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Media e potere >> Parlamento europeo - Rai >> Giorni d'Europa

L'informazione europea oscurata dalla RAI

E' notte fonda per le informazioni provenienti dall'Unione europea.
La trasmissione Giorni d'Europa, dedicata alle attività del Parlamento europeo, è stata spostata al sabato notte. Vediamo il perchè.
28 novembre 2004 - Nicola Vallinoto

E' notte fonda per le informazioni provenienti dall'Unione europea.

La Rai ha deciso che i cittadini italiani non hanno più diritto alla conoscenza delle attività e delle decisioni delle istituzioni europee. La trasmissione Giorni d'Europa, rubrica settimanale sull’attività delle istituzioni europee, è stata spostata al sabato notte dopo l'una, in orari da pubblicità delle chat line, e dopo la trasmissione di Panariello, i messaggi autogestiti, e la rubrica Cinematografo. La trasmissione è legata da un particolare vincolo istituzionale a dare puntuale informazione dell’attività del Parlamento Europeo, missione per la quale la Rai percepisce anche un contributo economico previsto per la tv pubblica.

Quali sono le motivazioni di questo slittamento d’orario ? E’ una casualità dovuta ad aggiustamenti del palinsesto oppure esiste un disegno preciso ? Media e potere



Non sarà, forse, perchè l'Unione Europea, in generale, e il Parlamento europeo, in particolare, si sono opposti in più occasioni alle decisioni del governo italiano?

E' di pochi giorni fa la lettera di Silvio Berlusconi al presidente di turno dell'Unione per rivedere i parametri di Maastricht, prontamente restituita al mittente. Ed è ancora fresca la ferita provocata dalla bocciatura di Rocco Buttiglione la cui nomina è stata sostenuta dal governo italiano, per ragioni di politica interna, quando tutta l'Europa ci chiedeva la riconferma di Mario Monti che si è comportato in modo egregio nel settore della Concorrenza.

E come non ricordare l'intervento di Silvio Berlusconi al Parlamento europeo all'apertura del semestre europeo presieduto dall'Italia quando ha dato del kapo al deputato tedesco Schulz e ha definito turisti della democrazia i parlamentari europei. Persino Fini, durante l'intervento a Strasburgo, si è vergognato delle parole pronunciate dal Primo ministro.

Voto al Parlamento europeo
In Italia esiste "un rischio di violazione della libertà di espressione e di informazione" (30.03.2004)
In un'inchiesta (1) di Reporter Sans Frontieres si sottolinea come Silvio Berlusconi "in qualità di capo del governo ha anche la capacità di esercitare una notevole influenza sulla RAI, la televisione pubblica italiana". Influenza che viene esercitata ogniqualvolta il presidente del Consiglio intravvede una minaccia verso il suo potere. E' già successo con alcuni noti giornalisti e adesso sta avvenendo con il Parlamento europeo che viene considerato un elemento di disturbo e come tale da espellere dal panorama informativo della televisione pubblica, o per lo meno rendere ininfluente con la messa in onda in orari notturni.

L'avversione del governo nei confronti dell'Europa non è una novità. Il 29 ottobre Palazzo Chigi ha dato l'incarico di riprendere la cerimonia di firma della Costituzione a Euroscena, società privata, escludendo la Rai, servizio pubblico, e di conseguenza l'Eurovisione dall'evento. Una decisione, quella di blindare l'informazione europea, che è stata presa proprio durante i giorni della bocciatura del Commissario europeo voluto dal governo italiano. La firma del trattato a Roma è stata voluta da Berlusconi solo per motivi di prestigio personale. Per farsi bello davanti alle telecamere della società privata Euroscena, pagata con soldi pubblici, quando avevamo a disposizione tutto il patrimonio produttivo e professionale della RAI. Di quanto importi realmente dell'Europa al nostro governo e di fornire informazioni sull'argomento ai cittadini e alle cittadine lo dimostra lo slittamento della trasmissione Giorni d'Europa in orari improponibili.

Libertà di stampa in Italia
Il nostro paese è solo al 40° posto per quanto riguarda la libertà di stampa sotto a paesi come il Benin e la Bulgaria (Reporter Sans Fontrieres)
E' notte fonda per la libera informazione in Italia. Nel rapporto 2003 del Social Watch viene denunciata "l'anomalia italiana in fatto di proprietà e concentrazione dei mezzi di informazione e comunicazione" (2). In un'inchiesta di RSF del 2003 (3) si sottolinea come il nostro paese sia solo al 40° posto per quanto riguarda la libertà di stampa sotto a paesi come il Benin e la Bulgaria. E la società di certificazione per investimenti etici Ethibel (4) esclude i titoli italiani perchè l'Italia è fuori dai parametri della libertà d'informazione e di pluralismo dei media. Ed anche le istituzioni europee, a tutti i livelli, hanno denunciato il caso italiano. Il "Rapporto annuale sui diritti fondamentali dell'UE", uscito nel luglio 2003, deplora l'Italia per la concentrazione dei media e il conflitto di interessi. E ancora l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa in una risoluzione sulla libertà dei mass media in Europa ha affermato che l'"Italia (...), se non saranno attuate misure chiare di salvaguardia, [costituisce] una minaccia per il pluralismo dei media e dà un cattivo esempio alle giovani democrazie" dell'Europa orientale. Infine il rappresentante dell'OCSE, Freimut Duve, ha dichiarato che un "controllo dei media in questa forma è chiaramente anticostituzionale". E quest’anno la commissione Libertà Pubbliche del Parlamento europeo ha approvato il rapporto della signora Boogert-Quaart che dimostra l’esistenza di "un rischio di violazione della libertà di espressione e di informazione in Italia" e si riafferma "la piena competenza dell’Unione Europea e del Parlamento Europeo a intervenire in materia di violazione di pluralismo dei media". (5) Il Parlamento europeo

In attesa di una nuova alba del sistema informativo pubblico riteniamoci fortunati di essere ancorati all'Unione Europea che resta la nostra unica salvezza per la tutela dei diritti e della democrazia contro i soprusi dei poteri nazionali.

Note:

(1)Reporter Sans Frontieres, "Il conflitto di interesse nei media, aprile 2003 (su www.rsf.fr)
(2) Social Watch - Rapporto 2003 - capitolo Italia - "Libertà di stampa, media e pluralismo" di Jason Nardi
(3) L’indice sulla libertà di stampa è su: www.rsf.fr/article.php3?id_article=4116
(4) Per maggiori informazioni sugli standard Ethibel: www.ethibel.com
(5) Media e potere http://www.monicafrassoni.it/detail.php?id=452

Comunicato Ansa del 23 novembre 2004
RAI:CDR TSP,ORARI DA CHAT LINE PER INFORMAZIONE PARLAMENTARE
http://www.primaonline.it/notizie/dettaglio.asp?id=11205

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