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Lecce, l'aria frigge. La soluzione ha due ruote

Le associazioni invocano piste ciclabili, mezzi pubblici e chiusura al traffico
5 novembre 2007 - Andrea Aufieri
Fonte: Associazione CulturAmbiente - 05 novembre 2007

Ciclisti fanno massa critica per le vie di Lecce

A Lecce l’aria è sempre più inquinata: nel corso del 2007 lo hanno dimostrato le centraline di registrazione delle micropolveri, troppe volte oltre la soglia d’allerta (50 mg Pm10), lo sottolineano le classifiche di Legambiente (69 auto ogni 100 abitanti) e lo ratificano, tristemente, i dati Arpa sull’incidenza di neoplasie polmonari (+ 11.8 rispetto alla media).
Dato quest’ultimo affibbiato d’ufficio alla centrale Enel di Cerano e degli altri ecomostri della provincia, che restano pur sempre un esempio errato di razionalizzazione energetica.
Contro un uso scellerato delle energie, anche di quelle rinnovabili, che non tengono conto delle vocazioni e delle reali necessità del territorio, e nel piccolo ecosistema cittadino, l’associazione CulturAmbiente incentiva la mobilità dolce e sostenibile.
L’associazione non è soddisfatta dell’educazione dei cittadini in primis e delle scelte intraprese dall’amministrazione comunale in fatto di mobilità poi. Se da un lato si constata che alcune rotatorie si sono rivelate delle vere bombe a gas, pesando più dell’assetto precedente, mentre il filobus, giuste polemiche estetiche a parte, sembra essere uno splendido cavallo destinato al macello, dall’altro si sottolineano la scarsa propensione all’utilizzo delle tangenziali e la scarsa attenzione civica dei cittadini, ormai famigerata.
L’istanza è quella all’amministrazione è quella di una maggiore decisione nella chiusura al traffico, l’incentivo al mezzo pubblico e, soprattutto, all’utilizzo delle biciclette.
La realizzazione di piste ciclabili è economica e possibile nel contesto leccese: il Comune già si è mosso in questo senso, ma si attendono risultati concreti sul piano dei collegamenti e della sicurezza.
Automobilista leccese, pensaci: la bici non consuma carburante, è veloce, non si blocca nel traffico, si parcheggia dappertutto, non inquina, trasporta piccoli carichi e un passeggero, non ti costa il bollo, l'assicurazione, le revisioni.
Sembra un’invenzione del futuro, ma esiste dal 1885.
I ciclofurbi lo sanno già: visita cicloamici.it e culturambiente.it

Note:

http://www.culturambiente.it
http://www.cicloamici.it
http://www.legambiente.eu/documenti/2007/0925_ecosistemaUrbano2008/EU2008.pdf

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