Francia - