CyberCultura

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • L'iniquo balzello
    EUCD, European Union Copyright Directive (Direttiva sul Copyright dell'Unione Europea): l'ingiustizia continua.

    L'iniquo balzello

    Il commissario al Mercato interno dell'Unione Europea Charlie McCreevy non riesce a far approvare la riforma del prelievo sui supporti informatici vergini. Esulta la GESAC (Società Europea di Autori e Compositori) [1], si stracciano le vesti produttori e distributori. Ma chi ci rimette, al solito, è il diritto del cittadino/consumatore.
    11 novembre 2007 - Loris D'Emilio
  • Tecniche AntiCopia

    Uno studio delle difese che ci impediscono la copia di backup dei CD. Inoltre anche un piccolo tutorial sul come difendersi da queste protezioni, sempre più come spyware. La tutela del diritto alla copia ad uso privato passa anche dalla conoscenza dell'hacker.
    19 maggio 2006 - Nicola D'Agostino
  • Masterizzare dal Web con linux

    Andrea Scrimieri
  • Gli studenti occupano sede della Siae

    A Novara gli studenti occupano gli uffici della Siae e consegnano ai funzionari un Cd di canzoni masterizzate.
    1 novembre 2003 - Pier Luigi Tolardo

Malaysia: CD economici per legge

Secondo Kuala Lumpur per combattere la pirateria l'unica strada è l'abbattimento dei costi del prodotto finale. Insorgono i produttori locali ma lo sconto di Stato durerà almeno un anno
19 settembre 2003 - Punto Informatico

Kuala Lumpur (Malaysia) - Era stato detto ed ora è divenuto realtà: da gennaio 2004 produttori e distributori malesi di CD e videoCD dovranno adeguarsi alle normative che ne abbattono il prezzo per il consumatore finale. Lo ha deciso il governo di Kuala Lumpur che nei mesi scorsi aveva preannunciato l'iniziativa e che ora dà tre mesi di tempo alla catena distributiva per svuotare i magazzini ai prezzi attuali.

Lo sconto di Stato tocca direttamente tutti i CD musicali e i videoCD che nel paese sono il supporto preferenziale per i film. Non riguarda, invece, musicassette, CD o DVD importati dall'estero, concentrandosi invece su tutte le produzioni locali.

Il Governo malese, che lo scorso maggio invitava i consumatori a non comprare CD e DVD per costringere i produttori ad abbassare i prezzi, ha deciso che lo sconto durerà almeno un anno e poi se ne valuteranno gli effetti. E a poco sono servite le proteste dei produttori e dei distributori locali, secondo cui la riduzione dei margini di profitto costringerà a ridurre le produzioni, mettendo per strada intere aziende della musica e del cinema malesi.

I videoCD prodotti in Malaysia costeranno non più di 14 ringgit, l'equivalente di circa 3 euro, mentre i CD musicali prodotti nel paese realizzati da artisti locali non potranno superare i 21 ringgit. 29 ringgit, invece, sarà il prezzo massimo dei CD di musica straniera prodotti e distribuiti in Malaysia.

La speranza del Governo è che, abbassando i prezzi quasi al livello di quelli offerti sul fiorente mercato nero della pirateria, quest'ultimo abbia a risentirne pesantemente.

Nel paese, dove un tempo un ministro ha addirittura parlato di pirateria legale, i produttori cinematografici sembrano disperati. Mariana Hashim, uno di quelli più in vista, intervistata dalla Reuters, ha spiegato che con questo "sconto" i costi di un film dovranno essere ridotti della metà, con un effetto a catena su tutto il settore.

Quello malese sembra dunque un esperimento su larga scala ed è ovvio che venga seguito con attenzione, e trepidazione, anche all'estero.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)