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Ha senso parlare "solo" di bombe atomiche, quando la guerra imperversa per ogni dove, e non serve certo l'atomica per provocare le stragi di cui tutti noi ne siamo spettatori? Eppure, la risposta anche questa volta è sì.

Tre richieste al governo italiano

ICAN - La Rete italiana per il disarmo rilancia una mobilitazione sul disarmo nucleare partita lo scorso agosto, 70 anni dopo la distruzione di Hiroshima e Nagasaki
8 ottobre 2015 - Roberto Del Bianco

Campagna: 3 richieste contro le armi nucleari

 

Ha senso parlare ancora di bombe atomiche?

Ha senso parlare "solo" di bombe atomiche, quando la guerra imperversa per ogni dove, e non serve certo l'atomica per provocare le stragi di cui tutti noi ne siamo spettatori?

Eppure, la risposta anche questa volta è .

 

 

Certo non è immaginabile che vi sia dai Nuclear States l'intenzione di adoperarle in qualche conflitto: essi per primi ne conoscono le potenzialità distruttive! L'atomica serve infatti, nella mente di chi vive in divisa in un mondo a parte, da deterrente o da scudo per la propria sicurezza.

Però...

Però l'atomica è sempre lì. Sedicimila bombe, di cui qualche migliaio attivabili in breve tempo.

Distribuite - in maniera non equa, ovvio - tra i nove Stati che ne detengono il potere.

Vogliose di cure assai costose per il loro mantenimento. Cure che sarebbero più coerenti se destinate invece a noi umani e al pianeta prezioso che ci ospita.

Suscettibili - e questo è il problema! - di malfunzionamenti nei sistemi di controllo al lancio e alla sicurezza, come pure alla possibile pazzia di qualche militare addetto alle operazioni, magari stressato per la grande responsabilità nelle sue mani.

... e già diverse volte per questi motivi siamo stati sul punto di sparire.

 

Dalla Rete Italiana per il Disarmo
Negli scorsi giorni, in occasione della seconda Giornata Internazionale per la Totale Eliminazione delle Armi Nucleari (che si celebra il 26 di settembre), la Rete Italiana per il Disarmo ha rilanciato una mobilitazione sul disarmo nucleare promossa dall’associazione “Beati i Costruttori di Pace” lo scorso agosto in concomitanza con il 70° anniversario dei bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki.

Insieme a numerose Reti ed associazioni internazionali crediamo che sia nostro dovere ricordare ai governanti del mondo che le armi nucleari non possono continuare a minacciare il mondo e noi tutti. Con 16.000 armi nucleari ancora negli arsenali di nove Stati, una catastrofe atomica possa verificarsi per errore e per incidente, non solo per volontà̀ esplicita. Solo la totale e definitiva eliminazione di tutte le armi nucleari impedirà di rivivere l’incubo avvenuto ad Hiroshima e Nagasaki 70 anni fa: vogliamo che nessun altro debba mai subire la stessa terribile esperienza vissuta dagli abitanti di queste città giapponesi alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Le conseguenze di qualsiasi ulteriore uso di armi nucleari, sia che avvenga intenzionalmente sia per errore, sarebbero inimmaginabilmente terribili – ha affermato il Segretario dell’ONU Ban Ki-moon nel suo messaggio per la Giornata Internazionale -! Quando si tratta di realizzare il nostro comune obiettivo del disarmo nucleare, non dobbiamo ritardare. Dobbiamo agire adesso”. Il Segretario delle Nazioni Unite ha anche ricordato come l’eliminazione delle armi nucleari renderebbe disponibili enormi risorse che potrebbero essere usate per realizzare pienamente l’Agenda 2030 per uno Sviluppo Sostenibile.

Per questo motivo abbiamo deciso di rilanciare una raccolta di firme con tre richieste dirette al Governo italiano che si può sottoscrivere a questa pagina e sarà attiva fino alla Settimana Internazionale per il Disarmo promossa dall’ONU (24-31 Ottobre). Una settimana importante e che vedrà gli organismi delle nostre Reti impegnati sia in “Percorsi di Pace” (conferenza annuale internazionale dell’International Peace Bureau a Padova, 23-25 ottobre 2015) sia in una tavola rotonda di confronto tra società civile, Parlamento e Governo sulla questione delle armi nucleari organizzata per il 28 ottobre a Roma insieme alla Campagna internazionale ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons).

  1. Chiediamo al Governo Italiano di escludere con chiarezza l’acquisizione di aerei F-35 con capacità nucleare

  2. Chiediamo al Governo italiano di riflettere sul grande movimento che sta nascendo attorno alla Solenne Promessa (il Pledge) del Governo dell’Austria e di aderirvi. Un’iniziativa che è pienamente in sintonia con la vocazione multilaterale e con l’ideale etico del nostro Paese. Chiediamo all’Italia di unirsi agli ormai 117 Stati (al 16 settembre) che lo hanno sottoscritto, cioè circa il 60% dei membri dell’ONU. 

  3. Chiediamo al Governo Italiano un atto di solidarietà nei confronti della Repubblica delle Isole Marshall che ha presentato ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia contro le nove potenze dotate di armi nucleari. Le Isole Marshall, un piccolo Stato con 70.000 abitanti, furono usate per 12 anni dagli Stati Uniti come un poligono militare dove sperimentare le loro bombe atomiche sempre più grandi e potenti! Rivolgendosi alla Corte Internazionale, le Isole Marshall hanno dimostrato di credere nella forza del diritto: non per ottenerne qualche risarcimento, ma per il bene dell’umanità, chiedono alla Corte di giudicare se le potenze nucleari abbiano ottemperato agli obblighi di negoziare in buona fede un accordo che porti rapidamente al disarmo nucleare totale.

 

La pagina originale dalla Rete Italiana per il Disarmo - ICAN: http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=98&id_topic=93

Ulteriori informazioni e materiali per la mobilitazione a queste pagine:

 

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