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Non tutto è oro ciò che luccica; e l'Internet via rete elettrica rischia di provocare anche qualche "effetto collaterale"...

Trasmissione dei dati sulle linee elettriche: dopo i "pro", ecco i "contro".

4 maggio 2005 - Roberto Del Bianco

Sembra l'uovo di Colombo: se la "rete luce" è diffusa in tutte le case, ecco che la nuova tecnologia porterebbe la diffusione di Internet davvero in ogni luogo. Una rete veloce al pari dell'ADSL (che anch'essa sfrutta linee usate in origine per altri scopi), ricca di aspettative non solo come servizio capillare ma anche di tipo economico per utenti e gestori.
Eppure non tutto è oro ciò che luccica: e da diverse fonti salgono preoccupati allarmi per l'interferenza elettromagnetica che tale rete genererà; interferenza che, seppure debole, pregiudicherebbe in modo imprevedibile servizi di altro tipo, quali le comunicazioni via radio per uso civile, o quelle tra Radioamatori - di solito apparentemente senza particolare utilità ma spesso importantissime nei casi di emergenza o di supporto alla Protezione Civile.
Negli Stati Uniti la FCC (l'Ente preposto al controllo di tutto quanto concorre nello spettro delle onde elettromagnetiche) ha fissato per la BPL ("broadband over power lines") una certa tolleranza nei limiti di emissione, questo proprio per consentire il diffondersi della nuova tecnologia. E se le associazioni dei Radioamatori e la Protezione Civile statunitense hanno chiesto cautela alla Commissione nel fissare tali livelli di tolleranza, la FCC ha posto cura soprattutto nel monitoraggio e limitazioni nell'uso della BPL nelle sole aree che potessero, da un punto di vista di servizio civile, subire delle interferenze.

In Italia credo che non si stia pensando neppure a questo. Diversi articoli allarmati in alcune riviste specializzate hanno sollevato il problema però interessando solo la comunità radioamatoriale; il rischio di inquinamento nei confronti delle emissioni via radio è reale, non interessa solamente i fruitori di un "hobby" seppure utile nelle sue derivazioni umanitarie, ma le stesse postazioni di protezione civile o di servizi di pubblica utilità. E' sperabile allora che l'interesse per il "progresso" (con l'ovvia conseguenza di ottimi profitti per i gestori) non prevalga completamente sulla coesistenza di servizi tuttora importanti e necessari.

Note:

Per approfondimenti:
http://www.isimm.it/editoriale/editoriale.php?id=57&lista=false
http://www.radiogiornale.org/111to120/Radiogiornale%20__111%202004.htm
http://www.forumfree.net/?t=736713

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