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"Il presidente non si è defilato"

La telefonata fra Nichi Vendola e Girolamo Archinà

Archinà, ex dirigente dell'Ilva, ha richiesto di essere scarcerato l'11 dicembre scorso, ma i magistrati hanno detto di no, evidenziando la "straordinaria capacità dell'indagato di infiltrarsi nelle istituzioni, manipolare la stampa e pilotare l'azione di altri pubblici poteri".
3 febbraio 2013

LA TELEFONATA TRA VENDOLA E ARCHINA' DEL 6 LUGLIO 2010

Archinà - Pronto?

Vendola - Sono Nichi Vendola.

A - Oh come va presidente...

V - Sono per dire una cosa seria anche se mi… sono molto colpito da una scena che ho appena visto ora i miei amici mi hanno fatto vedere a roma una conferenza stampa e un’immagine, uno splendido scatto felino. [Risata]

A - [Risata]

V - Non potevo riprendermi. [Risata]. Non potevo riprendermi [risata] ho visto una scena fantastica [risata]

A - [Risata]

V - Col mio capo di gabinetto siamo rimasti molto colpiti siccome ho capito quel è la situazione volevo dire che mettiamo subito in agenda un incontro con l’ingegnere.

A - Mh mh.

V - Archinà no! state tranquilli, non è che mi sono scordato.

A - No assolutamente.

V - Come fare ho paura che...

A - No ero sicuro.

V - Ho paura che metto la faccia mia e si possono accendere ancora di più i fuochi.

A - No ero siocuro, soltanto che sta degenerando veramente sta degenerando…

V - I vostri alleati principali in questo momento, lo voglio dire, sono quelli della Fiom.

A - Lo so.

V - Quelli più preoccupati, mi chiamano 25 volte al giorno.

A - E lo so e lo so lo lo so purtroppo i miei timori del recente passato si stanno dimostrando sempre di più sempre di più non solo l’Ilva ma anche altre persone sono nell’occhio del ciclone, ma tutto poggiato su una scivolata del nostro stimato amico direttore [Assennato, ndr]

V - Vabbè vabbè noi dobbiamo fare ognuno la sua parte e però dobbiamo sapere che a prescindere da tutti i procedimenti le cose le iniziative...

A - Se se

V - L’Ilva è una realtà produttiva.

A - E lo so infatti.

V - Cui non possiamo rinunciare e quindi dobbiamo vederci dobbiamo...

A - Certo certo...

V - Rifare garanzie, volevo dirglielo perché poteva chiamare Riva e dirgli che il presidente non si è defilato.

A - Va bbe no ma ne eravamo assolutamente certi.


Note: Il 29 maggio 2010 a Taranto viene indetta una mobilitazione sul benzo(a)pirene e centinaia di persone assediano il Municipio. Al sindaco Fabio Matacchiera regala un lupino. I manifestanti richiedono uno stop tecnico della cokeria per valutare l'incidenza nel quartiere Tamburi del benzo(a)pirene da essa prodotto.

Il 4 giugno 2010 PeaceLink invia questo comunicato appena l'ARPA Puglia dirama lo studio sul benzo(a)pirene allegato a questa pagina web http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/31916.html
I dati sono impressionanti: il 98% del benzo(a)pirene che si respira nel quartiere Tamburi di Taranto avrebbe come sorgente la cokeria Ilva. E i dati fino a maggio erano 3 nanogrammi a metro cubo (contro il limite di allora di 1 nanogrammo).

L'inchiesta della Procura pone l'attenzione - attraverso le intercettazioni - proprio su questo documento delicato dell'Arpa. Due giorni dopo la diffusione di tale studio accade qualcosa di particolare. Ce lo spiega l'ex magistrato Ferdinando Imposimato che scrive: "Dalle carte dell'inchiesta risulterebbe che «l'avvocato Francesco Manna, capo di gabinetto del governatore Vendola, il 6 luglio 2010, e l'assessore Nicola Fratoianni sono stati incaricati di frantumare il direttore generale dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, che aveva osato diffondere dati allarmanti sul superamento delle soglie di inquinamento ambientale dello stabilimento e sugli effetti catastrofici sulla popolazione». Il governatore Vendola nega di avare interferito indebitamente nella vicenda". (Fonte: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=572)

La sopra trascritta telefonata fra Archinà e Vendola (di ritorno dalla Cina) fa seguito a tutto ciò.

Per risolvere il problema il governo Berlusconi modificò il 13 agosto 2010 la normativa sul benzo(a)pirene eliminando il limite di 1 ng/m3. PeaceLink lanciò una campagna. Il senatore Roberto Della Seta provò ad opporsi al "colpo di mano" del governo Berlusconi. Invece il suo collega di partito Ludovico Vico (PD) era invece impegnato assieme ad Ilva per evitare che venisse riportato in vigore il limite, come chiedeva PeaceLink e il senatore Della Seta, si legga qui

Della Seta? Vico: “Non deve rompere le palle"
http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/37377.html

Come Ludovico Vico, anche Nichi Vendola non è indagato dalla Procura della Repubblica di Taranto.

Tuttavia, poiché a Taranto muoiono 30 persone all'anno per le emissioni industriali (come emerge dalle perizie della Procura), ci si può chiedere perché questi studi epidemiologici Vendola non li avesse mai commissionati e abbia invece abbondato con i "tavoli tecnici". Leggete qui http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/ilva-gip-vendola-regista-occulto-1407172/

"Un accusa dura: aver fatto da regista e aver di fatto assecondato le pressioni dell’Ilva sull’ Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale), ”invece di imporre misure urgenti” all’azienda, per ridurre l’inquinamento” causato dall’Ilva di Taranto. E’ l’accusa del gip di Taranto Patrizia Todisco al governatore della Puglia Nichi Vendola che, avrebbe messo in atto una serie di escamotage ”per non risultare inoperoso” di fronte all’opinione pubblica.
Vendola al momento non è indagato e l’accusa del gip chiama in causa anche funzionari e assessori di quella Regione che ha fatto proprio della battaglia ambientale per l’Ilva una bandiera.
Nelle oltre 500 pagine dell’ordinanza con cui spedisce nuovamente agli arresti la famiglia Riva e i vertici dell’azienda, il giudice dedica infatti ampi passaggi a Vendola e a quel che accade nelle stanze della Regione. Riportando telefonate e mail e parlando di ”numerosi e costanti contatti” tra l’ex grande capo delle relazioni istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà e rappresentanti della Regione, Vendola compreso".

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