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Forum: Poesie

6 luglio 2007

Natale 1941

Autore: Francesco Raucea

Anche se mia madre ha scritto parecchie poesie più belle, questa mi è particolarmente cara perché il feto di cui parla sono io. Francesco Raucea NATALE 1941 di Laetitia BOSCHI HÜBER (1906-1972) E' l’ alba di Natale, ma la mia città pare un gran deserto di case abbandonate. Nella via, grigia di nebbia e di malinconia, io, nell' opaco silenzio, intravedo soltanto come per darmi un ultimo saluto, i pallidi fantasmi di quelli che ho perduto. Dentro al cuore disperato rimpianto. Intomo freddo e vuoto e quell' odore, sgradevolmente noto, di funerei ceri e di fiori. Per l' aria, calma e solitaria, aleggiano gli strazzi, i lutti, i pianti che quest' orrenda lotta di giganti inffligge all’ Umanitä : ed anche lei, la mia città sfollata forse piange i suoi molti abitanti morti, morituri, nel miglior dei casi, richiamati dall’ incerto ritorno. Ma più che il pensiero della morte a farmi male e torcermi l' anima smarrita, é quello della vita del mio bambino, ch' ormai, impaziente, scalcia nel mio ventre, ignaro che lo attende il regno di un nuovo Erode, con la consueta crudele strage ; e il funerale delle più sante aspettative della vita anche nel giomo di Natale.

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