Leonardo S.p.A.: il governo Meloni silura Cingolani per salvare le intese con Trump (e Palantir)

Tre anni fa ser­viva un visio­na­rio, oggi serve un costrut­tore. Ieri biso­gnava ripen­sare l’azienda, oggi biso­gna riem­pire le linee di pro­du­zione. Ieri l’inno­va­zione, oggi le con­se­gne
26 maggio 2026

Cingolani presenta Michelangelo Dome

Il 9 aprile 2026 l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani è stato sostituito alla guida della società di difesa e sicurezza con una decisione, annunciata, del governo italiano. Secondo varie fonti giornalistiche, la causa è legata alla decisione di Cingolani di spostare l’attenzione della società lontano dai prodotti cinetici (hardware militare) mentre il mondo è in guerra. Nello specifico le attività di Leonardo si sono concentrate nei settori della sicurezza informatica e della digitalizzazione e intelligenza artificiale rappresentati dallo slogan “dalle armi ai bit”. Tuttavia il progetto che ha provocato la furia del governo e delle forze armate è stato il sistema di difesa Michelangelo Dome dopo la sua presentazione. Il Ceo lo ha presentato a Roma nel 2025, quando ancora non sapeva che sarebbe stato il colpo di grazia alla sua carriera in Leonardo.

Michelangelo Dome è una piattaforma multidominio che integra AI, cyber, high performance computing e data fusion: “Bisogna migliorare la capacità di prevedere e, soprattutto, identificare l’obiettivo e neutralizzare la minaccia prima che arrivi. Questo è il ruolo che può avere l’intelligenza artificiale, da non confondere però con un’intelligenza artificiale che decide al nostro posto chi annullare ”.

Non gli è bastato aver siglato una serie di accordi strategici con aziende estere, in particolare con la turca Baykar per costruire droni, Rheinmetall per costruire carri armati, Airbus e Thales per la creazione di un nuovo attore europeo nel settore spaziale.

Non è bastato neanche l’ aumento del valore delle azioni, dovuto soprattutto ai programmi di riarmo innescati dalla guerra in Ucraina.

In un primo momento la mancanza di spiegazioni del governo Meloni ha suscito critiche da parte dell’opposizione e degli investitori che hanno risposto negativamente in borsa.

Diversamente Moody's, una delle principali agenzie di rating globali, e Morgan Stanley, banca d’affari e di investimenti globale, entrambe statunitensi, hanno promosso l’arrivo del nuovo Ceo contando sul ritorno verso una produzione della difesa più tradizionale.

Il nuovo CEO Lorenzo Mariani è stato capo del braccio italiano della casa missilistica europea MBDA. In precedenza aveva ricoperto vari ruoli in Leonardo tra cui direttore commerciale e responsabile dell'elettronica. Prima di iniziare la sua carriera di manager in Leonardo ha prestato servizio come ufficiale nella marina italiana.

Michele Nones, vicepresidente dell’Istituto affari internazionali, ha colto alcuni aspetti essenziali per capire i motivi della rimozione di Cingolani:

- Il tema centrale non è prepararsi a guerre future, ma accelerare la produzione dei sistemi già in produzione o in procinto di entrarvi

- La questione del progetto Michelangelo Dome, lo scudo multidominio e aperto a ogni tecnologia, che avrebbe dovuto essere la soluzione giusta per l'Europa.

Cingolani non ha preso in considerazione che esiste già un progetto multinazionale, l’European Sky Shield Initiative, alla quale aderiscono 24 paesi europei fra cui Germania e Regno Unito. Si basa sullo scudo antimissilistico Iron Dome prodotto da USA e Israele (Rafael con Raytheon, Iai con Boeing). Al sistema non hanno aderito Italia e Francia.

Considerazioni in dettaglio:

- Risultati della reggenza Cingolani

- Rapporti di Cingolani con il governo e i vertici militari: Nel marzo 2026 il ministro Crosetto ha convocato una riunione d’urgenza per rammentare che la politica, ovvero il governo, insieme alle forze armate, deve non solo mantenere uno stretto controllo sui dossier strategici, e su questo Cingolani era considerato poco allineato e troppo autonomo, ma deve dettare i tempi della produzione.

