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Neutralità della Rete: il punto della situazione

La Rete neutrale: una nuova utopia?

Forti interessi economici minacciano la libertà di comunicazione sulla Rete Internet: riusciranno i citizens a sventare questa nuova minaccia? L'opinione di Cerf e Berners-Lee, guru della telematica.
7 luglio 2006 - Loris D'Emilio

Qualcosa di nuovo bolle sui doppini di rame delle linee telefoniche o tra le fibre ottiche dei cavi “ad alta velocità”: da alcuni mesi si fa un gran parlare intorno ad un arcano concetto, la cosiddetta “neutralità della Rete”. Di cosa si tratta? Per comprenderlo meglio occorre fare un passo indietro e spiegare, seppure sommariamente, il funzionamento di base della rete Internet.

La base della comunicazione telematica è definita da un protocollo standard, il TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol), ovvero il sistema che “spezza” l’informazione in diversi pacchetti di dati, li “spedisce” attraverso la rete e li “riassembla” a destinazione. Fisicamente, questi pacchetti di dati corrono lungo le linee telefoniche (o delle linee dati appositamente create), mentre più recentemente sono subentrate le trasmissioni via satellite e attraverso i cellulari di ultima generazione (Universal Mobile Telecommunications System UMTS). A prescindere dal mezzo fisico (doppino, fibra ottica, etc), l’insieme di queste tecnologie è ciò che viene definita “l’infrastruttura” della Rete, gestita dalle grandi compagnie di telecomunicazioni o TelCo.

Questo sistema ha continuato a funzionare nel medesimo modo dalla sua creazione ad oggi, le TelCo gestiscono la parte fisica della Rete, gli Internet Service Providers (ISP) gli accessi ed i gestori di contenuti le risorse che possiamo trovare in Internet, e finora tutti i soggetti in campo hanno avuto modo di lucrare e fare affari, mantenendo il sistema in un sostanziale equilibrio tra le parti.

Ma con l’avvento delle linee veloci (DSL, Digital Subscriber Line) sono aumentati in modo esponenziale sia il numero degli utenti sia le richieste di questi di contenuti multimediali (audio e video); agli ultimi arrivati non bastano più testi e foto, vogliono suoni, immagini in movimento, “effetti speciali”, e per questi occorrono infrastrutture sempre più potenti, veloci … e costose.

L’equilibrio del sistema si è rotto, a farla da padroni ora sono le grandi majors dell’industria dell’info-entertainmnet, i gestori di contenuti quali le case discografiche, le produzioni cinematografiche, le società editoriali le quali, grazie a due grandi innovazioni tecnologiche come la digitalizzazione (che permette una duplicazione in tempi e costi molto contenuti) e la rete Internet (che permette una rapida diffusione a livello quasi planetario pressoché in tempo reale), riescono a perseguire il massimo profitto a costi ridottissimi. Dall’altra parte, alle TelCo sono richiesti ingenti investimenti in infrastrutture per potenziale la risorsa Internet lasciando loro pochi spiccioli di guadagno (si fa per dire!). Come vogliono le regole del dio-mercato, è logico che le Telco abbiano qualcosa da (ri)dire in proposito.

Ed ecco quindi la recente proposta, avanzata al Congresso USA dalle grandi compagnie di telecomunicazione, di una rete Internet a “due velocità”: l’utente che paga (di più) potrà utilizzare corsie preferenziali per la consegna dei sui “pacchetti di bit” a destinazione, mentre l’utente che non sottoscriverà queste ipotetiche forme di abbonamento dovrà pazientare ed aspettare il suo turno per vedere i suoi pacchetti consegnati.

La vera innovazione con l’avvento della rete Internet è stata quella di avere una risorsa pressoché illimitata, accessibile a tutti alle stesse condizioni e soprattutto, una volta collegati alla rete, uguale per tutti: sono questi fattori che hanno favorito la condivisione dei saperi, la crescita della rete stessa come “bene comune” patrimonio di tutti, favorendo la partecipazione dal basso e la democratizzazione dei processi di conoscenza. E’ l’insieme di tutto questo ciò che oggi si può definire la “neutralità della rete”, uno strumento a disposizione di tutti alle stesse condizioni.

E non è un caso se guru informatici del calibro di Vint Cerf (il papà di Internet) e Berner-Lee (il papà del World Wide Web) da subito sono scesi in campo in favore della neutralità della Rete; Berner-Lee ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Toronto Star “Internet rischia di perdere la sua più importante caratteristica ovvero la sua struttura aperta”, mentre Cerf, in una lettera aperta sul suo blog ufficiale, sostiene “Il grande impatto sociale ed economico del successo di Internet è dovuto alla sua stessa architettura: Internet è nata per non avere nessun tipo di controllore che ne vigili i servizi ed i contenuti. Internet, così come la conosciamo”, continua nella lettera, “è riuscita a portare grandi innovazioni tecnologiche perché non esiste alcun filtro tra due punti della Rete. Le leggi e le nuove norme messe a punto dalla commissione sulle telecomunicazioni del parlamento dagli Stati Uniti”, conclude, “mettono a rischio il futuro del network”.

