CyberCultura

La Cina scaglia Linux contro Windows

Con nuove sovvenzioni il Governo cinese vuol dar vita ad un'industria del software al cui centro vi sia Linux e il software open source. L'obiettivo è Affrancarsi dalle tecnologie occidentali
7 novembre 2003
Punto Informatico
Pechino (Cina) - Le simpatie nutrite dal Governo cinese verso Linux, che nel recente passato si sono palesate nella sovvenzione di vari progetti, fra cui lo sviluppo della distribuzione tutta cinese Red Flag Linux, sembrano destinate a sbocciare in vero e proprio amore.

Con l'obiettivo di sfidare Windows in uno dei mercati tecnologici a più rapida crescita, il vice ministro cinese per l'industria dell'informazione, Gou Zhongwen, ha annunciato negli scorsi giorni l'intenzione del suo Governo di varare alcuni piani che agevolino la nascita di un'industria locale specializzata nello sviluppo di software per Linux.

"Linux - ha dichiarato Zhongwen - rappresenta per noi l'opportunità di compiere un'importante conquista nello sviluppo del software. Ma questo mercato non può svilupparsi su larga scala senza il supporto del Governo". Affermazione tanto più valida in un paese in cui il ruolo dello Stato nell'economia è ancora così imponente.

Sebbene Zhongwen non abbia fornito dettagli sull'ammontare degli stanziamenti che il suo ministero dedicherà a Linux, alcune fonti vicino al Governo li reputano "sostanziosi".

Il mercato cinese dell'IT sta crescendo del 20% l'anno e IDC prevede che le vendite di software arriveranno a toccare, per il 2005, i 30,5 miliardi di dollari.

Fra i colossi occidentali che in Cina stanno investendo su soluzioni basate su Linux vi sono IBM, impegnata nell'installazione di un grosso grid computer nazionale; AMD, a cui è stato commissionato un supercomputer composto da processori Opteron; Intel, che ha aperto centri tecnici di supporto specializzati nella distribuzione di applicazioni cinesi basate su Linux; Motorola, che ha annunciato l'intenzione di sviluppare smartphone basati su Linux simili al suo recente A760.

La Cina ha già messo Linux al centro di alcuni suoi progetti chiave, fra cui CPU a basso consumo, una piattaforma per PDA e telefoni cellulari, e varie iniziative tese a promuovere l'utilizzo del software libero fra le aziende locali.

Facendo di Linux uno standard nazionale, la Cina spera di rendersi sempre più indipendente da Microsoft e, più in generale, dalle tecnologie e dai brevetti occidentali. Oltre a questo, il Governo locale sostiene che il software open source può fornire maggiori garanzie sulla sicurezza.

Non è un caso che la Cina stia collaborando con Giappone e Corea del Sud per lo sviluppo di un sistema operativo alternativo a Windows che, secondo diverse fonti, dovrebbe essere basato proprio su Linux.

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