Cokeria ILVA, la batteria più grande verrà fermata
Ex Ilva: fonti, batteria 12 verso stop per lavori ambientali
Pubblicato: 26/08/2021 12:13
(AGI) - Taranto, 26 ago. - Sulla base del provvedimento del Tar Lazio di luglio scorso e di un successivo decreto del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, Acciaierie d’Italia (ex Ilva ed ex ArcelorMittal Italia) si accinge a fermare a fine mese la batteria 12 della cokeria a Taranto. Lo dicono oggi ad AGI fonti aziendali. La batteria 12 è una delle quattro attualmente in funzione in fabbrica che servono ad alimentare di coke gli altiforni. “La batteria 12 - dicono le fonti dell’azienda - avvierà la fase finale di ambientalizzazione l’1 settembre. Tale fase richiede la sospensione della produzione che ha una durata tecnica prefissata al termine della quale la batteria 12 tornerà regolarmente in produzione”. La rimessa in marcia dell’impianto, aggiungono le fonti, è prevista a fine anno. (AGI)
TA1/DAN
Ex Ilva: fonti, batteria 12 verso stop per lavori ambientali (2)
Pubblicato: 26/08/2021 12:13
(AGI) - Taranto, 26 ago. - Con un decreto reso pubblico lo scorso 19 agosto, il ministro Cingolani ha disposto che Acciaierie d’Italia, la società tra ArcelorMittal Italia e Invitalia che gestisce gli impianti ex Ilva di Taranto, “deve effettuare la messa fuori produzione della batteria n. 12 nei tempi tecnici strettamente necessari, e comunque non superiori a 60 giorni a partire dal 1° luglio 2021”. La batteria 12 della cokeria è quella che Acciaierie d’Italia avrebbe dovuto adeguare alle prescrizioni ambientali dell’Aia entro la fine dello scorso giugno.Prima che arrivasse questa scadenza, l’azienda aveva chiesto al ministero una proroga, motivando - anche per il blocco lavori causato dal Covid - l’impossibilità di finire i lavori a fine giugno 2021. Cingolani, però, con un precedente decreto, firmato a pochi giorni dalla conclusione di giugno, aveva confermato la data di termine lavori e disposto che l’azienda siderurgica, in difetto di adempimento alla tempistica fissata, avrebbe dovuto fermare la batteria che produce il coke - che serve ad alimentare gli altiforni - dall’1 luglio 2021 e completare la fermata in 10 giorni. Acciaierie d’Italia ha subito impugnato il decreto di Cingolani con un ricorso al Tar del Lazio. Quest’ultimo, con un provvedimento emesso a luglio, ha invitato il ministero a riesaminare le sue decisioni fissando altresí l’udienza di merito sul ricorso a novembre prossimo. (AGI)
TA1/DAN

Ex Ilva: fonti, batteria 12 verso stop per lavori ambientali (3)
Pubblicato: 26/08/2021 12:13
(AGI) - Taranto, 26 ago. - In udienza al Tar, Acciaierie d’Italia ha portato anche un parere dell’ Ispra circa l’impossibilità di fermare la batteria 12 della cokeria in 10 giorni. Il ministro Cingolani, nel secondo decreto, ha scritto che “è inutilmente decorso il termine del 30 giugno 2021, previsto dal Dpcm 29 settembre 2017” per l’attuazione delle prescrizioni ambientali riferite sia alla batteria 12 che alla “doccia” 6 (si tratta di interventi volti a limitare sia le emissioni che la diffusione delle polveri). Cingolani ha affermato che si è preso atto del rapporto Ispra che asserisce che non sono possibili soluzioni tecniche alternative a quelle proposte dal gestore, cioè Acciaierie d’Italia, con tempistiche inferiori a 60 giorni dall’1 luglio 2021. Il ministro della Transizione ecologica ha stabilito inoltre nel nuovo decreto (7 pagine) che “il gestore resta l’unico responsabile degli eventuali danni all’ambiente e alla salute in conseguenza della tempistica necessaria alla messa fuori produzione della batteria n. 12 oltre il termine del 30 giugno 2021”. “Il rispetto e lo stato di avanzamento delle attività volte alla messa fuori produzione della batteria n. 12 con le tempistiche e le modalità riportate - ha concluso Cingolani - devono essere costantemente fatto oggetto di controllo da parte di Ispra nell’ambito delle verifiche di competenza, i cui esiti dovranno essere trasmessi tempestivamente al Ministero della transizione ecologica”. I 60 giorni stanno quasi per scadere e la data di fine agosto è anche quella che ha indicato il Tar del Lazio nel suo provvedimento. Circa il minore apporto di coke che si determinerà dall’1 settembre per gli altiforni, fonti sindacali aggiungono ad AGI che “l’azienda sta ponendo agli enti competenti la possibilità di accorciare i tempi di distillazione del coke da 24 a 18 ore. Questo perché - spiegano le fonti del sindacato - le batterie che restano in funzione, la 7, la 8 e la 9, sono state tutte riammodernate e quindi sono ambientalmente a norma. Il maggior tempo di distillazione del coke fu stabilito proprio per una esigenza ambientale in attesa del completamento dei lavori”. “Ovviamente - dicono le fonti sindacali - riducendo di 6 ore a batteria la fase di distillazione del coke, si aprono spazi per poterne produrre di più e quindi sopperire al minor apporto derivante dallo stop della batteria 12. Sarebbe solo una fase transitoria, della durata di circa 2 mesi, quanto l’azienda stima che serva per finire i lavori di adeguamento della batteria 12”. (AGI)
TA1/DAN
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network