Il 18 maggio 1944 moriva il partigiano Dante di Nanni

Opuscolo clandestino edito a Torino il 4 giugno 1944.
Il 18 maggio 1944 muore il Partigiano Dante di Nanni.
La sua storia è stata raccontata memorabilmente dal grande Comandante Partigiano Giovanni Pesce nell'indimenticabile saggio "Senza tregua" edito da Feltrinelli.
Cosa rappresenta la figura di Dante Di Nanni oggi?
In momenti cupi come quello del periodo nazifascista, molti giovani, senza troppi ragionamenti, hanno sacrificato la propria vita per il raggiungimento della Pace e della Libertà, per porre fine a una feroce guerra e lo hanno fatto con tutta l’umanità e l’incoscienza di chi, giovane, vede il futuro con gli occhi della speranza e con l’impegno di chi vuole redimere e salvare il mondo.
Proprio per questo mantenere viva la Memoria di questi padri dell’umanità rappresenta un grande incentivo e sprono per chi oggi vede troppe ingiustizie nel mondo.
Vogliamo parlarvi dell'animo di Dante Di Nanni e del suo grande cuore e di cosa rappresentano questi atti di Resistenza per le nuove generazioni.
Quante persone oggi sarebbero pronte in condizioni estreme a donare la propria vita per una causa? Per la pace e la libertà?
Dante di Nanni lo ha fatto contribuendo così alla rinascita dell’umanità lacerata e persa.
A padri come lui dobbiamo il nostro impegno e la nostra dedizione alla causa del bene comune per l'umanità.
I nostri Padri Partigiani ci hanno donato, con il loro sacrificio, i mezzi, ossia le Costituzioni nate dall'Antifascismo, e noi dobbiamo attuarle, altrimenti loro saranno morti due volte e noi saremo sempre più schiavi di un mondo capitalistico e predatorio che toglie ai poveri per dare ai ricchi, che fomenta guerre e sfruttamento per il proprio interesse economico.
Indigniamoci e impegniamoci perché solo assieme ci si salva.
Ora e sempre Resistenza.
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