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Brescia: «Sul Pcb gli agricoltori invocano chiarezza»

Ambiente, vescicolare e filiera suinicola, burocrazia, controlli, unità sindacale. «Le Autorità competenti ci devono dire come e perché è avvenuto l’inquinamento dei terreni e se c’è ancora pericolo. Non ne va solo per le nostre aziende, è un problema che riguarda la salute di tutti noi».
2 marzo 2008
Fonte: BresciaOggi

. Tanti i temi affrontati dal presidente Francesco Bettoni nel corso dell’assemblea di ieri, che ha vissuto anche un paio di toccanti momenti con i riconoscimenti al lavoro svolto per l’Unione Provinciale Agricoltori dagli ex-direttori Giovanni Trerotola ed Agostino Mantovani (oggi presidente di Brescia Musei). E tante anche le reazioni, a partire da quella dell’assessore regionale Viviana Beccalossi, alla sua ultima relazione prima della nuova tornata elettorale.

Ad emergere fra i temi soprattutto l’emergenza diossina: Bettoni ha attaccato affermando che «gli agricoltori non sono inquinatori, ma vittime dell’inquinamento. Nel caso del latte al Pcb, i costi sono tutti ricaduti sulle aziende. E l’emergenza è tutt’altro che terminata: le Autorità competenti ci devono dire come e perché è avvenuto l’inquinamento dei terreni e se c’è ancora pericolo. Non ne va solo per le nostre aziende, è un problema che riguarda la salute di tutti noi».

E poi l’emergenza Mella. «Chi deve intervenire lo faccia, magari con la stessa solerzia con la quale noi agricoltori spesso veniamo presi di mira per problemi di ben minore gravità». Sui suini, il settore attualmente più in crisi del settore agricolo bresciano, «vanno cercate soluzioni condivise per ribaltare la situazione e dare nuova linfa al mercato». E poi via alle agroenergie. «Trasformare un problema in opportunità è possibile: le moderne tecnologie possono aiutarci a trasformare un problema come la direttiva nitrati in un’opportunità».

Alberto Cavalli, presidente della Provincia, nella sua relazione, annuncia un accordo di programma per il problema diossina e più impegno sul tema della tutela dei terreni agricoli. «Abbiamo nuove competenze che intendiamo far rispettare affinchè i terreni agricoli non vengano costantemente erosi da una urbanizzazione a tratti selvaggia».
Nel lungo intervento di Viviana Beccalossi, l’occasione per un bilancio di quanto fatto dalla Regione a sostegno del sistema: la battaglia sul Piano di Sviluppo Rurale, l’anticipo dei Premi Pac a fronte del mancato trasferimento dei fondi da parte del Governo («Siamo l’unica Regione ad averlo garantito»).

E qualche importante indicazione per il futuro. «Sono d’accordo sul fatto che il Governo non possa prescidere dalla posizione degli allevatori bresciani. Sono con voi sulla battaglia contro lo smantellamento delle quote latte, e farò la mia parte. Ma il mondo agricolo va preparato a qualsiasi situazione, senza che si creino inutili illusioni sulle possibilità che l’Europa riveda le proprie posizioni su decisioni già prese».

Sul problema suini, Beccalossi è per «un progetto comune che sia di supporto all’intero sistema, per fare in modo che emergenze come la vesciolare non si ripetano più. La mancanza di un macello ad esempio in questa crisi è stata fortemente penalizzante: vogliamo cominciare a parlarne?».

In sala, anche i presidenti di Cia e Coldiretti. «Stiamo lavorando bene insieme e spero che questo rapporto si rafforzi», è stato il commento di Bettoni. «E’ vero – ha dichiarato Prandini a fine assemblea -. Peccato che la mattina si sia chiusa sulle note stonate degli attacchi del presidente confederale Vecchioni su Ogm, multifunzionlità e Pac».

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