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Articolo pubblicato sul Quotidiano di Puglia e Basilicata del 27 luglio 2014

Abbiamo dati sufficienti per chiedere il fermo degli impianti! Chiediamo soluzioni immediate!

A proposito del sub emendamento ILVA nel decreto "Competitività e tutela ambientale" e della la lettera del prof. Assennato datata 22 luglio:
concedere proroghe per i lavori vuol dire ignorare i dati sulla nostra salute e quindi sottoporci ad un esperimento chimico/biologico che è indegno di un Paese civile.
Ogni ulteriore studio è benvenuto, ma non occorrono ulteriori studi per decretare il fermo degli impianti! Non ci interessa essere gli “oggetti” di ulteriori analisi scientifiche!
3 agosto 2014 - Fulvia Gravame

Siamo su scherzi a parte? Me lo chiedo seriamente alla luce di alcuni fatti: il governo è intervenuto sull’ILVA con un sub emendamento nel decreto "Competitività e tutela ambientale, salutato da molti e anche da Michele Emiliano, come la soluzione al problema; la lettera del prof. Assennato datata 22 luglio.

La nuova norma dispone che la somma sequestrata ai Riva nell’indagine per evasione, pari a 1,8 miliardi, possa esser richiesta dal commissario Gnudi per realizzare le opere previste dal piano ambientale da attuare grazie a una proroga di due anni. Il governo continua sulla strada nefasta che porterà l’Italia ad esser condannata per infrazione comunitaria in quanto si usano risorse dello Stato, frutto di evasione fiscale senza la condanna in via definitiva, per lavori che sono a carico dei Riva in virtù del principio “Chi inquina paga” Inoltre tali risorse non sarebbero comunque sufficienti visto che si era preventivata una spesa di  4 miliardi.  A questo punto usiamo tali somme per la messa in sicurezza d’emergenza, alle bonifiche e al risarcimento dei danneggiati, le vere priorità per Taranto. Invece si persevera a non tutelare la salute dei tarantini né il lavoro degli operai.   

Per capirci, l’ILVA può esercitare l’attività solo se è autorizzata e lo è in virtù del Riesame 2012 e dei vari decreti che hanno, di volta in volta, prorogato le scadenze delle prescrizioni a carico del gestore.  Infatti il sub emendamento è stato proposto a soli venti giorni dalla  Alessandro Rebuzzi, figlio di Loredana e Aurelio, in montagna il 13 agosto 2009. Alessandro è morto a sedici anni di fibrosi cistica.

pubblicazione dell’aggiornamento dello studio SENTIERI, secondo il quale vi è un eccesso di mortalità per i bambini di Taranto pari al 21% rispetto al resto della regione per tutte le cause, che per tutti i tumori vi è un eccesso del 54% e che nel  primo anno di vita c’è un eccesso di mortalità generale  e di incidenza di tumori. Sono dati che non riesco neanche a definire  llarmanti. No, l’allarme è stato dato quando l’area di Taranto e Statte fu dichiarata Area ad Elevato rischio di crisi ambientale ai sensi della legge del 1986 e quando l’OMS negli anni 90 documentò un eccesso di mortalità e di tumori a Taranto e Statte  riferiti già al periodo  1980-87 dati successivamente sempre confermati . C’è stata al perizia epidemiologica del marzo 2012, i dati SENTIERI 2012, quelli del Registro Tumori. Non c’è da allarmarsi, c’è da agire! Il dott. Agostino Di Ciaula dell’ISDE ha parlato di 27 anni di morti inutili durante il convegno dell’Ordine nazionale dei medici tenutosi a settembre 2013. E’ ora di dire basta e di mettere in campo tutte le risorse che ci sono per salvare i tarantini e parlo di risorse Lorenzo Zaratta, morto a cinque anni di tumore al cervello  intellettuali perché i soldi si possono trovare, se si ha il coraggio di prendere la strada giusta. Tra i tanti studi sulla nostra salute voglio ricordare il Rapporto di valutazione del danno sanitario a cura dell’ARPA Puglia che conclude: la probabilità aggiuntiva di sviluppare un tumore nell’arco dell’intera vita superiore a 1/10.000 riguarda circa 12.000 persone anche dopo i lavori previsti dall’AIA. Ricordo che dal punto di vista medico, quando più di 10.000 persone corrono un rischio aggiuntivo, esso viene definito “inaccettabile”, cioè tale da richiedere interventi per rimuovere le cause. La stessa lettera del DG ARPA Giorgio Assennato è assurda! Afferma che i dati SENTIERI sono fermi al 2011 e che ne occorrono fino al 2013. Ogni ulteriore studio è benvenuto, ma non occorrono ulteriori studi per decretare il fermo degli impianti! Non ci interessa essere gli “oggetti” di ulteriori analisi scientifiche! Concedere proroghe per i lavori vuol dire ignorare i dati sulla nostra salute e quindi sottoporci ad un esperimento chimico/biologico che è indegno di un Paese civile.  Chiediamo soluzioni immediate! Il governo prenda atto che è il momento di chiudere l’ILVA per dare un futuro degno di un Paese europeo ai tarantini e agli operai che vivono appesi da due anni senza vedere la luce in fondo al tunnel.

Note:

Il testo approvato al Senato del decreto n. 91/2014
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/305479.pdf

Allegati

  • prof. Giorgio Assennato - Fonte: prof. Giorgio Assennato
    Lettera del prof. Giorgio Assennato, direttore generale dell'ARPA, datata 22 luglio 2014
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