- Rapporti del governo con Washington (e Palantir)

Risultati della reggenza Cingolani

Il 6 maggio il Consiglio di Amministrazione di Leonardo ha approvato i risultati del primo trimestre 2026:

Ricavi in aumento a 4,4 mld. di euro. Ordini 9,0 mld. di euro con un incremento del 31% rispetto ai primi tre mesi del 2025 in tutti i business. EBITA in crescita a 281 mil. di euro grazie alla performance dell’Elettronica per la Difesa, con una flessione di Drs e di Elicotteri e Aeronautica grazie alla conferma del positivo andamento dei Velivoli e dei parziali recuperi dell’Aerostrutture e della partecipata GIE-ATR. Per la divisione Cybersecurity l’aumento ha potuto contare sugli ordini aggiuntivi per il Polo Strategico Nazionale mentre per lo Spazio vi è stato un aumento grazie a Telespazio e Thales Alenia Space.

Per quanto riguarda i profitti vi è il risultato utile netto adjusted (senza oneri o proventi straordinari), pari a € 184 mil. di euro (+60% rispetto al periodo comparativo). L’indebitamento netto a fine marzo è di 3,04 miliardi: l’incremento rispetto ai 2,1 miliardi di marzo 2025 riflette l’esborso per l’acquisto di Iveco Defence Vehicles, del 35& di Gem Elettronica e del 100% della statunitense Enterprise Electronics Corporation tramite la controllata Leonardo US Corporation. Impatti in parte mitigati dal miglioramento del flusso di cassa operativo che, per quanto negativo per 411 milioni di euro, evidenzia un miglioramento del 29% circa rispetto ai 580 milioni di euro dei primi tre mesi del 2025.

Il dividendo è aumentato da 14 a 63 centesimi per azione, per un totale di 364 milioni.

Le azioni di Leonardo valevano 11,78 euro il 14 aprile 2023, in tre anni sono salite a 56,31 euro, +378%. Ha però una redditività inferiore ai maggiori gruppi europei, l’utile operativo (Ebit) nel 2025 è il 7,4% dei ricavi, mentre Bae Systems ha il 10,4%, Thales il 12,4%, Rheinmetall il 17 per cento. Secondo il Sipri nel 2024 l’azienda si è classificata come 12mo produttore mondiale di armi e secondo in Europa dietro la britannica Bae Systems. Il fatturato nelle armi è di 13,8 miliardi di dollari, il 72% del totale.

I dipendenti nel 2026 sono complessivamente 62.762: Italia 38.320 – Regno Unito 9.362 – USA 7.809 – Polonia 3.301 – Resto del mondo 3.970. Dipendenti per genere: 20% donne – 80% uomini.

Collabora con circa 120 università e centri di ricerca con un aumento del 3,6% dei brevetti dal 2021. Spesa per ricerca e sviluppo: 3 mld. di euro.

Sebbene Leonardo vanti di essere cambiata da azienda manifatturiera a centro di ingegneria, ricerca e sviluppo, la produzione del caccia multiruolo di 5ª generazione F-35 è il classico esempio di dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Nello stabilimento di Cameri (Novara) i lavoratori, 1.130 nel 2025, sono semplici esecutori manuali poiché proprietà intellettuale (IP), sovranità operativa el controllo dei dati sono totalmente in mano alla statunitense Lockheed Martin (Total System Performance Responsibility).

Rapporti di Cingolani con il governo e i vertici militari

Nell’ultimo incontro con la comunità finanziaria ha tracciato bilancio molto positivo dell’esperienza alla guida del gruppo: si è detto orgoglioso del lavoro svolto riassunto in tre formule: "bullets and bytes" cioe' la "fusione tra hardware e software"; "nessuno può' farcela da solo" ovvero creazione di alleanze in Europa e fusioni e acquisizioni tra le industrie; e passaggio rapido dalla difesa convenzionale alla sicurezza globale, non solo deterrenza militare, ma anche sicurezza informatica, sicurezza spaziale, sicurezza delle infrastrutture e sicurezza energetica.

Le linee guida che hanno determinato non poco la sua fuoriuscita da Leonardo.

