Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Nessuno scoraggiamento, vinceremo nonostante tutto

Taranto non abbassa la testa nonostante il pronunciamento della Corte Costituzionale

La decisione della Corte Costituzionale di fatto non salva l'Ilva perché non le presta i tre miliardi di euro per applicare efficacemente l'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale)
9 aprile 2013
Fabio Matacchiera, Alessandro Marescotti


Nessuno scoraggiamento, vinceremo comunque, anche senza la Corte Costituzionale. Taranto, cittadini mobilitati



Il procedimento penale della Procura va comunque avanti per accertare tutte le responsabilità del disatro ambientale.

Taranto si è ormai ribellata e non è più disposta a essere la città da scarificare.

La decisione della Corte Costituzionale non riporterà in vita un'azienda che è ormai in uno stato di crisi irreversibile. Basti pensare che non ha neppure definito il piano industriale degli investimenti per l'AIA. L'azienda - come dimostrano svariate analisi economiche - non ha le risorse per rinascere ed è ormai alle corde.

Quindi la decisione della Corte Costituzionale di fatto non salva l'Ilva perché non le presta i tre miliardi di euro per applicare efficacemente l'AIA.

Sappiamo che la Corte Costituzionale è composta da 15 membri. Cinque giudici sono nominati dal Parlamento, cinque dal Presidente della Repubblica e cinque dalle supreme magistrature.

Era ipotizzabile che vi potesse essere una conclusione di questo tipo. Ciò nonostante andava percorsa questa strada. Era un obbligo morale. Nulla doveva rimanere intentato.

Il pronunciamento della Corte Costituzionale è doloroso per noi.

Ciò nonostante, l'Ilva chiuderà per le seguenti ragioni:

1) dovrà affrontare il problema immenso delle bonifiche dei terreni e della falda acquifera;

2) dovrà attuare l'AIA e non ha presentato un piano industriale;

3) dovrà affrontare le richieste di risarcimento di tanti cittadini;

4) dovrà affrontare problemi enormi di mercato (concorrenza estera) e di accesso al credito.

A nostro parere l'azienda non potrà reggere la pressione contemporanea di questi quattro fattori.

Occorre preparere un'alternativa prima del collasso finale.

Il 14 aprile andremo a votare sì al referendum e dimostreremo che la maggioranza dei tarantini non vuole più vivere nel terrore di ammalarsi e vuole un futuro diverso.

Anche se la Corte Costituzionale ha "salvato" la legge, il futuro è nero per i lavoratori, che non andranno mai in pensione con questa azienda. Per loro va preparata un'alternativa prima che sia troppo tardi. E vanno avviate le bonifiche impegnando l'azienda a concorrere al risanamento ambientale prima del fallimento, come è avvenuto per la Caffaro di Brescia, lasciando il territorio nello stato attuale.

Chi si concentra sull'immediato non riesce a vedere questa prospettiva. Taranto morirà se non si avviano le bonifiche.

Sappiamo che nel quartiere Tamburi vi è un inquinamento da piombo ed è necessaria la bonifica, sappiamo che nel sangue dei bambini c'è piombo e va avviato un controllo sulla valutazione dei danni sanitari del piombo, i pascoli e il mare sono intrisi di diossina che pregiudicano l'allevamento e la mitilicoltura.

Di fronte a tutto questo la magistratura continua a rimanere il nostro punto di riferimento e la nostra ancora di salvezza.


Fabio Matacchiera - Presidente Fondo Antidiossina Taranto

Alessandro Marescotti - Presidente di PeaceLink

Articoli correlati

  • "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"
    Taranto Sociale
    Dopo il rapporto ONU sui cambiamenti climatici per PeaceLink occorre porre fine al carbone

    "Piantare alberi per compensare la CO2 dello stabilimento ILVA"

    Partendo dal fatto che “Taranto è maglia nera delle città italiane con solo 9 metri quadri di verde urbano per abitante”, Peacelink propone: “Sarebbe straordinario vedere i lavoratori dell'Ilva in esubero ripagare la città dei danni inferti con un programma di riassorbimento della CO2”.
    9 agosto 2021 - AGI (Agenzia Giornalistica Italia)
  • Giovedì 14 ottobre 2021 ci sarà un presidio davanti al Tribunale di Taranto alle ore 11
    Ecologia
    Nuovo invito a scendere in piazza

    Giovedì 14 ottobre 2021 ci sarà un presidio davanti al Tribunale di Taranto alle ore 11

    Processo per la morte del piccolo Lorenzo Zaratta, deceduto con un tumore al cervello. Chiediamo giustizia per i cittadini di Taranto e del mondo! Udienza preliminare e costituzione delle parti civili: chiesto il processo per omicidio colposo per nove dirigenti dell'ex Ilva.
    9 ottobre 2021 - Fulvia Gravame
  • Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA
    Economia
    Il Trattato di funzionamento dell'UE vieta gli aiuti di Stato

    Aiuti di Stato, Alitalia e ILVA

    Per il Financial Times l'Antitrust Ue avrebbe deciso di ritenere aiuti illegali i 900 milioni incassati nel 2017 da Alitalia. Per i restanti 400 del 2019 bisognerà attendere. La questione riguarda anche la più grande acciaieria italiana e il M5S per il finanziamento da 705 milioni di euro all'ILVA.
    10 settembre 2021 - Alessandro Marescotti
  • Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"
    Cultura
    "Vendo Bagnoli" è la canzone dedicata alla chiusura del polo siderurgico napoletano

    Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"

    "L'Italsider di Bagnoli - ha detto a Taranto - poi fu chiusa e si disse che si sarebbe valorizzato il turismo in quell’area perchè si poteva fare. Anche Taranto è una bella città che ha potenzialità turistiche e io mi auguro che si possa delineare un futuro migliore per tutti voi”.
    Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)