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L'incognita Fox-Telecom

Che ne sarà del magazzino di Murdoch?

14 settembre 2006
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

C'è una parentela tra le iniziative cinematografiche di Apple e l'accordo che Marco Tronchetti Provera ha stipulato con la News Corp. di Rupert Murdoch? Solo parziale, perché la Apple si propone solo come rivenditore di titoli cinematografici da scaricare e vedersi a casa mentre Telecom Italia, con una sua rete a larga banda (possibilmente potenziata) non è ancora chiaro che cosa farà del magazzino della Fox, e a che prezzi, e con che modelli di consumo. Il download come proposto dalla Apple corrisponde a una fruizione spostata nel tempo, non diversa concettualmente da un Dvd: i contenuti vengono acquistati su l'uno o l'altro supporto e poi ci si organizza la serata. La Apple, come qualsiasi negoziante, ci mette il negozio, fa da intermediario e passa una parte dell'incasso al detentore dei diritti sui contenuti. Più complicata, anche tecnicamente, è la strada di offrire classici filmati televisivi in streaming, ovvero in flusso continuo, magari on demand. Si pensi a una situazione in cui alcuni milioni «chiamino» il Telegiornale alle 20:03 e altri milioni alle 20:11 e in cui tutti devono essere serviti al volo, senza ritardi, al cliccare di un mouse. Gli investimenti necessari per prestazioni del genere sono stratosferici e non riguardano solo la piena cablatura a larga banda di un paese, ma intere fattorie di server che lavorino in sincronia, spostando il carico di lavoro per colmare i picchi. C'è poi, nel modello di Telecom Italia, per come lo si intuisce, da inserire la pubblicità, possibilmente mirata sui singoli spezzoni digitali, ma eventualmente e persino sui singoli utenti (di cui occorre creare e gestire profili adeguati di preferenze, usi e costumi). Quale «media company» Telecom vuol essere e con quali investimenti per ora nessuno lo sa. Forse nemmeno loro.

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