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L'affaire Heliantos 1

Lecce: greenwashing della memoria

Un manifesto in città non rende giustizia alla memoria
4 novembre 2010 - Andrea Aufieri
Fonte: Il Paese Nuovo - 04 novembre 2010

http://www.comune.lecce.it

Per le strade di Lecce campeggiano ormai da alcune settimane i grandi manifesti che sponsorizzano una vittoria del Comune sulla biomassa selvaggia: “Grazie alla nostra battaglia, la centrale a biomasse a Lecce non si farà” recita la frase sotto il claim “Non biomasscriamo l’aria”, e a fianco una bambina con una maschera antigas.
Da ambientalista che ha contribuito a fondare un’associazione molto attiva a Lecce, CulturAmbiente, e che per giunta ha seguito fin troppo da vicino gli sviluppi dell’affaire Heliantos1, così doveva chiamarsi la centrale di Italgest, che diede degli “ignoranti” alle due prime cariche dell’associazione per aver fatto proposte alternative e sostenibili, dovrei gioire e invece ancora una volta mi sento offeso dall’operazione taglia memoria del Comune.
Quando i panni sporchi, o le coscienze, se non proprio la memoria, si lavano nel catino verdescuro della sostenibilità, o con l’aggiunta dell’aggettivo “verde”, signore e signori siamo di fronte al fenomeno di greenwashing . E questa operazione di marketing politico di un comune attento alla questione ambientale, quella di “mettere su” una battaglia importante, vincerla e ringraziarsi, sembra tanto un’operazione del tipo appena descritto. Laviamo la memoria politica corta dei cittadini in un bel manifesto, chi s’è visto s’è visto, e ci fregiamo dell’etichetta di comune “verde”.
Bell’intenzione quella di dimostrare grande sensibilità alla tematica. Se non fosse che il fatto, quello della battaglia vinta grazie all’esclusivo impegno del Comune, non solo non è corretto, ma è più falso che vero. E per il resto sorvolo sull’imprecisione della generica definizione biomasse perché si trattava di una centrale a olio combustibile grezzo, e dire no a tutte le biomasse non sempre può risultare utile a un territorio.
E poi, sempre restando attinenti a quanto mostrato dal cartellone, essendo il Comune del tutto incapace di compiere atti coraggiosi e importanti per contenere e far decrescere l’altissimo livello di inquinamento in città, sarebbe forse il caso che si distribuissero davvero delle maschere antigas ai cittadini. È nocivo per la salute in questo momento usare le piste ciclabili, che sono deserte per mancanza di sensibilità, di sensibilizzazione, ma anche di atti concreti. E come fare per convincere i leccesi a non uscire con l’auto? Come detto, non ci sono atti coraggiosi. E ancora, sulla questione energetica in città, cito le prime righe della relazione che CulturAmbiente scrisse per l’istruttoria pubblica su Heliantos: “È doveroso premettere che una città come Lecce, che ha il dovere di aprirsi all’uso di energie alternative, non può prescindere da una riduzione del consumo energetico che la renderebbe realmente “alternativa” e sostenibile: una riduzione mirata all’individuazione degli sprechi ed alla revisione dell’assetto energetico cittadino. La nostra prima richiesta è dunque indirizzata all’amministrazione comunale affinché riveda il regolamento edilizio e rediga un piano energetico che razionalizzi i consumi dell’illuminazione stradale, degli impianti semaforici, il condizionamento e l’illuminazione degli edifici pubblici”. Insomma, per fare esempi astratti, è come se una politica miope per ridurre i consumi permettesse di piantare un pannello solare in ogni angolo senza spegnere l’interruttore di qualche centrale elettrica a carbone, col destino segnato di favorire l’aumento dell’offerta e dei consumi.

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Allegati

  • L'affaire Heliantos (201 Kb - Formato pdf)
    Andrea Aufieri - Fonte: Il Paese Nuovo, quotidiano di Lecce e provincia
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