Il ministro Crosetto, che tre anni fa era favorevole alla nomina di Mariani come AD, il 7 maggio ha postato un messaggio su X per salutare Cingolani con i soliti ringraziamenti istituzionali, e per fare gli auguri ai nuovi vertici dell’azienda: “Ai nuovi amministratori ed in special modo al Presidente Francesco Macrì ed all’Amministratore Delegato Lorenzo Mariani va l’augurio di ottenere gli stessi risultati di crescita e rafforzamento di un’azienda strategica per l’Italia”.

Il nuovo presidente Francesco Macrì è un dirigente di Fratelli d’Italia, ha alle spalle una lunga carriera già premiata da Meloni. Ha dichiarato che non si dimetterà dall’incarico di presidente presso Estra, una società di fornitura di luce e gas, sostenendo che non esiste incompatibilità fra i due ruoli.

La rimozione di Cingolani è stata indubbiamente fortemente voluta dal presidente Meloni e dai vertici militari. I problemi emersi sono duplici:

- il rapporto tra industria strategica con la politica e il modello di sviluppo, ovvero tra autonomia manageriale e indirizzo politico delle imprese strategiche

- il significato della Difesa che vuol dire industria, coerenza e fiducia.

Tutti elementi che i militari hanno contestato a Cingolani. Un amministratore delegato di Leonardo deve avere non solo doti manageriali, ma essere coerente con la politica di difesa governativa, essere capace di relazionarsi con generali e ministri di altri paesi, e condividere informazioni con agenzie di intelligence. Probabilmente ha pesato la difesa tenuta da Cingolani sulla questione delle armi vendute a Israele durante le azioni militari nella Striscia di Gaza che hanno portato alla accusa di genocidio.

La mancata realizzazione di una sinergia fra Difesa e industria, che per i vertici militari significa poter orientare le scelte strategiche in materia di armamenti, hanno portato ad attriti interni:

- generali a più stelle hanno ironizzato sul Michelangelo Dome, sulla politica sbilanciata verso cyber e spazio, mancata sinergia con l’Ucraina per i droni nell’ottica di tensioni geopolitiche crescenti. Non c’è dubbio che l’Ucraina sia diventata il laboratorio di un nuovo modo di fare la guerra che ha avuto in Palantir un alleato fondamentale. I suoi software guidano gli attacchi che a loro volta alimentano le librerie AI che infine forniscono informazioni per allenare gli algoritmi.

Le aziende di difesa ucraine si sono mostrate all’avanguardia sviluppando, grazie a Palantir e alla NATO, un nuovo sistema che supera le capacità di raccolta dati Gotham di Palantir.

Come ha detto il sottosegretario Fazzolari, uomo di fiducia di Meloni, “è cambiato lo schema di gioco dopo la guerra in Ucraina e quella in Medio Oriente. Tre anni fa ser­viva un visio­na­rio, oggi serve un costrut­tore. Ieri biso­gnava ripen­sare l’azienda, oggi biso­gna riem­pire le linee di pro­du­zione. Ieri l’inno­va­zione, oggi le con­se­gne”. Tuttavia per Meloni vi sono anche motivi “personali”: ha mal sopportato la gestione di Cingolani nello spostare o promuovere personale come accaduto con Violante, presidente della Fondazione Leonardo dal 2019 al 2024. Cingolani, lo scienziato ex direttore dell'Iit di Genova, tempo fa aveva dichiarato che “come la scienza, cerco l'essenza delle cose”, oggi, banalmente, non ha compreso quanto “vale” per Meloni, Violante. Infatti la premier non aveva mancato di lodare colui che, nel 1996, da presidente della Camera, riabilitò in un discorso ufficiale a Montecitorio i “ragazzi di Salò”.

Ci penserà Mariani, il nuovo ad, al ritorno dall’esilio presso MBDA dove Cingolani l’aveva confinato, a mettere a posto le cose. Appena nominato ha chiesto pieni poteri per rimuovere “incrostazioni” dell’attuale gestione, quindi riformare la struttura aziendale con nuovi collaboratori.

