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La lunga telenovela della centrale turbogas di Termoli. Nessuno la vuole, eppure c'è...

Chi ha paura della centrale?

19 giugno 2006 - Alessia Mendozzi

Un giorno nella cittadina sulla costa molisana di nome Termoli, girò voce di un nuovo evento che avrebbe fatto un gran bene alla città. Speranzosi, i cittadini cominciarono ad interrogarsi su quale potesse essere l’evento.
“Vuoi vedere che hanno finalmente deciso di sistemare le strade dell’interno come Dio comanda?”
“No, forse hanno semplicemente capito come affrontare il problema della congestione del traffico cittadino.”
“O magari hanno deciso di metter mano alle lottizzazioni selvagge della città, restituendo dignità ai quartieri disagiati”, si chiedevano tra loro.
Ma era molto di più quello che stava per accadere. Un evento che avrebbe proiettato Termoli e il Basso Molise verso lo sviluppo. O almeno così dicevano i promotori dell’evento stesso.
Incuriositi, i cittadini domandarono di cosa si trattasse. E finalmente arrivò la risposta.
“Verrà impiantata una gran bella centrale turbogas!”
A quel punto i cittadini termolesi cominciarono a chiedersi come mai avessero bisogno di una centrale turbogas dalle grandi potenzialità.
Ma come? Non sapete che il Molise è famoso per il suo enorme consumo energetico? Provate a chiedere, a chiunque, informazioni sul Molise e tutti vi risponderanno che in Molise si consuma tantissima energia. Più di Roma, Milano, di qualsiasi metropoli. Non avete idea di quanta energia consumino sti 300.000 abitanti molisani, roba da non credere. Famosi in tutto il mondo per questo.
A quel punto a qualcun’altro sorse un dubbio: ma quale effetto avrà sulla nostra salute questa centrale? Sapete com’è, abbiamo già un elevato tasso di tumori, vorremmo andarci un po’ con calma...
Dalla direzione e dalle autorità amministrative si affrettarono a dire che bisognava star tranquilli, che non c’era nessun pericolo per la salute umana. Ma i termolesi, che da sempre hanno associato la parola “tranquillo” alla frase “è morto”, cominciarono seriamente ad avere forti perplessità in materia e a non desiderare la centrale...

Così iniziarono le prime richieste di chiarimenti, di approfondimenti sull’argomento, chiamando in causa esperti del settore.
Qualcuno domandò che effetto potessero avere le esalazioni di una turbogas unite alle esalazioni delle altre 3 fabbriche chimiche già presenti sul territorio e già amatissime dalla popolazione locale. E di nuovo venne detto loro di stare tranquilli, con qualche aggiunta di elogi pro-centrale, con frasi tipo “è importante per lo sviluppo locale” o “farà da volano per la nostra economia”, tanto di moda e tanto apprezzate se contornate da sorrisi così scintillanti che nemmeno nelle migliori pubblicità dei dentifrici sanno fare di meglio.
Le risposte erano sempre le stesse: tutto sotto controllo, nessun problema. C’era, insomma, da stare tranquilli. Come se qualcuno dicesse ad un astemio di bere un cocktail ad altissimo contenuto alcoolico e di stare tranquillo perché non sarebbe uscito ubriaco perso da quell’esperienza.
E, chissà perché, queste scialbe motivazioni non soddisfarono una parte di cittadinanza che si attivò per verificare lo stato delle cose, se c’erano pericoli per la popolazione. Convegni, volantini, informazioni, mobilitazione generale per saperne di più. Interrogativi sulle ripercussioni a livello turistico, a livello di prodotti biologici locali. Tutto ciò fece sorgere forti dubbi ai cittadini che dichiararono apertamente il loro dissenso.
Il tutto, però, prese una piega molto italiana. Della serie...
“Volete voi la centrale turbogas nel vostro territorio?”
“NO!”
“La centrale verrà impiantata!”
A quel punto la popolazione locale, solitamente non propensa alla protesta, chissà perché un pochino s’incazzò e decise di passare ad ulteriore contestazione. Forse perché avvertì una leggerissima presa per i fondelli.
E venne il giorno della grande manifestazione cittadina.
Non si vedeva tanta gente in giro per le strade termolesi probabilmente dai tempi della vittoria del mondiale di calcio dell’82. Fatto sta che la gente protestò a gran voce, chiaro e tondo, per l’ennesima volta, il proprio dissenso.
E infatti la centrale iniziò ad essere costruita.

Dà sempre una certa soddisfazione essere presi in considerazione. Soprattutto quando si tratta di ciò che vuole la collettività. Le amministrazioni dovrebbero fare la volontà popolare. Appunto. Ecco che accade di nuovo il contrario.
I collaudi della centrale hanno causato qualche sbuffo inquietante. Nuvole nere e nuvole gialle. Una nuova immagine per il turismo. Dove lo trovate un cielo giallo? Questa si che è una vacanza alternativa!!!!
Come al solito, le richieste di spiegazioni hanno avuto come risposta che non c’era nulla di preoccupante. Se poi gli abitanti della zona abbiano sentito odore di zolfo unito a bruciori alla gola e occhi arrossati, è poca cosa. Normale amministrazione, piccoli incovenienti che ci possono stare. Ci scusiamo per il disagio.
Qualcosa ci dice che la telenovela non finisce qui, che la gente non si è ancora arresa. Come andrà a finire questa storia, lo scopriremo solo con il tempo. Nell’attesa di questa risposta, mi rimane una domanda... chi ha paura della centrale?

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