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La forza dei Lucani dopo Scanzano

Credere per vincere

1 gennaio 2006 - NOSCORIE TRISAIA

In tema di bilanci si è chiuso un anno particolare per il nostro paese e la nostra piccola regione.
Nella guerra infinita all’Iraq e al terrorismo i vincitori diventano gli sconfitti mentre chi paga pesantemente le conseguenze sono sempre le popolazioni civili.
Dalla crisi economica siamo passati all’Italia degli scandali finanziari, grave preludio della fine della democrazia. Il sistema politico appare poco rispettoso del mandato conferito dai cittadini.
I sommergibili nucleari andranno via dalla Maddalena, ma resteranno nel Mediterraneo e, come
previsto, Taranto rientra tra le basi candidate ad ospitarli.
La lezione di Scanzano deve essere ancora compresa dai politici: i cittadini sono ancora costretti a scendere in piazza per riprendersi la democrazia, come accaduto nella Val di Susa ed a Scanzano.
Ai Lucani la natura arcigna e l’uomo sopraffattore hanno insegnato una sola cosa: la difesa.
Abbiamo imparato a difenderci dai governi che ci trattano come le colonie d’Africa, dalle lobby che sfruttano solo le risorse del nostro territorio per farne terra bruciata, dal clima impietoso sui nostri raccolti e dalla speculazione della lobby della commercializzazione dei prodotti agricoli. Abbiamo inoltre imparato a difenderci dalla comunicazione dei media dei poteri forti che vorrebbero fare di questa terra una zona franca abitata da analfabeti oppure territorio gestito dagli affari dei mafiosi.
Continuiamo a difenderci dalla Sogin che aspirerebbe ancora a costruire il deposito nazionale di scorie nucleari in Basilicata, che, mentre nei tavoli istituzionali promette il “decommissioning” continua, nella realtà, nel suo chiaro scopo aziendale economico.
Nonostante paghiamo l’obolo sulla bolletta elettrica a Sogin, restano una chimera la sicurezza dell’impianto nucleare della Trisaia con la sistemazione in sicurezza del materiale ad alta attività. E’ forte il sospetto che il denaro pubblico è destinato a commercializzare il combustibile nucleare che si sta riprocessando all’estero. L'Operazione di riprocessamento crea altre scorie molto radioattive, altre scorie e rifiuti ad alta attività che Sogin non dice dove intende sistemarle. Non fa altro che chiedere soldi per movimentare il materiale nucleare (per portarlo all’estero e allontanare momentaneamente il problema dall’Italia) che dovrà in ogni modo ritornare, dopo anni, invece di sistemare definitivamente in sicurezza il materiale nucleare italiano ove si trova. Jean gioca sulla restituzione dei materiali di proprietà U.S.A. ed utilizza come alibi le barre di Elk River per far ritrovare, di fatto, il centro nucleare della Trisaia, unico potenziale sito provvisorio-definitivo di rifiuti nucleari nazionale, come prevede, tra le righe, il decreto Marzano.
La cosa grave del decommissioning è che tutto avviene con il bene placido dei governi e dei politici bipartisan.
Sopportiamo l’emigrazione e lo spopolamento delle zone interne, perché finchè c’e’ disoccupazione esiste il clientelismo che è la garanzia per eleggere il politico che non ama la Lucania.
A breve ripartirà l’accattonaggio elettorale. Vedremo nuovi slogan e vecchie facce. Tutti si contenderanno un'unica cosa: il seggio della circoscrizione.
A tutti i lucani invece, per il 2006, il nostro movimento vuole dare un solo messaggio: Credere per vincere. Credere in noi stessi, nelle nostre capacità e nelle risorse che la nostra terra ci offre. Terra, acqua e petrolio: il tesoro del terzo millennio.
Non abbiamo bisogno di altro. E’ ora di uscire dal guscio della difesa e della sopportazione per far valere i diritti di cittadini e le risorse del nostro territorio. Pretendiamo che la politica abbandoni la pratica dell’affarismo e dia un segnale che faccia invertire la rotta di una nave senza timone. I movimenti e le associazioni lucani sono stanchi di un capitolo di storia che conoscono a memoria. La lezione di Scanzano continua. Iniziamo ora a Credere in noi stessi per Vincere. Vinca la democrazia e la partecipazione.

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