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LA GIORNATA DELLE OASI WWF DEVE ESSERE OCCASIONE DI RIFLESSIONE SUL FUTURO DELL’INTEGRITA’ DELLA BASILICATA

In questa giornata di festa delle Oasi del WWF in cui si parla di parchi e di biologico ci viene spontaneo parlare anche di ambiente e di salute. Purtroppo in Basilicata e nell’intero meridione registriamo un vero e proprio assalto al territorio e all’ambiente da parte di società dell’energia, della chimica e dei rifiuti.

Dopo il deposito nucleare di Scanzano, che avrebbe segnato definitivamente le sorti dell’intera Basilicata e in attesa della sistemazione ed auspicata denuclearizzazione (o prato verde) del centro della Trisaia, rileviamo con profondo dispiacere:

La costruzione di una megacentrale da 40MW - alimentata a biomassa di origine e qualità imprecisate - nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, che dovrebbe entrare in funzione a giugno prossimo dopo una telenovela di autorizzazioni rilasciate dal comune di Laino (CS) e dall’Ente Parco del Pollino senza il coinvolgimento della cittadinanza. L’intero ecosistema e la sopravvivenza del parco naturale, le sue attività e la stessa salute dei suoi cittadini è in pericolo: in nessuna parte del mondo si sognerebbero di costruire una mega centrale in un parco nazionale.
Segnaliamo inoltre :

Il progetto di realizzare una mega centrale da 400 MW a Pisticci scalo;
Il progetto di realizzare una megacentrale da circa 80 MW a Salandra (circa 10 km da Pisticci);
Il progetto di realizzare un inceneritore di biomasse a Ferrandina per la produzione di energia(ultima news del consiglio comunale);
Ed ancora, un impianto di produzione energetica a Stigliano ed un altro nei pressi del Parco della Murgia Materna;
Il progetto di realizzare un mega impianto per la raffinazione degli olii esausti (Ecooil), in Val Basento, che per le sue dimensioni configurano una vera raffineria ;
Le trivellazioni, l’estrazione e trasporto del greggio, la realizzazione di oleodotti in Val d’Agri e Val Calastra ove è prevista la realizzazione di un secondo Centro Olii dopo quello di Viggiano. Il petrolio minaccia la nascita del parco della Val d’Agri con lo strumentale ritardo nell’emanazione del DPR di perimetrazione, probabilmente per adattarlo meglio alle esigenze delle multinazionali petrolifere e contemporaneamente si creano false aspettative sui benefici che porteranno le royalties, minimizzando sugli scompensi e sui danni all’ambiente;
Il cemento che invade le coste lucane con porti turistici e megavillaggi, che alimenta più l’industria del mattone che quella del turismo;
Le discariche sul litorale dello Jonio (di cui i media ogni tanto danno notizia), sperando che qualcuno si preoccupi di bonificarle (prima che inquinino il nostro mare e che tanti bambini e genitori ignari vi facciano il bagno).

Questa è solo una parte della lunga lista che i cittadini lucani e non solo possono sottoscrivere e integrare con altri scempi ambientali.

E’ giunto il momento per pensare seriamente a tutelare, prima di tutto, la salute dei cittadini attraverso la tutela della risorsa naturale ed ambientale della Basilicata - oggi minacciata da scelte scellerate, non meditate e condivise - e di queste risorse farne leva per un vero sviluppo sostenibile, ovvero duraturo, equo e solidale, da contrapporre agli interessi affaristici di poche persone.

MAP NST NOSCORIE TRISAIA

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