieri costruttori del futuro, ma come corpi alienati, esposti a temperature disumane e a incidenti mortali. Ciò significava attaccare direttamente la propaganda dello Stato. Non a caso la RAI impose un veto assoluto sui testi dell'opera e, al rifiuto di Nono di edulcorare l'opera, ne cancellò la programmazione. Un caso di censura di Stato.
Un coro di veri abitanti di Taranto
- Il coro dei cittadini: sul palco non ci sono solo attori professionisti, ma un coro composto da veri abitanti di Taranto che hanno vissuto sulla propria pelle (o attraverso le famiglie) la realtà dell'ex ILVA.
- Teatro documentario: le storie personali, i ricordi e le emozioni reali dei tarantini diventano il testo e la sostanza stessa della rappresentazione.
- Un rito collettivo: lo spettacolo si trasforma in un momento di elaborazione comunitaria, dove la città elabora il proprio passato industriale per riflettere sul proprio futuro.
La rappresentazione di Taranto ha qualcosa in comune con il Prometeo portato in scena a Siracusa nel 2023 con uno sfondo industriale apocalittico.
La metafora
La conclusione capovolta
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