Per il momento sembra tutto fermo al Congresso USA, con un rinvio di cinque anni per permettere alla Federal Communications Commission (FCC) i necessari studi del caso; ma questa “tregua armata” non sembra presagire nulla di buono visto che le TelCo già cantano vittoria.

E’ davvero vicina la fine di Internet così come l’abbiamo conosciuta ?

Note:

Neutralità della Rete, spunta il compromesso
Il Senato degli Stati Uniti ora pensa a congelare tutto per cinque anni, così da permettere studi di settore sulla neutralità e sui nuovi modelli di business voluti dai grandi ISP. Funzionerà?
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1534916

Bocciata la Neutralità della Rete
Il Parlamento federale statunitense ha affossato gli emendamenti chiave della riforma sulle telecomunicazioni, quelli che avrebbero garantito il principio di Neutralità e non-discriminazione del traffico web
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1523528

USA, prima vittoria per la neutralità della Rete
Al Congresso la Commissione Giustizia boccia in prima lettura la riforma istituzionale che abolirebbe la neutralità della Rete. Feroci critiche da ISP e telco: la discriminazione di banda favorirebbe i consumatori
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1504339

Neutralità della Rete a rischio
Il parlamento degli Stati Uniti respinge tutti gli emendamenti-chiave contenuti nella bozza della nuova legge sulle TLC: la riforma procede verso l’approvazione definitiva senza alcuna tutela del principio di neutralità
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1453451

Internet a due velocità? Multe salatissime
Presentata al Congresso USA una nuova proposta: multe salatissime per gli ISP che non rispettano il criterio di neutralità. AT&T e Verizon fanno dietrofront: non vogliamo una rete discriminante
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1452578

L’orrore di una Rete senza neutralità
La scomunica di Yahoo, Google e Microsoft raggiunge Washington. Alla loro voce si aggiunge quella del padre del Web, Berners-Lee: la Internet a due velocità è un futuro da horror. Ma le grandi società TLC vogliono le mani libere
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1446935

AT&T chiede una Internet a due velocità
Il colosso statunitense, a fianco di Verizon e BellSouth, si pone alla guida della lobby anti-neutralità. Lo scontro frontale tra content provider ed ISP è ormai inevitabile. Tutti gli altri assistono preoccupati
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1443380

Più vicina la Internet a due velocità
Le pressioni dei grandi operatori stanno fermando la legge che al Senato USA avrebbe impedito la creazione dei nuovi oligopoli industriali online. Bill Gates si dice preoccupato. Il dibattito arriva In Italia, Telecom ne parla
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1435276

Contrappunti/ La loro Internet
di Massimo Mantellini – Trusted computing, DRM ma anche traffico gestito a monte dai provider: non stupisce che oggi coloro che cercano di tirar fuori denaro da ogni singolo bit in rete siano gli stessi che la rete l’hanno sempre temuta
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1419953

La fine della Rete?
ISP e software house stanno lavorando per trasformare Internet in una piattaforma privata dove l’informazione sarà totalmente monopolizzata dai grandi editori. Fantascienza? No, accuse specifiche che fanno tremare gli esperti
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1400622

Vint Cerf: Internet rimanga neutrale (lettera)
Il guru ammonisce il parlamento statunitense e si augura un futuro con meno controlli da parte dei governi, un ambiente a prova di discriminazioni ed una politica liberale da parte degli ISP. Ma tutto rema contro
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1345894

La fine della neutralità
In questo articolo Stefano Quintarelli prende spunto da Lawrence Lessig, secondo il quale, in assenza di interventi regolamentari e per ragioni di vantaggio economico degli operatori, il futuro tende verso reti private parzialmente interconnesse e verso un controllo dei servizi utilizzabili su di esse con una penalizzazione dei servizi “non graditi” all’operatore o comunque differenti dai consueti web e posta elettronica. (Stefano Quintarelli – Equiliber.org) 18/05/2006
http://www.i-dome.com/docs/pagina.phtml?idarticolo=10299

Tim Berners-Lee e la neutralità della rete
(tratto da http://www.ricir.net/drupal/?q=node/512)

L’oligopolio si trasferisce dalle tv a Internet – 26-6-06 di Michele Mezza www.articolo21.info
(tratto da http://www.megachip.info/)

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