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Ferriera, in 15 domande la salute dei servolani

Saranno esaminati solo uomini e donne con stile di vita senza eccessi. L’Azienda sanitaria sta distribuendo i questionari a 110 residenti che avevano chiesto di essere sottoposti agli esami del sangue e delle urine
Presenti anche richieste insolite sul consumo di tè e biscotti integrali
10 febbraio 2008 - Elisa Lenarduzzi
Fonte: Il Piccolo di Trieste

Ferriera Lucchini Da quanti anni risiede a Servola? Beve alcolici abitualmente? Fuma? Beve tè? Quante volte alla settimana consuma alimenti cotti alla griglia o alla brace? E quante fette biscottate integrali mangia ogni giorno? Sono solo alcune delle domande contenute nel questionario che l’Azienda sanitaria sta distribuendo in questi giorni ai 110 residenti del rione di Servola, che lo scorso dicembre avevano chiesto di essere sottoposti agli esami del sangue e delle urine per verificare gli eventuali effetti sulla salute degli inquinanti prodotti dalla Ferriera. Sulla base di queste risposte, verranno eliminati i soggetti non idonei (tra cui i fumatori e i dipendenti dello stabilimento siderurgico) e verrà costituito il campione - circa sessanta persone - da sottoporre alle analisi cliniche.

Proprio grazie al questionario, sarà possibile individuare i cosiddetti «fattori di confondimento», ossia quelle variabili che, per un motivo o per l’altro, potrebbero alterare i risultati del test: fumo, alcol e abitudini alimentari. Prendendo a campione solo quei residenti che conducono uno stile di vita regolare e senza eccessi, l’indagine risulterà più attendibile e sarà così possibile individuare gli eventuali accumuli di metalli e idrocarburi policiclici aromatici (sostanze che ad alte concentrazioni provocano gravi malattie, ndr) causati dall’inquinamento ambientale.

Sfogliando il questionario, i servolani si troveranno a dover rispondere anche a quesiti inaspettati e insoliti: oltre alle domande quasi «banali» sul fumo e l’alcol, tra le informazioni richieste dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria c’è anche la frequenza con cui i residenti bevono il tè o mangiano pane, grissini e fette biscottate integrali. Una richiesta che potrebbe sembrare anomala, ma che è presto motivata: «Si tratta di sostanze che presentano un alto contenuto di minerali e metalli - spiegano dall’Azienda sanitaria -. Questo non significa che sono dannose per la salute, ma solo che, se assunte in quantità eccessive, potrebbero portare a una ”distorsione” dei risultati di questa specifica ricerca». Lo stesso discorso vale anche per gli alimenti cotti alla griglia o alla brace: mangiare una bistecca grigliata ogni tanto non crea particolari problemi, ma un consumatore incallito potrebbe avere nel proprio organismo un quantitativo di sostanze tossiche tali da alterare il riscontro clinico. Anche tra gli stessi alcolici viene fatto un distinguo: ai cittadini interpellati viene chiesto di specificare quanti bicchieri di vino, birra o superalcolici consumano in un giorno.

Tra le altre informazioni ritenute importanti ai fini dell’indagine, spiccano anche la presenza in casa di stufe o caminetti a legna o a carbone, gli anni di residenza nel quartiere e la professione: oltre ai fumatori, infatti, dall’elenco di idonei verranno automaticamente esclusi anche i dipendenti della Ferriera, già protagonisti di un analogo monitoraggio effettuato nei mesi scorsi.

Una volta individuato il campione - si parla di una sessantina di persone - l’Azienda Sanitaria provvederà a fissare gli appuntamenti per effettuare le prove, che con tutta probabilità dovrebbero iniziare già a fine mese. I campioni verranno poi spediti al laboratorio specializzato in tossicologia dell’Università di Brescia, noto a livello internazionale per l’individuazione dei derivati degli idrocarburi e dei metalli pesanti. I risultati delle analisi dei servolani verranno poi confrontati con quelli ottenuti da due gruppi «di controllo», ossia con i campioni di sangue e urine prelevati da cittadini residenti in altre zone della città (un rione altamente trafficato e l’altipiano carsico).

Se tutti i cittadini firmatari della petizione si dicono soddisfatti per l’avvio dell’indagine, non tutti ne condividono le modalità: «Molti non sono d’accordo sull’esclusione dalle indagini dei fumatori - spiega Livio Scridel, portavoce dei firmatari della richiesta - e vorrebbero che il campione non fosse limitato solo a una sessantina persone, ma coinvolgesse tutti i 110 residenti che hanno firmato il documento. Ad ogni modo - precisa - accettiamo di buon grado questi esami, che consideriamo come un primo passo nei nostri confronti. Se l’indagine avrà esito positivo, allora chiederemo esami più approfonditi. La nostra seconda battaglia, poi, sarà quella di chiedere anche un’analisi sulle malattie respiratorie riscontrate della zona».

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