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Il titolo non è nostro, ma è appropriato

Il papa mazzola Rivera

Una notizia urlata su tutti i giornali e poi misteriosamente scomparsa. La riportiamo per non dimenticare
Giacomo Alessandroni4 maggio 2007 - Giacomo Alessandroni
Nell'epoca dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario
(George Orwell)

I fatti Le reazioni
Piazza san Giovanni

Andrea Rivera pronuncia queste parole

ROMA. ...e non sopporto che il Vaticano abbia vietato i funerali a Piergiorgio Welby, non lo sopporto. E invece li ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana.
Ma è giusto così: accanto a Gesù Cristo in croce non c'erano due malati di sclerosi multipla, c'erano due ladroni.

[un autore si affaccia e gli fa cenno di terminare]

Non c'è niente da fare, ogni volta che c'è un raduno c'è sempre la Chiesa alle spalle: è una cosa incredibile.
Un saluto al Santo Padre lo vorrei fare di cuore. Lui che ha detto che nn crede nell'evoluzionismo, è ha ragione: infatti in duemila anni la Chiesa non si è mai evoluta.
L'insulso comizio durante il concerto del 1° maggio

I vili attacchi al Papa
Anche questo è terrorismo

ROMA, 2. Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt'altro mestiere. Ieri, dunque, al tradizionale concerto del 1° maggio, in piazza San Giovanni, uno dei "conduttori" ha tenuto un piccolo comizio nel quale ha mischiato varie cose e varie aggressioni verbali, dando vita ad un confuso e approssimativo discorso sull'evoluzionismo e sui temi della vita e della morte. Tutto questo di fronte a circa 400.000 persone e ad un più numeroso pubblico televisivo. I sindacati ed altri partecipanti alla manifestazione si sono dissociati dalle parole del "conduttore". Eppure resta il fatto che questo personaggio, al quale purtroppo si è costretti a concedere ora un'immeritata notorietà, da qualcuno è stato scelto. E chi l'ha scelto non ha tenuto conto del momento che stiamo vivendo. Le parole del "conduttore" forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l'Arcivescovo Angelo Bagnasco, cui è arrivata l'apprezzata solidarietà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si sta battendo con coraggio anche sul tema degli incidenti sul lavoro. Sono di queste ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da "br" in carcere, un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica. Lo dimostrano le interpretazioni capziose di discorsi fatti dallo stesso Presidente della Cei, discorsi condotti sempre, come si diceva, in nome dell'amore, in difesa del bene dell'uomo, ragionamenti articolati e argomentati, rivolti a chi ha l'onestà di ascoltarli. Eppure qualcuno li ha forzati per aprire una "guerra" strisciante, una nuova stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti giovani.

(© L'Osservatore Romano - 2-3 Maggio 2007)

Non c'è molto da aggiungere tranne due cose.

  1. secondo il dizionario della lingua italiana De Mauro Paravia il terrorismo viene definito come segue: "ter|ro|rì|smo s.m. Metodo di lotta politica utilizzato da gruppi rivoluzionari o sovversivi che, considerando impossibile conseguire con mezzi legali i propri fini, tentano di destabilizzare o rovesciare l’assetto politico–sociale esistente con atti di violenza organizzata.";
  2. premesso questo, se criticare l'atteggiamento di una persona o di una istituzione "è terrorismo", mi chiedo come si può definire l'atto di chi dimentica una valigetta piena d'esplosivo nella sala d'aspetto di una stazione tipo Bologna in una afosa estate degli anni '80.
Concludo parafrasando Bob Dylan "perché ti preoccupi? Hai Dio dalla tua parte".

Allegati

  • Repubblica, 4 maggio 0207 (567 Kb - Formato pdf)
    Una pagina de "la Repubblica" del 4 maggio dove si fa un quadro sulle affermazioni di Andrea Rivera e delle reazioni che hanno suscitato.
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