Progetto Tempa Rossa, parere positivo della conferenza dei servizi
A dichiararlo è il consigliere comunale di Taranto e coportavoce nazionale dei Verdi.
Già in precedenza Angelo Bonelli aveva accusato il sindaco di Taranto di "doppio gioco": "Il sindaco Stefàno - sottolineava Bonelli - non è la prima volta che attua la strategia di non dire nulla sul piano formale: lo fece con l’AIA sull’Ilva del 2010 dove non depositò nessun parere del comune e oggi lo ripete con Tempa Rossa. Rilascia interviste dicendo che lui si oppone, ma non fa quello che un sindaco dovrebbe fare, mai la città era stata cosi raggirata".
Angelo Bonelli avanzava un'accusa che oggi suona più che mai attuale alla luce del "disco verde" della Conferenza dei Servizi: "Purtroppo sino ad oggi la giunta Stefàno non ha prodotto alcuna delibera di variante che recepisca la direttiva Seveso e al ministero dello Sviluppo Economico e a quello dell’Ambiente le procedure autorizzative vanno avanti senza alcuna opposizione del Comune e della Regione Puglia".
Un ampio fronte di cittadini da tempo aveva espresso una posizione nettamente contraria creando il coordinamento Stop Tempa Rossa.
«Il trasporto complessivo di ben 2,7 milioni di tonnellate all’anno di petrolio Tempa Rossa, porterà dei rischi sotto l’aspetto ambientale ma anche sotto l’aspetto degli incidenti, sia in mare con sversamenti di greggio, sia sulla terra ferma con i possibili incendi ed esplosioni che interesseranno i due serbatoi che verranno costruiti». Questo dichiarava Daniela Spera, portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa, che aggiungeva: «Il progetto viene dalla Basilicata (Valle del Sauro) e prevede l’estrazione di petrolio dal giacimento Tempa Rossa, lo stoccaggio all’interno della raffineria di Taranto e quindi il trasferimento alle petroliere che arriveranno nel porto, minimo 90 (140 stimate) in più l’anno».
L'Eni ha previsto la costruzione di due serbatoi da 180.000 metri cubi presso la propria raffineria di Taranto, destinati ad accogliere l’incremento di greggio proveniente dalla Lucania. Nello studio di impatto ambientale del progetto "Tempa Rossa", la stessa Eni sottolinea che esso comporterà a Taranto un incremento delle emissioni diffuse e fuggitive fino al 12% e una produzione di composti organici volatili pari a 26mila kg annui.
Il Consiglio Comunale di Taranto aveva detto "no" a Tempa Rossa.
Anche PeaceLink aveva dichiarato la propria contrarietà al progetto.
La questione tocca non solo il rischio di inquinamento del mare ma anche la tutela dell'acqua potabile di Taranto, che proviene dalla Basilicata, in particolare dal Pertusillo, come la geologa Albina Colella, docente dell’Università della Basilicata, ha evidenziato.
Il movimento contro il progetto Tempa Rossa accomuna i movimenti Notriv della Basilicata e il fronte civico di Taranto.
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