Anche gli svizzeri si sono fatti fregare
Traduzioni
- The story of the F-35s that Switzerland has purchased based on secret criteria
[Inglese] Even the Swiss have been duped
A murky tender has crowned the US F-35 fighter jet as the winner, turning Switzerland from a neutral country into one dependent on exclusive US technology. And now there aren't enough funds to purchase the 36 aircraft agreed at a "fixed price".4 giugno 2026 - PeaceLink staff
Nel 2020 il popolo svizzero al 50,1% disse sì con un referendum all'acquisto di 36 aerei da combattimento per un totale massimo di 6 miliardi di franchi. I favorevoli non sapevano che avrebbero subito una fregatura. E oggi quegli svizzeri si stanno pentendo amaramente.
Perché?
Perché è poi stato scelto l'F-35 "a prezzo fisso" ma i costi sono saliti alle stelle.
I costi invisibili dell'F-35
Infatti - è bene saperlo - comprare un F-35 non è come acquistare una Panda. Anche in Italia i parlamentari hanno scoperto che c'è un costo di acquisto iniziale e poi una spesa di aggiornamento dell'avionica e altre spese rilevanti per mantenere la superiorità aerea nel tempo. Ma questo i politici svizzeri forse non lo sapevano e neppure gli ignari cittadini che hanno votato al 50,1% per l'acquisto di aerei "invisibili". Così invisibili che rischiano di non essere visti in futuro sui cieli della Svizzera per i costi aumentati a dismisura.
Il "prezzo fisso" per i 36 caccia F-35A destinati alla Svizzera è saltato. Gli Stati Uniti hanno chiarito che non esiste un accordo vincolante in tal senso, facendo lievitare le stime di costo per l'intero lotto di oltre 1 miliardo di franchi rispetto ai 6 miliardi iniziali approvati dal popolo con il referendum.
E così a oggi, la Svizzera non ha ancora ricevuto un solo aereo F-35.
I primi sono previsti per il 2027. Eppure, prima ancora che un F-35 solchi il cielo elvetico, l'ordine è già stato ridotto: da 36 a 30 velivoli. Lo stesso budget non basta più. Il governo ha già chiesto 394 milioni supplementari.
La più grande spesa militare nella storia della Svizzera si sta trasformando nel suo incubo più opaco.
Per l'Italia è andata anche peggio: F-35 che dovevano costare 80 milioni di euro ognuno li abbiamo pagati, chiavi in mano, 280 milioni di euro a velivolo. Ossia oltre tre volte il costo "di listino" iniziale. Ne avevamo già parlato su PeaceLink.
Nessun aereo è stato consegnato: se ne sono già persi 6
Tutti avrebbero pensato che se l'Italia si è fatta fregare... gli svizzeri, no, non ci sarebbero cascati. E invece la storia si ripete identica. E dei 36 caccia F-35 ben 6 non arriveranno in Svizzera.
Chiariamo subito un punto che spesso genera confusione.
Quando diciamo che dei 36 aerei ne restano 30, non intendiamo che 6 sono stati consegnati e poi rotti, né che sono andati persi in un incidente. Semplicemente, il governo svizzero, per correre ai ripari, ha deciso di ridurre l'ordine prima ancora che iniziasse la produzione.
Ricostruiamo la sequenza:
- 2020 – Il popolo in un referendum vota SÌ per 36 aerei.
- 2022-2023 – I costi reali si rivelano più alti del previsto (inflazione, cambio franco-dollaro, aggiornamenti software obbligatori).
- 2024 – Il governo scopre che con 6 miliardi non può comprare 36 velivoli.
- Decisione: invece di chiedere più soldi agli svizzeri (con il rischio di un nuovo referendum e una sconfitta politica), Berna riduce l'ordine a 30 aerei.
- A quel punto il governo chiede comunque un credito supplementare di 394 milioni solo per coprire l'inflazione.
Risultato: la Svizzera pagherà di più (6,4 miliardi e salendo) per ricevere meno aerei (30 invece di 36) di quelli promessi nel 2020. E tutto questo senza che sia stato chiesto un nuovo voto al popolo, che era stato abbindolato con un referendum che fissava un tetto ai costi di acquisto.
79 criteri segreti: come si vota al buio
Questo è il cuore politico dello scandalo svizzero. Vediamo passo per passo.
Cosa sono questi 79 criteri?
Quando un paese deve scegliere un caccia, non si basa su sensazioni. Stila una lista di requisiti tecnici e operativi: velocità, raggio d'azione, capacità di decollo da piste corte, compatibilità con i radar esistenti, costo di manutenzione, e così via. Nel caso svizzero, questi criteri erano 79. E sono stati tenuti segreti – al Parlamento, ai giornalisti, ai cittadini.
Perché sono stati secretati?
La motivazione ufficiale del governo era la sicurezza nazionale. Rivelare i criteri, secondo Berna, avrebbe permesso a potenziali nemici militari di capire i punti deboli della difesa svizzera. Una spiegazione che ha retto per anni.
Cosa ha scoperto il Tribunale Amministrativo Federale?
Dopo un ricorso del giornalista della RSI (la TV Svizzera del cantone italiano) che aveva realizzato il reportage, il Tribunale Amministrativo Federale ha esaminato il caso. La sentenza è stata netta: il governo deve pubblicare i 79 criteri. Perché? Perché, hanno scritto i giudici, non esiste alcun rischio per la sicurezza nazionale nel conoscere i parametri con cui è stata valutata una gara d'appalto. I criteri non contengono segreti militari operativi. Contengono semplicemente la lista di ciò che il governo chiedeva ai costruttori.
