MUOS: la guerra del Terzo Millennio sbarca in Sicilia

La Sicilia è l’ombelico del Mediterraneo, un pregio della natura alla mercé della storia e delle sue guerre.
29 agosto 2012

Negli ultimi trent’anni una grossa parte dei piccoli e grandi conflitti armati del globo hanno avuto come teatro il Mar Mediterraneo e tutt’ora l’attività militare in queste zone è ai massimi livelli d’attenzione. Antenne già presenti nei pressi di Niscemi


In un'era in cui i conflitti armati stanno prendendo una piega sempre più disumana e disumanizzante, la Sicilia oggi continua a pagare a caro prezzo, per il suo futuro e per la sua salute, la s/fortunata posizione geografica. A Niscemi, provincia di Caltanisetta, l’area naturale “Sughereta” (Sito d’Importanza Comunitaria – SIC ) sta lasciando posto alla costruzione del MUOS (Mobile User Objective System). Il MUOS di Niscemi è una delle quattro basi terrestri che fanno parte di un programma gestito dal Dipartimento della Difesa statunitense che prevede la realizzazione di basi con sistemi di comunicazione satellitari ad altissima frequenza (UHF) per permettere telecomunicazioni sempre più veloci. In parole povere si parla di mega antenne capaci di ricevere e moltiplicare gli ordini per i droni, gli aerei senza pilota, avanguardia della tecnologia militare nelle guerre del 21° secolo. I droni in Sicilia ci sono già, sono a Sigonella (Catania), nella base militare Nato definita, non a caso, "The Hub of the Med", parcheggiati nell’aeroporto militare ci sono già i modelli di Global Hawk, Predator e Rea.


I lavori del terminale terrestre di Niscemi (gli altri terminali si trovano in Australia , Virginia e Hawaii) sono quasi completi. Tuttavia, prima che il Muos diventi operativo ci vorranno altri due o tre anni di tempo per la messa in orbita dei necessari satelliti di collegamento. Una volta attivato il sistema, tre antenne circolari con un diametro di 18 metri e due antenne radio di 150 metri circa, sulle teste di tutti noi e soprattutto dei siciliani ci sarà un enorme microonde capace da un lato di interferire pericolosamente con le altre trasmissioni civili, ad esempio con la strumentazione di bordo dei voli di linea, e dall’altro di generare un campo elettromagnetico molto poco salutare per gli abitanti del luogo. Nel luglio del 1967, a bordo della portaerei Us Forrestal nel Golfo del Tonchino, le radiazioni emesse dal radar di bordo della nave fecero innescare e detonare un missile in dotazione ad un caccia F-14 provocando la morte di 134 militari. L’ARPA Sicilia ha già effettuato una serie di rilevamenti sulle emissioni della stazione di radiotrasmissione di Niscemi che hanno rilevato dei valori di campo elettrico già vicini al livello di attenzione per la salute umana.
La popolazione e i sindaci dei comuni limitrofi al MUOS hanno iniziato a far sentire la loro voce, sono scesi ripetutamente in piazza negli ultimi mesi e sono stati presentati degli esposti sui danni ambientali e sulla realizzazione dei lavori presso la Procura di Caltagirone. I comitati popolari si stanno moltiplicando e tre consigli provinciali (Catania, Ragusa e Caltanissetta) si sono dichiarati contrari al nuovo progetto.


La Sicilia, purtroppo, non è nuova a queste storie. Il 4 aprile del 1982 a Comiso, un paese a pochi chilometri da Niscemi, scesero in piazza centomila persone contro la costruzione di una base militare che doveva accogliere 112 missili Cruise a testata nucleare. I missili di Comiso erano il segnale che il nuovo fronte dei conflitti si spostava nel Mediterraneo. Trent' anni dopo la storia va avanti, l’aeroporto di Comiso non ha più i missili ed è stato riconvertito ad uso civile ma non è mai entrato in funzione. In compenso la guerra del terzo millennio ora sta sbarcando a Niscemi.
Il prezzo che la Sicilia continua a pagare con le guerre del Mediterraneo è altissimo, l’ultimo conflitto in Libia ci ha mostrato come il controllo militare sull’Isola sia molto forte: spazi aerei civili limitatissimi durante il conflitto, voli dirottati su altri aeroporti e una terra che improvvisamente diventa la portaerei e la rampa di lancio dei caccia militari di mezzo mondo.Il MUOS si fa simbolo di una duplice sconfitta: perdono i siciliani in termini di salute e territorio, perde la politica italiana in autonomia e potere decisionale.
I droni, il MUOS, le antenne, i satelliti costituiscono i nuovi attori della guerra globale contemporanea. Una guerra in cui il grilletto sarà premuto sempre meno dall’uomo e in cui ordini e ordigni saranno affidati ai computer. In cui l’automatizzazione dei conflitti e la loro virtualità possono portare a danni e tragedie sempre più imprevedibili e incontrollabili.

Note: Link e Fonti:
http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/
http://www.nomuosniscemi.it/

Articoli correlati

  • Il nuovo paradigma della difesa: un continuum tra fisico e digitale
    Disarmo
    Coordinare la sicurezza nazionale tra politica interna ed estera, civile e militare

    Il nuovo paradigma della difesa: un continuum tra fisico e digitale

    Pur rimanendo alto il livello della competizione fra colossi militari e aziende tech, le prime contando sulla potenza ed esperienza, le seconde sulla rapidità e innovazione, conviene per entrambe siglare accordi
    3 febbraio 2026 - Rossana De Simone
  • Schede
    Schede di lettura semplificate

    L’elenco dei programmi militari italiani della legislatura in corso

    Ogni programma è preceduto dal numero dell'atto di governo. L'elenco è aggiornato alla data odierna. I programmi militari sono stati raggruppati per tipologia.
    3 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Missili con una gittata superiore ai 1000 chilometri per la Marina Militare italiana
    Disarmo
    Occorre avviare un dibattito pubblico su questa svolta militare

    Missili con una gittata superiore ai 1000 chilometri per la Marina Militare italiana

    La partecipazione dell’Italia a questo progetto segna un punto di svolta. I missili FC/ASW potrebbero essere integrati sui mezzi della Marina Militare, ampliando significativamente il raggio d’azione e le capacità offensive delle nostre forze armate.
    3 gennaio 2025 - Redazione PeaceLink
  • Schede
    Un presidio femminista per la pace e contro la logica della violenza

    Presidio Donne per la Pace di Palermo

    Il Presidio Donne per la Pace di Palermo, nato in risposta all'invasione russa dell'Ucraina, è un punto di riferimento per l'attivismo femminista pacifista in Sicilia.
    20 ottobre 2024 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.30 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)