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Iraq, Reuters critica Usa per inchiesta su cameraman ucciso

20 maggio 2004 - Reuters

LONDRA (Reuters) - I difetti del sistema militare americano hanno contribuito alla morte del cameraman Reuters ucciso lo scorso agosto in Iraq. E' quanto ha affermato oggi l'agenzia di stampa.

In un dettagliato rapporto sulla morte del cameraman Mazen Dana, Reuters ha affermato che la tragedia si poteva evitare ed ha respinto le conclusioni alle quali è giunta l'inchiesta dell'esercito americano secondo la quale si può giustificare il colpo sparato.

Il rapporto afferma che alcune delle conclusioni dell'inchiesta "sono prive del sostegno di prove e nel complesso le prove non sostengono la conclusione secondo la quale sparare fosse 'giustificato in base alle circostanze'".

Dana, pluripremiato operatore di nazionalità palestinese, era stato ucciso da una fucilata sparata da un blindato americano davanti alla prigione di Abu Ghraib il 17 agosto dello scorso anno.

Un'inchiesta americana resa pubblica lo scorso marzo aveva affermato che il soldato, comandante di un blindato, avesse la "ragionevole" certezza che Dana stesse per sparare una granata, dopo aver scambiato la sua telecamera per un lanciarazzi.

Il rapporto Reuters respinge questa conclusione e dice che il colpo fatale "è stato il conseguente prodotto di un intero sistema -- sistema che in questo caso ha dimostrato difetti significativi, compreso il modo in cui l'esercito comunica, addestra il suo personale oltre alle norme e procedure che regolano il suo comportamento sul campo".

"Questi difetti vanno eliminati".

Il rapporto, stilato dal dipartimento legale di Reuters, chiede anche una revisione del modo in cui le forze armate americane indagano sulle proprie azioni in casi come quello della morte di Dana senza un esame accurato indipendente.

Il rapporto appoggia le raccomandazioni del Pentagono per cambiamenti nell'esercizio militare che migliorino la sicurezza dei giornalisti, ma dice che è "preoccupante" che nessuno sembri essersi attrezzato in tal senso.

SERVONO NUOVE MISURE DI SICUREZZA

Reuters ha chiesto al Pentagono di migliorare le indicazioni che includono migliori comunicazioni e coordinamento tra unità Usa ed una più ampia diffusione di consapevolezza circa la presenza di giornalisti in zone di guerra.

David Schlesinger, Global Managing Editor di Reuters, ha detto: "La nostra personale inchiesta sulla tragica morte di un bravo giornalista mentre faceva il proprio lavoro rende chiaro l'urgente bisogno di migliorare la situazione dei media sul campo di battaglia".

A questo scopo, Reuters sta organizzando una conferenza tra dirigenti del Pentagono e principali organizzazioni di media a Washington la settimana prossima per discutere della sicurezza dei giornalisti.

Il rapporto Reuters afferma che una migliore comunicazione tra unità militari avrebbe salvato la vita di Dana.

Falle nella comunicazione sono state anche il fattore chiave della morte di un altro cameraman Reuters, l'ucraino Taras Protsiuk, nell'attacco di un blindato americano all'hotel Palestine di Baghdad nelle ultime ore della guerra per scalzare Saddam Hussein. L'attacco, nell'aprile dello scorso anno, era costato la vita anche a Jose Couso della tv spagnola Telecinco.

Nel suo rapporto, Reuters ha espresso dettagliate critiche a molti dei fattori elencati dal Pentagono per sostenere la convinzione del soldato che Dana stesse per far fuoco contro il blindato Usa.

Reuters ha detto di non accettare l'affermazione del Pentagono che la recrudescenza di minacce militari nella zona fose una base legittima per giustificare di far fuoco su giornalisti o altri civili. E dice che un'altra parte del rapporto Usa, indicando movimenti improvvisi da parte di Dana come un fattore che ha contribuito alla decisione di sparare, sia irrilevante e non supportata da fatti.

"Quel che crea preoccupazione è che le conclusioni dell'inchiesta danno particolare valore a circostanze che chiaramente non hanno importanza", dice il rapporto, che respinge l'affermazione americana che il riflesso del sole abbia contribuito a far sbagliare chi ha sparato, rilevando che il sole non era nè basso nè in faccia al soldato.

POCO CREDIBILI CONCLUSIONI DEL PENTAGONO

Riguardo al fatto che molti altri soldati fossero consapevoli della presenza di giornalisti nella zona attorno al carcere, nel giorno della morte di Dana, il rapporto dice: "E' chiaramente irragionevole che i soldati Usa nel loro complesso abbiano consentito che chi ha sparato fosse inconsapevole della consistente presenza di media attorno alla prigione".

Il rapporto dice anche che dalla distanza tra il blindato e dove si trovava Dana è possibile distinguere tra una telecamera ed un'arma e chiede un miglior addestramento per i soldati americani.

Note:

http://www.reuters.com/locales/c_newsArticle.jsp?type=topNews&localeKey=it_IT&storyID=5208120

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