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Inquinamento Enel in mare da PCB ad Ischia

Chiesto l'intervento europeo dopo le rilevazioni dell'Arpac che confermano un inquinamento 186 volte superiore alla norma
14 dicembre 2007
Andrea D'Ambra (presidente dell'associazione in difesa dei consumatori "Generazione Attiva")

Alcune immagini recenti
La nave "Giulio Verne" al largo di Ischia

Fusti a bordo dell'Alfa Napoli

Uscita fusti
Ischia (NA) L'Associazione Nazionale Indipendente in difesa dei Cittadini e Consumatori Generazione Attiva ha inviato due qiorni fa un'interrogazione alla Commissione Europea nella quale si espongono tutti i fatti accaduti con relazione all'inquinamento da policlorobifenili (PCB) in seguito alla rottura di cavi Enel a Lacco Ameno (NA) nel mare antistante le coste dell'Isola d'Ischia, e con la quale ha richiesto l'intervento di Bruxelles per porre fine al rischio ambientale tuttora esistente.

L'azione mutagena e cancerogena del policlorobifenile è fin troppo nota. I PCB sono tossici per il pesce e per la fauna acquatica in generale, persistono a lungo nell'ambiente e si accumulano nella catena dell'alimentazione (bio-accumulo). Hanno effetti tossici sull'uomo e su tutti gli esseri viventi.

Il silenzio delle Autorità preposte al controllo e alla tutela del nostro territorio è assordante. Le rilevazioni dell'Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania (ARPAC) che confermano un inquinamento da Policlorobifenile 186 volte superiore alla norma avrebbero dovuto far scattare immediatamente l'intervento delle suddette autorità che invece latitano! Tutto a danno della salute dell'ecosistema e della popolazione in quella che dovrebbe essere l'Area Marina Protetta "Regno di Nettuno"

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