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Gaza and EU

In Europa per interrompere la spirale dell’odio nazionalista e razzista sono state necessarie due guerre mondiali, i campi di sterminio e l’occupazione russo-americana.

Il conflitto tra Israeliani e i Palestinesi data fin da prima della fondazione dello stato di Israele; ha conosciuto momenti di guerra vera e propria e innumerevoli episodi di terrorismo e di ferocia da una parte e dall’altra. Sembra quasi che qui si ripeta la parabola che conobbero i nostri avi: le guerre d’indipendenza, l’ecatombe della prima guerra mondiale, il fascismo e il nazismo, la guerra totale e i bombardamenti a tappeto, i campi di concentramento e l’Olocausto.

Gaza

E’ come se una maledizione inducesse periodicamente lo stato di Israele nella tentazione di annientare i suoi nemici. Questa maledizione si chiama stato nazionale (quello che gli Israeliani hanno e quello che i Palestinesi vorrebbero costruire), un singolare miscuglio ideologico di sangue, terra e destino, a cui in questo caso si è aggiunta anche la religione, che avvelenò l’Europa almeno a partire dalla guerra franco-prussiana del 1870.

Free gaza

E’ proprio in questo contesto, già connotato dai pogrom contro le comunità ebree dell’impero zarista, che maturò il sionismo. A seguito del caso Dreyfus, Theodor Herzl, padre del sionismo, giunse alla conclusione che l’integrazione degli Ebrei negli stati europei era un’illusione e che gli Ebrei avevano bisogno di un loro stato nazionale. Dopo il nazismo e la Shoah fu la cattiva coscienza di noi europei a permettere che nella Palestina, sotto mandato britannico, si creasse uno stato nazionale degli Ebrei invece di una soluzione che salvaguardasse anche i diritti dei Palestinesi ( come già previsto dall’ambigua dichiarazione Balfour del 1917 ).

Israeli Troops

Sono gli europei che hanno messo gli Ebrei ( e di conseguenza i Palestinesi ) nel vicolo cieco del nazionalismo (gli americani hanno, per convenienza, dato manforte). Oggi questo vizio d’origine giunge con Gaza alle sue estreme conseguenze. Se perfino un medico palestinese, amico degli israeliani, che ha appena visto uccidere dai carri armati figlie, fratello e nipoti viene contestato dalla madre di un soldato israeliano, si ha la misura dell’obnubilamento delle coscienze a cui hanno portato la politica di potenza dello stato di Israele e il terrorismo islamico. Il risultato della “missione punitiva” contro Hamas è che vi saranno sempre meno palestinesi ed israeliani che avranno il coraggio di continuare a difendere la pace e la dignità umana. La pietà è morta: wright or wrong my country.

E di fronte a questa tragedia, le cui radici storiche e culturali stanno in Europa, noi cosa facciamo?

Kids in Gaza

L’Unione Europea, nata dalla consapevolezza che solo il superamento degli stati nazionali poteva garantire la pacifica convivenza dei popoli, si divide sull’operazione “Piombo fuso” e non sa esprimere una proposta politica che dia sicurezza agli israeliani e un futuro ai palestinesi.

Noi cittadini di questa Europa che ci garantisce pace e benessere non sappiamo fare altro che disputare su una assurda contabilità delle vittime, come se ci fosse una “misura giusta” nelle ritorsioni di una parte e dell’altra.

Dobbiamo renderci conto che quella iniziata nel secolo scorso tra Ebrei e Palestinesi è una tragedia per entrambi, che porta lo stato di Israele a perdere al propria anima e i Palestinesi alla disperazione del terrorismo suicida.

pogrom

Invece di parteggiare per gli Israeliani o per i Palestinesi, dovremmo avere il coraggio di riconoscere che Gaza è la vergogna dell’Europa, perché è il frutto avvelenato della nostra storia e della nostra attuale impotenza. E che l’Europa, e gli europei, dovrebbero farsi carico di far uscire quei popoli dalla spirale dell’odio. Altrimenti non ci resta che sperare in Obama.

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