Rapporti del governo con Washington (e Palantir)

Nell’aprile 2026 il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti vola a Washington per un evento organizzato da Decode39 al Wilson Center, a pochi passi dalla Casa Bianca, che ha riunito rappresentanti istituzionali, mondo politico e delle imprese, per discutere il futuro del legame transatlantico. Il senso dell’incontro viene chiarito dal ministro, il rapporto tra Italia e Stati Uniti attraversa una fase di divergenze sul piano politico ma non su quello della dimensione economica e industriale: “E’ soprattutto il livello economico e industriale a definire oggi la traiettoria del rapporto Italia–Usa, con il business che anticipa e, in alcuni casi, orienta le scelte politiche”.

Poco prima Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato l’articolo “Comprate le armi americane” in cui si racconta di un incontro che si è tenuto a febbraio da Guido Crosetto con l’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta. Ad accompagnarlo vi era una delegazione congressuale guidata dal senatore repubblicano Roger Wicker presidente del Comitato con competenze su spese militari e forze armate (SASC). In quell’incontro l’ambasciatore avrebbe consegnato al ministro un memo ‘Sensitive but unclassified” in cui si elencano le priorità politiche americane e il materiale che l’Italia deve comprare dagli Stati Uniti:

- Raggiungere l’obiettivo del 5% di spesa per la difesa

- Contribuire al Prioritized Ukraine Recovery List (PURL) per far pagare all’Europa le armi Usa fornite a Kiev

- Sostenere gli interessi dei produttori di armi Usa in Europa

Materiale da comprare:

- P-8 Poseidon Multi-Mission Maritime Patrol Aircraft (Boeing, costo unitario ~ 290 ml di $) - Joint Air to Surface Stand Off Missile (JASSM-ER) (Lockheed, costo unitario 1,5 ml di $) - Radar di sorveglianza aerea TPY-4 (Lockheed, costo unitario 19 ml di $)

Un salto nelle relazioni industriali fra USA e Italia vi è stato quando il Defense Security Service del Dipartimento della Difesa USA, ha permesso l’acquisizione per 5.2 miliardi di USD (3.4 miliardi di Euro) di DRS Technologies da parte di Finmeccanica/Leonardo.

Con l’operazione finanziaria/industriale del 2008, Leonardo è entrata nel mercato della difesa statunitense diventando fornitore del Pentagono.

A marzo Leonardo DRS è diventata una delle aziende a cui il Pentagono ha assegnato un contratto decennale da 25 miliardi di dollari, concepito per accelerare lo sviluppo e l'implementazione di tecnologie militari all'avanguardia per gli Stati Uniti.

Non è un caso che mesi prima DRS abbia annunciato un accordo di cooperazione strategica con Axon Vision, un'azienda israeliana specializzata in intelligenza artificiale applicata al settore della difesa, per sviluppare sistemi di combattimento e difesa anti-drone (C-UAS). L’andamento della controllata DRS è un altro motivo per ricordare al governo italiano di rispettare le intese siglate: infatti circa l’80% dei 3 miliardi di dollari di fatturato annuo DRS proviene da contratti con il Pentagono.

Nel mese di aprile, a seguito di un articolo pubblicato dal Domani in cui si ricostruiscono le pressioni americane per sostituire Cingolani alla guida di Leonardo, in particolare ad opera di Alexander Alden, consigliere di Palantir e rappresentante militar-trumpiano in Europa, si sono moltiplicate voci che chiedono chiarezza sugli affari che Peter Thiel avrebbe concluso in Italia, sino a divenire un caso che finisce al Copasir. Peter Thiel, co-fondatore di Palantir, era arrivato a Roma per parlare dell’Anticristo.

Insieme ad Alex Kar, altro CEO di Palantir, ha pubblicato un manifesto in 22 punti in cui afferma che la Silicon Valley ha il dovere di garantire sicurezza all'Occidente.

