Le dichiarazioni di Alessandro Marescotti presidente di PeaceLink
Crisi nerissima per l'ILVA, scoppia la protesta dei lavoratori
"Siamo solidali con le preoccupazioni dei lavoratori ILVA ma occorre una riconversione ecologica dell'economia. Lottiamo insieme per fermare la guerra che ha generato un disastro economico"
22 novembre 2022
Redazione PeaceLink
I lavoratori dell'ILVA sono esasperati per una situazione di gravissima crisi economica che viene descritta all'inizio di questo video.
Qui di seguito il comunicato stampa di PeaceLink
Siamo solidali con i lavoratori dello stabilimento ILVA di Taranto che rischiano di perdere l'occupazione. Ma riteniamo che continuare a cavalcare un cavallo morente non è una scelta saggia: è una scelta disperata. La siderurgia a Taranto è un cavallo morente a cui si sta chiedendo l'impossibile. Il mondo è cambiato e non è saggio essere nostalgici del passato.
Quella che un tempo era una grande azienda siderurgica si sta spegnendo sotto i colpi di una crisi locale e globale.
La crisi è locale perché Acciaierie d'Italia non ha più sufficiente liquidità.
Ma la crisi è anche globale.Le banche non fanno più credito alle aziende in crisi. Il costo del denaro è aumentato con l'aumento dell'inflazione, aggravando i problemi di liquidità. Questi problemi di liquidità sono ulteriormente amplificati dall'aumento delle materie prime e dei costi dell'energia, conseguenti alla crisi innescata dalla guerra in Ucraina. Non solo a Taranto ma in altre parti d'Italia la siderurgia si sta fermando per l'uragano economico scatenato dalla guerra che rende difficili gli approvvigionamenti di materie prime e incerte le forniture in generale, con un aumento dei prezzi che sta innescando fenomeni di destabilizzazione economica. Lo spettro della recessione non consentirà alla siderurgia alcun ciclo espansivo e quindi a Taranto non si raggiungeranno gli obiettivi di aumento produttivo prefissati. I bilanci aziendali non vedranno profitti ma voragini di debiti. La nazionalizzazione non risolverà le cause di questa crisi globale. La nazionalizzazione cambierebbe solo gestore a problemi irrisolti e irrisolvibili nell'attuale contesto.

Questa è la situazione drammatica ed è per tale motivo che la siderurgia di Taranto è un cavallo morente che non potrà essere cavalcato per molto altro tempo. Sta stramazzando rovinosamente, facendo cadere nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie, che hanno bisogno in questo momento di un sostegno.
L'intervento dello Stato deve servire a sostenere i lavoratori e le loro famiglie, non l'azienda. Le due prospettive non sono tra loro compatibili perché con un sostegno all'azienda si rischia di bruciare miliardi di euro per colmare i buchi di bilancio invece di aiutare i lavoratori a costruire un nuovo futuro occupazionale.
Occorre un piano B per le aree di crisi, fra cui Taranto, basato sulle bonifiche e su una riconversione economica finalizzata alla transizione ecologica.
Lo stabilimento ILVA di Taranto non ha un futuro né.economico né ecologico.
E poi c'è un problema ineludibile che toglie ogni prospettiva di futuro: la guerra.
Questo problema va affrontato.
Fare la guerra non porta la pace e aumenta l'attuale uragano economico.
Invece di usare i soldi pubblici per mandare armi e alimentare una guerra senza fine che genera il disastro economico attuale, l'Italia punti su una strategia di pace, utilizzando le spese militari per vincere un'altra guerra: quella del lavoro.
Note: Un momento di esasperazione della protesta https://www.la7.it/laria-che-tira/video/la-protesta-dei-lavoratori-ilva-noi-non-siamo-assassini-ci-fate-passare-sempre-per-disonesti-sono-21-11-2022-461011
Parole chiave:
ilva
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