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Attuazione della direttiva 2010/75/UE

AIA, piano di dismissione, bonifica e ripristino del sito

22 ottobre 2016 - Alessandro Marescotti

Uno dei problemi più importanti ma sottovalutati dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) è che il gestore deve evitare qualsiasi rischio di inquinamento al momento della cessazione definitiva.

Rosa Bertuzzi e Nicola Carbone scrivono sul sito www.tuttoambiente.it

"Con la  Direttiva 24.11.2010 n 2010/75/UE “Relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento)”, sono state introdotte numerose modifiche sostanziali alle precedenti Direttive in materia di prevenzione dell’inquinamento dovuto alle attività industriali. Tra i diversi obiettivi della direttiva del 2010 c’è quello di assicurare che le norme interne degli stati membri garantiscano una più incisiva applicazione dei principi cardine della normativa ambientale comunitaria, in particolare del principio di chi «Inquina paga» e  della «Prevenzione dell’inquinamento attraverso interventi alla fonte»". 

E aggiungono un punto che riguarda il dovere di bonifica del sito: "L’attività di impresa deve considerare tra i suoi costi la conservazione ed il ripristino delle matrici ambientali eventualmente compromesse a seguito dell’esercizio dell’attività, altrimenti queste restano a carico della comunità, ingenerando a favore dell’impresa un ingiusto vantaggio. Non dobbiamo dimenticare che uno degli obiettivi della direttiva 2010/75/UE è quello di assicurare le stesse condizioni di parità nell’Unione, uniformando i requisiti in materia di prestazioni ambientali per le installazioni industriali. Con tutta evidenza ciò si riverbera anche sotto l’aspetto della parità di trattamento tra operatori economici della comunità. Se non venissero garantiti gli stessi oneri di conservazione e ripristino delle matrici ambientali ciò si tramuterebbe in un ingiustificato vantaggio economico per quelle imprese che operano in stati dell’unione la cui legislazione consente di scaricare i relativi costi economici e/o ambientali a carico della comunità".

Ecco un esempio di piano di dismissione degli impianti e di ripristino del sito.

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