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MUSICA E POLITICA / L' ex ministro: questione sociale. Caruso: prendo anche i film. Gasparri: sbagliato, ma i cd sono cari

La confessione di Maroni: sul web scarico canzoni illegalmente

14 settembre 2006 - Francesca Basso
Fonte: Il Corriere della Sera (http://www.corriere.it)

Il sasso nello stagno lo ha gettato l' ex ministro del Welfare Roberto Maroni. Ed è la provocazione di uno - a suo modo - del mestiere, visto che il capogruppo della Lega alla Camera è un bluesman: suona l' organo Hammond con i «Distretto 51», la sua band e lo scorso anno ha anche registrato un cd di musica soul per beneficenza. «Scarico illegalmente musica da Internet» ha confessato Maroni a Vanity Fair, «mi autodenuncio, così il caso finisce finalmente in Parlamento». Perché scaricare gratuitamente musica dalla rete è illegale. Certo, la legge Urbani del 2004 contro la pirateria telematica è stata votata anche dalla Lega. È vero che permette il file sharing, cioè lo scambio di canzoni e film tra computer personali, ma solo se i file sono corredati da un marchio che prova il pagamento dei diritti d' autore. Praticamente non succede mai. E dunque lo scambio si configura come «illegale». Ma Maroni non demorde e al telefono ribadisce: «Scarico da Internet perché la musica deve essere libera e accessibile a tutti. Occorre da una parte salvaguardare il diritto dell' autore e dall' altra cancellare le barriere che impediscono di diffonderla». Insomma, per l' esponente del Carroccio «bisogna trovare un modo per togliere dall' illegalità questo sistema. Non è un problema legislativo, ma una questione sociale. È uno scambio da privato a privato, non c' è sfruttamento commerciale, io sento l' iPod...». E lancia una proposta: «Le grandi case discografiche facciano una iniziativa, coinvolgendo la comunità web, magari anche qualche hacker, per trovare una soluzione, in modo da passare dalla repressione, che non serve, alla collaborazione». In attesa di questa nuova fase, c' e chi non transige: la musica si compera. Scaricarla da Internet «è un furto» per Bobo Craxi. Il sottosegretario agli Esteri, che vanta un passato da chitarrista in un tour di Ron e ha calcato con Lucio Dalla il palco di una Festa dell' Unità, ammette che gli «è capitato ma la rete non è la mia fonte: ho scaricato qualche rarità o performance live che non si trovano in commercio, ma mai un intero cd. Di solito compero dischi, libri e film - racconta -. Sono per l' oggetto tradizionale, perché non è un problema di libera fruizione dell' arte quanto di tutela dei lavoratori che stanno dietro al prodotto». Non ha dubbi invece sull' ammissibilità della pratica Giorgia Meloni, classe 1977, vicepresidente della Camera e presidente di Azione giovani di An: «Mi è capitato di scaricare qualche brano, in genere cerco in rete la canzone singola. Del resto non ho molto tempo. Ma attualmente la musica è considerata un bene di lusso, con l' Iva sui cd al 20% il risultato è la pirateria. Chiunque preferisce un cd originale, ma per i ragazzi i costi sono proibitivi. E come Azione giovani siamo sensibili al problema...». Non è d' accordo con lei il collega di partito Maurizio Gasparri. Per l' ex ministro delle Comunicazioni «il diritto d' autore va salvaguardato, anche se i giovani sono per il tutto gratis. Io uso l' iPod, ma nella legalità. L' esperta in casa è mia moglie, è lei che mi carica i brani». Gasparri concorda però con la Meloni sui costi: «La musica dovrebbe essere meno cara, aiuterebbe contro la pirateria». Solo originali anche per l' eurodeputato dei Comunisti italiani Marco Rizzo: «Soffro di una sorta di feticismo dell' oggetto, quindi compero i cd e ho ancora i vecchi padelloni. Ho trovato due vecchie raccolte dei Clash, il complesso punk rock inglese della fine degli anni 70 - racconta con soddisfazione -. I miei figli mi hanno regalato un iPod, che però è fermo a poche registrazioni. Ma non scarico musica dalla rete: una prassi che non giustifico ma che comprendo, la musica è cara e per i giovani è un investimento, lo era anche per noi. Ora però ho una stipendio sufficiente... Certo ci vorrebbe una riduzione dell' Iva». Il no global Francesco Caruso, deputato di Rifondazione, invece continua a ricorrere a Internet: «Sono dieci anni che lo faccio, quando la rete non c' era ancora. C' ho di tutto: cd, documentari, film... soprattutto le ultime uscite, è più comodo. I pescecani delle multinazionali hanno fatto della musica una merce, ma si mettano l' animo in pace: il copyright se lo possono dimenticare. È impossibile impedire il file sharing. Scarico dai new melodici napoletani alla musica punk». Tutto sul borghese iPod? «Nooo, su un lettore mp3». Cosa si rischia LA LEGGE La legge contro la pirateria informatica prevede sanzioni di 154 euro per chi scarica dal web per uso personale un' «opera dell' ingegno» senza il rispetto del diritto d' autore. In caso di recidiva si arriva a 1.032 euro

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