The Buck Stops Here

"Vale la pena ricordare che il presidente eletto Donald Trump, che sarà in ultima analisi responsabile della guerra e della pace, si è preoccupato della guerra nucleare per decenni. Nel 1986, l'anno dopo che ci è stato conferito il premio Nobel per la pace, chiese alla nostra organizzazione, l'International Physicians for the Prevention of Nuclear War, di aiutare a organizzare un incontro con l'allora Segretario generale sovietico Mikhail Gorbachev per discutere di come ridurre la minaccia nucleare. Abbiamo assistito il Presidente eletto allora e ora offriamo alcune riflessioni."
Un suggerimento calza allora, quasi l'ipotesi di un passaggio di consegne. Dalle tracce nebbiose della Storia all'attuale Commander in Chief adesso insediato alla Casa Bianca:
"Come Presidente, un primo passo prezioso per Trump sarebbe quello di avviare un dialogo tra tutte le nove nazioni dotate di armi nucleari per discutere sulla riduzione della minaccia. L'adozione universale di una politica di non primo utilizzo sarebbe un passo importante. Ma, come sostenuto dalla Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 2017, l'obiettivo deve essere l'abolizione."
E dai meandri della Storia ecco riconsegnare al nuovo Presidente questa grande responsabilità.
"Nel giro di un anno dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, il presidente Harry S. Truman e il suo rappresentante Bernard Baruch presentarono un piano che avrebbe impedito la proliferazione delle armi nucleari e istituito un’autorità internazionale per monitorare lo sviluppo delle armi atomiche, in cambio del quale gli Stati Uniti avrebbero smantellato il loro arsenale nucleare. Anche Ronald Reagan, un presidente iconoclasta, ne cercò l'abolizione. Trump ha la possibilità di raggiungere l'obiettivo sfuggente sostenuto, ma non raggiunto, dai suoi predecessori.
L'abolizione di tutte le armi nucleari meriterebbe un premio Nobel per la pace e un ringraziamento eterno da tutte le generazioni future."
James E. Muller e John O. Pastore, Boston
(Gli autori sono, rispettivamente, co-fondatore e segretario esecutivo dell'International Physicians for the Prevention of Nuclear War, vincitore del premio Nobel per la pace nel 1985.)
Articoli correlati

L’espansione militare statunitense in America Latina
Il rafforzamento della presenza militare USA tra basi aeree e avamposti marittimi segna una nuova fase di ingerenza politica mascherata da lotta transnazionale al crimine organizzato15 maggio 2026 - Giorgio Trucchi
Le manovre di Stati Uniti e Israele per controllare l’Honduras
La grazia di Washington all’ex presidente Hernández, condannato a 45 anni di carcere per traffico di droga, avrebbe l’obiettivo di favorire aziende statunitensi e israeliane30 aprile 2026 - Giorgio Trucchi
Dal video podcast MEE LIVEIn Iran siamo vicini a una guerra nucleare?
Nei notiziari si parla di programmi nucleari, capacità nucleari e armi nucleari. Ma non si parla di possibile guerra nucleare.3 aprile 2026 - Roberto Del Bianco
Nella guerra in corso, la scelta controcorrente del governo spagnoloTra paura e multilateralismo
Mentre la Francia punta sull'intimidazione nucleare, la Spagna potrebbe consolidare la propria leadership morale firmando il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari.3 marzo 2026 - Carlos Umana
sociale.network