CyberCultura

GNOME e KDE si danno la mano

Il progetto Portland di OSDL getta le fondamenta di quel ponte che presto collegherà GNOME a KDE, pur conservandone la piena autonomia. Più vicine le applicazioni Linux universali?
6 luglio 2006
Punto Informatico

Boston (USA) - L'Open Source Development Lab (OSDL) ha rilasciato la prima versione beta di un insieme di interfacce di programmazione, o API, destinate a stendere un ponte tra i due più diffusi desktop environment per Linux: GNOME e KDE.

Le nuove API sono il primo frutto di un progetto che, partito all'inizio della scorsa primavera con il nome Portland, ambisce a semplificare lo sviluppo di applicazioni Linux "universali" capaci di girare indifferentemente su GNOME e KDE.

OSDL ha spiegato che tramite le interfacce sviluppate in seno al progetto Portland, gli sviluppatori possono creare applicazioni capaci di integrarsi con il look and feel del desktop environment utilizzato dall'utente.

Portland vede la collaborazione fra OSDL e Freedesktop.org, organizzazione non profit che da alcuni anni sta promuovendo la standardizzazione di alcuni degli elementi chiave della piattaforma Linux desktop. L'obiettivo delle due organizzazioni è quello di rendere le API di Portland parte integrante della futura versione 3.2 di Linux Standard Base (LSB), una specifica di più ampio respiro che mira ad incrementare l'interoperabilità tra le varie distribuzioni di Linux. Il rilascio di LSB 3.2 è atteso per l'inizio del prossimo anno, mentre LSB 4.0 è stato recentemente posticipato al 2008-2009.

Il progetto Portland è già stato appoggiato da tutti i principali distributori di Linux, inclusi Novell e Red Hat, e da aziende come IBM, RealNetworks e Codeweavers.

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