Punti che vorrebbero essere riferimenti filosofici ma che corrispondono ai suoi interessi aziendali/tecnologici, risultato di una alleanza tra potere materiale e potere statale. Alleanza confermata dal contenuto di un memo scritto dal vicesegretario alla Difesa Steve Feinberg al Pentagono, pubblicato da Reuters, in cui si garantisce l'utilizzo a lungo termine della tecnologia di puntamento delle armi di Palantir (Maven) in tutte le forze armate statunitensi. Maven analizza enormi flussi di dati provenienti dal campo di battaglia da satelliti, droni, radar, sensori e rapporti di intelligence. È in grado di generare suggerimenti di obiettivi e rilevare minacce in pochi minuti, un processo che, secondo i funzionari, in passato richiedeva ore. Rappresenta quanto Washington vuole per accelerare l'adozione dell'IA in tutto il settore della difesa. Se Maven diventa programma ufficiale si scavalcherebbero tutti i dibattiti su etica e necessità di un controllo umano.

L’azienda, che ha registrato un fatturato di 1,63 miliardi di dollari per il trimestre conclusosi il 31 marzo, ha visto il fatturato proveniente da clienti commerciali statunitensi aumentato del 133% a 595 milioni di dollari, mentre il fatturato proveniente da clienti governativi statunitensi è aumentato dell’84% a 687 milioni di dollari nel primo trimestre.

Thiel mentre parla di escatologia, scomodando René Girard, firma contratti con Stati e agenzie di intelligence. Fa un frullato con la teoria mimetica del filosofo francese, la contrapposizione amico-nemico del giurista nazista Carl Schmitt e la mitologia di J.R.R. Tolkien per tradurli in piano industriale.

Nell’ottobre 2023 il Policlinico Universitario Agostino Gemelli avvia una partnership con Palantir per realizzare soluzioni di ricerca nell'ambito della medicina digitale, facendo leva sull'intelligenza artificiale e la gestione a elevate prestazioni dei big data.

In base all’intesa, il Centro di Ricerca Generator RWD dell’ospedale, utilizzerà Foundry, la piattaforma operativa innovativa di Palantir, per la gestione e l'elaborazione su larga scala dei dati clinici. E con questo l’ospedale ha messo i dati sanitari in mano a Palantir.

Nel 2025 il Gruppo Fedrigoni, produttore globale di carte speciali e materiali autoadesivi per il packaging, annuncia una partnership pluriennale con Palantir Technologies Inc. con l’obiettivo di ottimizzare processi e predire la domanda.

Nel 2013 Sogei Spa, una controllata del Ministero dell'economia e delle finanze, inizia una collaborazione sperimentale per l'utilizzo di piattaforme per l'analisi complessa dei dati.

Il Ministero della Difesa, attraverso la Direzione Informatica, Telematica e Tecnologie Avanzate, sottoscrive un contratto con la sede romana di Palantir per l’acquisizione e l’ampliamento di un sistema hardware e software, da completare entro il 2015.

Il Domani, nel marzo 2026, elenca due gare d’appalto bandite da Teledife tra il 2018 e il 2020 che hanno come oggetto “programma Palantir”. Nel 2023 Crosetto rendiconta alla Camera una spesa per forniture di servizi relativi al software Palantir.

Nel 2024, in una procedura negoziata e secretata, si parla del software Gotham utilizzato da diverse Forze armate, intelligenge, polizie e agenzie di sicurezza estere. In particolare è stato usato dall'esercito israeliano per la distruzione della Striscia di Gaza.

Secondo il Riformista, il Ministero della Difesa ha acquistato Gotham nel 2024 perché è una tecnologia che rende più efficiente la strategia difensiva dell’Italia.

A confermare la volontà di acquistare il software Gotham, capace di scovare terroristi e criminali incrociando dati sensibili, è il Messaggero. Palantir e i vertici della Polizia di Stato italiana si sarebbero incontrati segretamente per discutere un contratto dal valore di venti milioni di euro per quattro anni. Secondo il quotidiano la firma sarebbe stata bloccata dal governo in attesa di una gara pubblica. Come per i dati sanitari, il problema non è solo quello di perdere la propria sovranità digitale su dati di cittadini ignari, ma di affidarli a chi promuove una convergenza tra potere politico e tecnologia privata. Palantir diviene un caso che il governo non vuole chiarire né in Parlamento né in sede Copasir sulla base, come ha dichiarato il sottosegretario Mantovano, che non si può riferire pubblicamente in Aula dettagli sugli accordi e utilizzi dei software per motivi di riservatezza e sicurezza nazionale.

