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Tre ragazzini e una videocamera danno vita alla tv di condominio

22 novembre 2004 - Jessica Cugini
Fonte: Kataweb

SASSARI - "Andiamo contro la legge Mammi', ma siamo tutelati dall'articolo 21 della Costituzione che garantisce a tutti il diritto di esprimersi attraverso qualsiasi mezzo". A sentire la serieta' con cui parla non diresti mai che Simone, il direttore di "Sardegna tv", ha solo quattordici anni, frequenta la terza media e ha come vicedirettore un suo coetaneo. E invece e' proprio cosi', questo minuto ragazzino con i capelli dritti e il viso pieno di lentiggini e' a capo della redazione che tiene in piedi la tv di condominio di un palazzo di via Buccari.
Quartier generale Cappuccini. Due ragazzini di 14 anni e uno di 13 questo il team di "Sardegna tv", due videocamere e un garage attrezzato alla registrazione, questo lo studio televisivo di chi da grande vuole fare il giornalista.

L'avventura di Simone, Nicola e Gabriele e' iniziata quasi per caso, un anno fa. Dopo aver letto su un settimanale un articolo su "Telestreet", un circuito di emittenti di condominio o di strada, il futuro direttore non ci ha pensato su molto prima di mandare un'e-mail per sapere come fare per realizzare da se' una televisione. E con pochi strumenti e alcuni amici ha creato quella che lui definisce "un'emittente a carattere familiare-condominiale".

"Ho iniziato mettendo da parte le paghette - racconta orgoglioso Simone - mentre i miei genitori e gli amici mi prendevano in giro. Poi ho fatto vedere come riuscivo, a casa con videocamera e videoregistratore, a riprendere e montare i pezzi. E ho trovato chi credeva in questa mia idea e mi ha dato una mano".

Quello che il direttore-quattordicenne descrive come "appassionato di casting", il suo talent scout insomma, e' in realta' un amico di famiglia, un impiegato dell'Inps ora in pensione che ha deciso di finanziare il grande sogno di un adolescente. Dopo aver convinto alcuni compagni di scuola a partecipare al progetto, il 22 giugno del 2003 "alle 10.25", precisa il direttore, una redazione di 15 quattordicenni ha dato vita alla prima messa in onda di "Sat. Tv". Un circuito di tre frequenze, una via etere e due su internet. Il contatto via mail con "Orfeo tv", la prima emittente di strada italiana nata a Bologna, ha fatto si' che per qualche mese un gruppo di quindici maschietti (le ragazze, assicura il direttore, non sono interessate) potessero girare per il centro storico sassarese con videocamera in spalla e microfono per sentire gli umori e i pareri della gente.

"Oltre alle edizioni del telegiornale, i nostri programmi prevedevano - afferma serio Simone - due trasmissioni: "Stare bene in famiglia" dove si parlava di temi d'interesse generale e "Sassari e le sue conoscenze". Ma da quando siamo rimasti solo tre, perche' gli altri per gli impegni di scuola hanno mollato, registriamo un telegiornale alle 15.30 quasi ogni sera. Quando non abbiamo troppi compiti o i rientri con la scuola. Un'edizione che poi mandiamo in onda la sera, il mattino e il pomeriggio".

La serieta' delle intenzioni giornalistiche dei tre si vede da come impostano il notiziario. "Ci facciamo arrivare le notizie Ansa al telefonino poi le rielaboriamo ascoltando i tg nazionali e locali e dopo averle lette le mandiamo in onda. Se i posti dove succedono i fatti sono vicini andiamo o ci facciamo accompagnare dai genitori". Pronti a essere cronisti d'assalto insomma. Come la volta della rapina di Ossi, paese di uno dei tre giornalisti in erba. A sentire la ricostruzione del direttore "sono state le comiche", e infatti lui ancora ride, "hanno sfondato il palazzo di fronte cercando di portar via il bancomat e poi fuggendo gli e' caduto. Nicola, il vicedirettore, abita li' vicino e ha potuto fare le riprese. La seconda telecamera, infatti, la teniamo a Ossi".

Gli spettatori di "Sardegna tv", quelli che si possono sintonizzare sulla frequenza Uhf del canale 45, sono pochi. "Trasmettendo via cavo copriamo tre scale del condominio piu' Villa Eba Giara, che rimane qua dietro". E proprio gli anziani della casa di riposo sono stati protagonisti di una trasmissione dell'emittente di condominio, puntata che poi hanno rivisto sul maxi schermo. "Erano contenti, li abbiamo intervistati, ci siamo fatti raccontare le loro storie. È stato interessante e cosi' gli abbiamo fatto anche un po' di compagnia".

Per mettere su una tv di condominio a detta di Simone non ci vuole molto: "Bastano un paio di videocamere, un mixer, un modulatore". E poi la passione, il direttore non finisce di chiedere quali siano i percorsi da seguire, gli studi che occorre fare. Da serio professionista alla fine domanda: "Quale opportunita' e sbocchi ci sono? Perche' sa, questa cosa un po' mi preoccupa"!

Jessica Cugini

Note:

Fonte: http://www.kataweb.it/detail.jsp?channel=portale&id=724522

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