Ecologia

RSS logo

Mailing-list Ecologia

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Ecologia

...

Articoli correlati

  • Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
  • Ilva, l'appello delle associazioni: Ministro Galletti, basta con il traffico di rifiuti Ilva!

    Ilva, l'appello delle associazioni: Ministro Galletti, basta con il traffico di rifiuti Ilva!

    La nota congiunta di Legambiente Augusta, Decontaminazione Sicilia, Natura Sicula e Don Palmiro Prisutto, sulla vicenda del polverino Ilva
    16 novembre 2016 - Luciano Manna
  • Cara Pina ...

    Cara Pina ...

    Un ricordo di Pina Maisano, la vedova dell’imprenditore Libero Grassi assassinato dalla mafia nel 1991 per essersi ribellato al racket, scomparsa il 7 giugno scorso
    18 giugno 2016 - Arianna Tascone
  • Pippo e Peppino sono vivi, i morti sono altri
    Un 5 gennaio nasceva Peppino Impastato, un 5 gennaio la mafia assassinava Pippo Fava

    Pippo e Peppino sono vivi, i morti sono altri

    La “commemor-azione”, il ricordare proseguendo sul cammino su cui ci hanno preceduto, è l’unica rispettosa e degna. Oggi come tutto l’anno Peppino e Pippo non devono essere santi per laici altari ma “fuoco che deve arderci dentro”.
    5 gennaio 2016 - Alessio Di Florio
Ecomafia

Traffico illegale di rifiuti, 97 indagati

Un milione di tonnellate di rifiuti tossici e cancerogeni prodotti nelle industrie pesanti del nord Italia sono stati smaltiti per anni in impianti del Sud. Sgominata la banda che gestiva il traffico
6 novembre 2003 - Il Nuovo
Fonte: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,191602,00.html

ROMA – Un milione di tonnellate di rifiuti tossici prodotti dai poli industriali del nord Italia erano smaltiti illegalmente nella provincia di Caserta e altri impianti del Centro-sud. Un’operazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere condotta dal comando dei carabinieri per la tutela dell' ambiente ha sgominato l’organizzazione criminale che per anni aveva gestito il traffico. Sono stati emessi 98 rinvii a giudizio con le accuse di associazione per delinquere, disastro ambientale, avvelenamento di acque, realizzazione e gestione di discariche abusive, getto pericoloso di cose, truffa ed abuso di ufficio i reati contestati. Il gip Silvio Guarriello ha fissato al 3 dicembre prossimo la data dell’udienza preliminare.

Le indagini sono partite nel 1999 da un sequestro avvenuto in un impianto di conglomerati bituminosi nel Napoletano. L’inchiesta si è poi estesa in tutta Italia: gli investigatori hanno scoperto un traffico illecito di rifiuti tossici con rischi cancerogeni come polveri da abbattimento, fumi delle industrie siderurgiche e metallurgiche, ceneri da combustione, olio minerale, morchie oleose e di verniciatura, pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici non alogenati, fanghi da trattamento acque di processo di depurazione di industrie chimiche ed acque reflue industriali, inchiostro di scarto, melme acide, fanghi di potabilizzazione e chiarificazione delle acque.

Gli investigatori hanno così fatto luce sulle attività di un’organizzazione criminale che si reggeva sulla connivenza tra ditte di trasporto dei rifiuti, agenzie di intermediazioni, ditte di stoccaggio e impianti di smaltimento. Documenti falsi hanno certificato per anni lo smaltimento di rifiuti speciali in impianti di recupero inesistenti. I medesimi certificati hanno permesso che fossero immessi sul mercato prodotti realizzati con sostanze tossiche.

I rifiuti provenivano dalle industrie pesanti di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana e arrivavano in discariche abusive localizzate in provincia di Caserta e in altre località di Umbria, Lazio, Calabria, Puglia e Sardegna. Diciotto aree sono state sequestrate insieme a 25 Tir adibiti al trasporto. Antonio Menga, comandante del reparto operativo dei carabinieri per la tutela dell’ambiente dice: “Nei confronti degli imputati, il gip del tribunale, Silvio Guarriello, ha fissato al prossimo 3 dicembre la data dell' udienza preliminare. "E’ la più grossa inchiesta mai fatta in Italia nel campo della gestione illecita dei rifiuti".

(6 NOVEMBRE 2003, ORE 9:20)

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)