Non vogliamo cacciabombardieri F35
In questi mesi solo l'attenzione di associazioni e cittadini, che hanno coinvolto 5 Regioni e circa 60 Amministrazioni comunali e provinciali, ha consentito un dibattito serio e approfondito sulla compatibilità dell'acquisto di armamenti chiaramente offensivi (come i caccia bombardieri F35) con l'art. 11 della Costituzione, che "Ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
L'opinione pubblica ha avuto modo di conoscere meglio il progetto del caccia F-35, gigantesco spreco di denaro pubblico distolto da usi più utili e necessari.
LA MOZIONE
Il testo della Mozione firmata da 158 parlamentari (del Movimento 5 Stelle, di Sinistra Ecologia e Libertà e del Partito Democratico), che sarà discusso alla Camera del Deputati, oltre che in alcuni articoli pubblicati sul nostro sito (cfr. sotto), è nella pagina web che elenca i lavori all'ordine del giorno del 24 giugno: http://www.camera.it/leg17/187
Vale la pena di ricordare i dati da cui prende le mosse il testo della mozione e alcuni suoi passaggi:
"il Joint Strike Fighter (F-35) è un cacciabombardiere di quinta generazione, capace di trasportare anche ordigni nucleari con caratteristiche stealth e net-centriche, ovvero bassa rilevabilità da parte dei sistemi radar e capacità di interazione con tutti i sistemi di comunicazione presenti sullo scenario di guerra, che decolla ed atterra in verticale e viaggia a velocità supersoniche;
(...) il Parlamento ha approvato una legge delega al Governo che prevede un taglio di 30.000 militari e del 30 per cento delle strutture, portando i risparmi conseguiti all'investimento, in particolare sull'F35;
(...) anche se il nostro Paese ha aderito al trattato di non proliferazione nucleare, in base all'accordo Nato di condivisione nucleare «Nuclear sharing agreements» si prevedono una serie di impegni di condivisione di strutture ed infrastrutture: oltre allo stoccaggio delle bombe, che restano sotto il controllo degli Stati Uniti, è previsto l'addestramento di piloti italiani per il possibile uso delle armi e la partecipazione italiana alle riunioni del Nuclear Planning Group della Nato;
il programma dell'F35 è diventato un progetto dal costo elevato, a fronte di prestazioni peraltro incerte, non corrispondente alle esigenze difensive del nostro Paese, con ricadute industriali ed occupazionali molto lontane dalle aspettative, e che rischia anche di compromettere le politiche di disarmo;"
Tra le richieste al Governo: l'impegno "ad attivare meccanismi che favoriscano la riconversione dell'industria legata alla produzione delle armi, al fine di salvaguardare i posti di lavoro che verrebbero a mancare per la sospensione di alcuni programmi di nuovi sistemi d'arma;
ad attivarsi presso la Nato e gli Stati Uniti per chiedere un'immediata rimozione di qualsiasi ordigno nucleare presente sul territorio italiano; "
L'INVITO DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI DELLA CAMPAGNA
(sit-in lunedì 24 giugno h. 18.00 - 20.00 in piazza Montecitorio)
Le associazioni e reti promotrici della Campagna "Taglia le ali alle armi" invitano a partecipare a tutte le iniziative necessarie per ottenere l'annullamento del progetto.
IL NUOVO APPELLO ha raccolto oltre 9.000 adesioni in poco più di una settimana. Ecco dove firmarlo:
http://www.disarmo.org/nof35/una-nuova-fase-di-campagna
Proponi anche al tuo Comune di discutere e approvare una delibera e di aderire alla campagna, esprimendo la propria contrarietà all'acquisto dei cacciabombardieri F35.
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