Latina

Piano interventista contro il Nicaragua

Gli USA si preparano a gestire tre possibili scenari prima e dopo le elezioni del prossimo anno
4 agosto 2020
Giorgio Trucchi

USAID in Nicaragua

Quando all'inizio di luglio, nel programma "Sin Fronteras" diretto dal giornalista William Grigsby su Radio La Primerísima, furono presentate le prove del finanziamento USA ai gruppi di opposizione (oltre 28 milioni di dollari tra il 2017 e 2018), fu evidente che non si trattava solo di qualcosa ben pianificato, ma bensí di una strategia molto più profonda e strutturata.

In effetti, lo scorso 31 luglio, durante un’altra puntata del programma radiofonico, Grigsby ha rivelato l'esistenza di un documento di quasi cento pagine, in cui si gettano le basi per la contrattazione di un’azienda specializzata, che dovrà organizzare ed eseguire un piano ben dettagliato per sovvertire l’ordine pubblico in Nicaragua e assicurarse la caduta del governo sandinista.

I termini di riferimento del progetto interventista includono la partecipazione di gruppi e organizzazioni dell'opposizione nicaraguense e il loro finanziamento da parte dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (Usaid) e tre possibili scenari in cui agire per garantire una non meglio specificata “transizione democratica” in Nicaragua.

In una parte del documento presentato venerdì scorso (circa 18 pagine) si contempla anche l’ipotesi di mettere in campo una serie di azioni per accuire la crisi politica, economica, sociale e persino sanitaria, sfruttando la pandemia di coronavirus.

“L'obiettivo è chiaro: creare le condizioni per far cadere il governo di Daniel Ortega. La strategia prevede azioni di forza in base a tre possibili scenari.

Nel primo si ipotizza una transizione pacifica attraverso o le dimissioni del presidente Ortega, o elezioni anticipate in cui l'opposizione vince o elezioni a novembre 2021 (come prevede il calendario elettorale) con anche qui la vittoria dell’opposizione”, ha spiegato Grigsby durante il programma.

Per le prime due ipotesi del primo scenario (rinuncia di Ortega o elezioni anticipate) si suppone una soluzione di forza, probabilmente violenta, simile al tentativo fallito di colpo di stato del 2018.

Nel secondo scenario non ci sarebbe invece una transizione pacifica, in quanto il presidente Ortega non creerebbe le condizioni per elezioni “libere e trasparenti”. In questo caso sarebbe invece il partito di governo a vincere le elezioni.

Il terzo scenario prevede infine una vittoria del Fronte sandinista, ma attraverso elezioni considerate “libere e trasparenti” sia dall'opposizione che dai suoi alleati internazionali.

Nel secondo e terzo scenario (vittoria del Fsln), il documento traccia le strategie da adottare per sovvertire l'ordine pubblico e assicurare la caduta del governo sandinista (golpe).

Nel primo scenario, invece, l’azienda contrattata traccia le linee e definisce le politiche che il nuovo governo dovrà mettere in pratica per assicurare una “transizione democratica” e fare tabula rasa del sandinismo.

"È un documento disgustoso. Chi dà il diritto agli Stati Uniti di contrattare qualcuno per sovvertire l'ordine pubblico di un paese? Si tratta di un vergognoso piano interventista. Prima lo facevano mandando i marines, mentre ora lo fanno in modo meno eclatante, ma non per questo meno criminale, sovvertendo l’ordine pubblico, creando crisi  tavolino, finanziando le attività politiche dell'opposizione. Questo è inaccettabile! “, ha detto Grigsby.

Di seguito potete vedere e scaricare

- il video della presentazione del documento durante il programma "Sin Fronteras" del 31 luglio.

- il documento originale in inglese e la sua traduzione in spagnolo

Fonte: LINyM (spagnolo)

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