Perché la segretezza era vantaggiosa per l'F-35?
Questa è la domanda chiave. Una volta che i criteri sono stati resi pubblici (dopo la sentenza), molti osservatori indipendenti hanno fatto una scoperta imbarazzante: i 79 criteri erano stati scritti in modo tale che solo l'F-35 poteva soddisfarli tutti. Requisiti come la capacità di penetrare in territorio nemico senza essere rilevati (stealth), o l'integrazione in una rete di combattimento strettamente americana, erano irrilevanti per la difesa dello spazio aereo svizzero. Ma erano perfetti per escludere i competitor europei (Eurofighter, Rafale, Gripen).
In altre parole: il governo svizzero ha reso segreti i criteri perché altrimenti si sarebbe capito che la gara sembrava fatta su misura per l'F-35.
Cosa significa tutto questo in soldoni?
| Prima della sentenza | Dopo la sentenza |
|---|---|
| I cittadini svizzeri hanno votato senza sapere su quali basi tecniche era stato scelto l'F-35. | I criteri sono pubblici. E confermano che la gara sembrava fatta su misura per l'F-35. |
| Il governo poteva dire "è stata una scelta tecnica obiettiva". | Non può più dirlo: i criteri erano costruiti su misura per l'F-35. |
| Il Parlamento svizzero ha approvato questa enorme spesa militare al buio. | Ora i parlamentari chiedono conto. |
E la sicurezza nazionale?
Il Tribunale ha smontato anche questa tesi. I criteri – ha scritto – descrivono prestazioni generali di un aereo (es: "deve poter operare in ambienti con difese aeree avanzate"). Non rivelano né la disposizione dei radar svizzeri, né i codici di comunicazione, né le frequenze militari. Secretarli era una scelta politica, non una necessità militare.
Il reportage che ha fatto tremare il governo svizzero
Il merito della svolta è del reportage della RSI, la televisione della Svizzera italiana.
Le inchieste hanno ricostruito riunioni segrete e interessi economici. E anche un'opacità sistematica da parte del Dipartimento della difesa. È stato un giornalista della RSI a fare ricorso al Tribunale, ottenendo la sentenza che ha obbligato il governo a pubblicare i 79 criteri.
Non sono mancate ripercussioni all'interno dell'amministrazione federale degli armamenti in quanto si è scoperto che alcuni funzionari avevano sollevato dubbi ma erano stati marginalizzati. Nessuno ha mai parlato apertamente di "corruzione". Ma molti hanno usato la stessa parola: intransparence, Intransparenz, opacità.
Il paradosso della Svizzera neutrale
Qualche osservazione sull'aspetto strettamente militare della scelta. La Svizzera ha scelto un caccia stealth – nato per missioni d'attacco in profondità – per pattugliare il proprio cielo alpino. Un po' come comprare un'auto da Formula 1 per spostarsi in città. E lo ha fatto sulla base di criteri segreti che escludevano a priori qualsiasi alternativa europea.
Ma il dato più rilevante è la dipendenza totale che la Svizzera, paese neutrale, finirebbe per subire dalle tecnologie statunitensi dell'F-35.
Infatti l'F-35 è un sistema totalmente integrato nel sistema politico, industriale e militare degli Stati Uniti. Manutenzione, aggiornamenti software, logistica, persino l'autorizzazione al decollo in certe configurazioni dipendono da Washington. Con Donald Trump tornato alla Casa Bianca, la paura di un ricatto politico non è più fantapolitica. Una petizione popolare lo ha definito «l'ultima goccia».
Nel frattempo, anche l'acquisto del sistema antiaereo americano Patriot ha subito ritardi di 4-5 anni e aumenti di prezzo. La Svizzera ha iniziato a guardare con nuovo interesse al sistema franco-italiano SAMP/T.
Fermare gli F-35 è ancora possibile?
Sul piano formale, sì. Un'iniziativa popolare è già stata lanciata per bloccare l'acquisto. Ma la raccolta firme, la votazione e l'eventuale attuazione richiederebbero almeno due o tre anni. A quel punto, buona parte dei 30 aerei sarebbe già stata pagata e in parte consegnata (i primi voli sono previsti per il 2027).
Annullare il contratto ora costerebbe circa 1,5 miliardi di franchi svizzeri tra penali e costi già sostenuti. Una cifra enorme, ma comunque inferiore ai 6 miliardi di franchi svizzeri (oltre 6 miliardi e mezzo di euro) previsti. È questo il dilemma che spacca il Parlamento svizzero.
Cosa resta del "modello Svizzera"
La Svizzera si è sempre raccontata come il paese della democrazia trasparente e dalla competenza indiscussa. L'affare F-35 sta scalfendo quella immagine.
Non è solo una storia di costi fuori controllo. È la storia di come un paese neutrale abbia delegato la propria difesa a un contratto opaco che i suoi cittadini non hanno mai potuto leggere fino in fondo. È la storia di 79 criteri tenuti segreti non per ragioni militari, ma per rendere impossibile qualsiasi controllo democratico. Ed è la storia di come 36 aerei promessi si siano trasformati in 30, il tutto senza che ancora che il primo F-35 sia mai arrivato in Svizzera.
https://www.ilsole24ore.com/art/dalla-governance-ritardi-costi-faro-corte-conti-programma-f35-AI7WxT9C
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