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Il proprietario dell'ILVA di Taranto

Emilio Riva

A pagina 111 dell'ordinanza del Tribunale del Riesame del 7 agosto 2012 sono elencate le sue pendenze giudiziarie e le condanne. Eppure Nichi Vendola si è spinto a parlare di "stima reciproca" fra lui ed Emilio Riva
8 settembre 2012

"RIVA Emilio, sei pendenze giudiziarie presso questo Tribunale (per omicidio colposo, estorsione, turbata libertà d'industria o del commercio, getto pericoloso di cose, deturpamento e imbrattamento di cose altrui, omicidio colposo), nonché la citata condanna del 10.6.2004, irrevocabile il 24.10.2005, e quella inflitta con sentenza in data 12.4.2005 dalla Corte d'Appello di Lecce - Sezione Distaccata di Taranto irrevocabile l'8.3.2006".

Questa targa è stata affissa nell'agosto 2001 nel quartiere Tamburi di Taranto. A poca distanza sorge l'acciarieria Ilva.

Il Tribunale del Riesame parla a p. 110 di "spiccata pervicacia, spregiudicatezza e capacità a delinquere di cui i RIVA ed il CAPOGROSSO, quali organi di vertice della società che gestisce lo stabilimento, hanno dato prova, persistendo nelle condotte delittuose di cui ai capi b), c) e d) nonostante la consapevolezza della gravissima offensività, per la comunità cittadina ed i lavoratori, delle condotte stesse e delle loro conseguenze penali".

Capogrosso è stato direttore dello stabilimento ILVA di Taranto. Il Tribunale del Riesame parla di "ben sette condanne definitive", fra cui violazione delle direttive CEE sull'inquinamento dell'aria, omicidio colposo, violenza tentata privata continuata in concorso ecc.

Vendola ha detto: "Chiesi ad Emilio Riva, nel mio primo incontro con lui, se fosse credente, perché al centro della nostra conversazione ci sarebbe stato il diritto alla vita. Credo che dalla durezza di quei primi incontri sia nata la stima reciproca che c’è oggi". Eppure la Procura di Taranto scriveva: "Nei confronti degli imputati Emilio Riva e Capogrosso, poi, vanno altresì disposte, poiché anch’esse obbligatorie ope legis, le pene accessorie della interdizione dall’industria da loro esercitata nonché della incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, come previste, rispettivamente, dagli articoli 30 e 32-ter, codice penale". Vendola dichiara la sua stima per Riva quando nella sentenza di condanna della magistratura per l'inquinamento delle cokerie si parla di "reati tutti dolosi e riconducibili ad un medesimo disegno criminoso, poichè espressivi di quella censurabile gestione aziendale appena descritta, poco o nulla attenta alle esigenze di tutela dei lavoratori e dell’ambiente".

Note: L'ordinanza del Tribunale del Riesame si può scaricare da http://download.repubblica.it/pdf/repubblica-bari/2012/riesame2.pdf

La sentenza per le cokerie è su
http://beppegrillotaranto.wordpress.com/la-sentenza-integrale-inedita-relativa-alla-nota-vicenda-ilva-di-taranto/

La dichiarazione di Vendola è su http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/15/nichi-vendola-e-lilva-parole-opere-e-omissioni/326248/

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