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I pirati uccidono il cinema

5 marzo 2004 - Aurelio De Laurentis
Fonte: Il Messaggero

Non si ruba un’emozione. Non si mette in crisi il diritto d’autore e la proprietà intellettuale. Non si dà un colpo mortale al cinema e alla cultura. La pirateria telematica sta provocando in tempi brevissimi tutto ciò. Dopo aver messo in ginocchio l’industria della musica, oggi la pirateria sta distruggendo l’industria del cinema e l’industria dei contenuti più in generale. In nome di un “down loading” selvaggio e di un’accesso libero e gratuito, centinaia di utenti si scaricano ogni minuto dalla rete qualsiasi cosa, compresi i film appena usciti ad Hollywood ed immessi sulla rete da un Dvd contraffatto.
In America stanno reagendo drasticamente e radicalmente e negli ultimi sei mesi ci sono state più di un milione di sentenze contro gli utenti-pirati del Web. In Italia, oltre al presidente Ciampi, molto attento al problema, chi ha reagito immediatamente alla gravità del fenomeno è il ministro Urbani che oggi stesso presenta al Consiglio dei ministri un decreto legge contro la pirateria telematica elaborato in accordo con il ministero delle Comunicazioni. Mi giungono indiscrezioni che Urbani stia ricevendo da Telecom, da alcuni ministri e da altri organi istituzionali molte pressioni per modificare in maniera più soft il decreto. Se così fosse, non solo si metterebbe da subito in crisi la nuova legge del cinema appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, ma si comprometterebbe tutta l’industria dell’audiovisivo incluse Rai, Mediaset e Sky.
Cari signori italiani, noi siamo in guerra contro i pirati del Web perché non si può sopravvivere senza la cultura e senza che i contenuti di qualsiasi genere vengano protetti da una utilizzazione indiscriminata ed illegale che non permette altresì la tutela dei minori. Dando libero e gratuito accesso sul Web l’industria dei contenuti non avrà più risorse per continuare a produrre. A questo punto l’industria dell’hardware non potrà sopravvivere solo con un gigantesco database alimentato con la memoria del passato, visto che in futuro non si potrà più produrre nulla di nuovo. Non vi annoierete voi italiani a vedere soltanto film vecchi?
Io sono convinto invece che gli italiani amino il cinema e la cultura e che non vogliano annullare né il diritto d’autore, né la proprietà intellettuale. Sono convinto anche che le componenti del governo, nessuna esclusa, e la Telecom ci tuteleranno e non contrasteranno il decreto proposto da Urbani, ma anzi favoriranno un’azione a livello internazionale che permetta di aprire un tavolo tra politici, rete, industria dell’hardware e industria dei contenuti per creare una Magna Carta dei contenuti stessi, che protegga e tuteli tutti gli operatori, ovunque, per l’interesse generale della cultura.

Note:

Aurelio De Laurentis è presidente dell’Unione nazionale produttori film e Presidente onorario produttori internazionali

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