CyberCultura

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • P2P e pirateria, RIAA denunciata

    Uno dei partner di Kazaa sostiene che i discografici giocano con le proprie tecnologie per scovare utenti che violano il copyright. Nel farlo, però, abusano di brevetti industriali. Offensiva legale
    12 settembre 2004 - Punto Informatico
  • La Riaa accusata di estorsione
    Contro-denuncia sconcertante

    La Riaa accusata di estorsione

    Nel New Jersey la Recording Industry Association of America è stata citata in giudizio: le sue attività contro gli utenti di sistemi peer to peer sono state paragonate a quelle del racket
    Nicola Battista
  • RIAA e gli 80 neo-denunciati

    Fanno parte del gruppo dei 204 e sono quelli che non hanno accettato di mettersi d'accordo con le major della musica. Ecco come funziona. RIAA canta vittoria: pagano tutti
    3 novembre 2003 - Punto Informatico
  • Grokster ad alzo zero contro la RIAA

    L'azienda del P2P difende strenuamente la sentenza che l'ha assolta grazie alla tesi Betamax. Intanto 321 Studios trova nuove strade per difendersi dalle major di Hollywood e mette una taglia su chi masterizza illegalmente DVD
    19 settembre 2003 - Punto Informatico

Ultimatum RIAA per 204 persone

Questa volta, però, prima di denunciarli le major hanno deciso di avvertire gli utenti. Per spingere a composizioni extragiudiziali senza spese legali. Critica EFF
20 ottobre 2003 - Punto Informatico

San Francisco (USA) - La Recording Industry Association of America sta affinando le proprie armi per apparire un po' meno elefantiaca nella sua crociata contro la pirateria musicale. Ha infatti annunciato di avere nel mirino, pronti per essere denunciati, altri 204 nomi di utenti che hanno utilizzato, secondo RIAA, i sistemi del peer-to-peer per distribuire illegalmente file musicali. Ma questa volta non li ha denunciati subito.

Se i 261 della prima ondata di denunce hanno saputo di essere finiti nel mirino dei discografici quando hanno ricevuto un atto di citazione, questi 204, invece, vengono avvertiti in queste ore da lettere, veri e propri ultimatum, firmate dalla RIAA in cui li si avverte che le major intendono denunciarli.

Perché questo cambio di rotta? "Alla luce dei commenti che abbiamo sentito - ha spiegato il presidente RIAA Cary Sherman - vogliamo fare un passo in più e offrire ai condivisori abusivi di file la possibilità di risolvere questa storia al di fuori di un'azione legale".

L'ultimatum della RIAA dà agli utenti dieci giorni dalla sua ricezione per mettersi in contatto con le major e iniziare le trattative per risolvere la questione, vale a dire per determinare un quantum che dovrà essere versato da ciascuno di loro per evitare di finire in tribunale.

RIAA, che ha anche bisogno di non tirare troppo la corda solleticando i mutevoli umori degli acquirenti di musica legale, che spesso usano anche il peer-to-peer, ha sottolineato con forza che ciascuno dei 204 condivideva online più di mille brani.

C'è di più. Nelle ultime settimane, fin dall'apparire delle prime 261 denunce, RIAA è stata investita dalle critiche per aver più volte sbagliato bersaglio, denunciando persone che non hanno nulla a che vedere con le accuse. Oppure ha colpito minorenni la cui storia è finita su tutti i media, raccontata con i toni di quella del Lupo che si mangia Cappuccetto Rosso. Inviando un ultimatum, invece, RIAA evita tutto questo, riservandosi di denunciare soltanto chi non scende a patti.

Da parte sua la Electronic Frontier Foundation (EFF) ha ribadito che le major stanno commettendo un grave errore con questa crociata contro tutto e tutti. "Invece di continuare la crociata legale - dicono ora i responsabili EFF - le etichette discografiche dovrebbero dare ai propri utenti la possibilità di pagare un abbonamento ragionevole per utilizzare il file sharing".

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.13 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)