Tuttavia Repubblica, a maggio, fa sapere di un nuovo incontro riservato fra Crosetto e l’ambasciatore Tilman J. Fertitta a Roma, per stemperare gli screzi fra Meloni e il presidente americano Trump. Sullo sfondo dei problemi da esaminare c’è anche “la cacciata di Roberto Cingolani dal vertice di Leonardo (rispetto alla quale, secondo diverse ricostruzioni, avrebbero in qualche modo inciso anche gli Usa)”. L’interesse di Leonardo per lo sviluppo di sistemi predittivi basati su algoritmi si evidenzia quando presenta, e descrive, il nuovo sistema di difesa integrato “Michelangelo Dome”: “Grazie alla fusione avanzata dei dati provenienti da molteplici sensori e all'utilizzo di algoritmi predittivi, Michelangelo è in grado di anticipare le attività ostili, ottimizzare le risposte operative e coordinare automaticamente le contromisure più efficaci”.

Ma è un articolo del Financial Times ad aggiungere tasselli che ci fanno capire il ruolo fondamentale che Palantir ha avuto nel destino di Cingolani: - - Per Washington Michelangelo Dome è una potenziale minaccia per i suoi sistemi come i Patriot - Le preoccupazioni sono state sollevate durante le visite fra ambasciatori, diplomatici e funzionari - Cingolani ammette che la tecnologia possa essere considerata un po' competitiva - Il Dipartimento di Stato in contatto con il governo italiano, chiede riservatezza dei colloqui - Cingolani avrebbe rinunciato ad un potenziale accordo con il gruppo di intelligence dati di Palantir e in seguito sarebbe stato contattato da Alexander Alden - Palantir avrebbe voluto vendere il proprio software a Leonardo, mentre Cingolani era disposto a valutare una joint venture per uno sviluppo congiunto della tecnologia

Al di là del resoconto del Financial Times, è un fatto che Leonardo di fronte a domande che riguardano informazioni ritenute sensibili ha risposto evasivamente. E’ il caso della risposta alla domanda pervenuta prima dell’Assemblea degli Azionisti il 7 maggio 2026, e inserita nel Fascicolo “Domande e Risposte”: D: Leonardo SpA ha in essere o prevede di stabilire collaborazioni commerciali e/o di sviluppo con Palantir Technologies? R: Leonardo esplora costantemente la possibilità di stabilire collaborazioni con altri player. Gli accordi di rilevanza pubblica vengono comunicati tramite i canali ufficiali della Società.

Non vi sono state dichiarazioni ufficiali sulla dipartita di Cingolani da parte dei sindacati confederali. Uniche comunicazioni pervenute da FIM-FIOM e UILM riguardano i risultati del 2025: “I risultati 2025, presentati oggi dall’AD del gruppo Leonardo vedono una crescita esponenziale di tutte le divisioni e di tutti gli indicatori economici, finanziari, industriali e di sostenibilità. Numeri che senza l’impegno quotidiano e le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori sarebbero sicuramente meno marcati. Risultati che dimostrano che il Gruppo è sano, ha la forza di investire e che le partnership funzionano se orientate alla crescita di attività, del perimetro aziendale e degli occupati”.

Eppure qualcosa di più i sindacati confederali potevano dirlo. A meno che non si voglia far passare l’idea che i lavoratori pensano solo ai possibili aumenti salari quando aumentano i profitti aziendali.

Si può, ad esempio, ricordare che Leonardo è una società per azioni italiana produttrice di armi e di servizi militari a controllo pubblico. Detenere il controllo pubblico significa avere il potere di indirizzare decisioni strategiche. In particolare si sono evidenziate alcune specificità:

- rispettata la regola che si cambia il vertice sulla base di decisioni prese dal governo e/o azionisti                                                                                                                            - la subalternità del governo nei confronti degli USA non è mai cessata - il meccanismo di segretezza è stato più volte attivato impropriamente a scapito del diritto di trasparenza, essenza delle democrazie                                                                                                   - diverso approccio al futuro tecnologico di una azienda come Leonardo che ha come fine la guerra

Ciò che non cambia per queste aziende è il loro essere sostanza di un potere violento che mira alla propria esistenza.





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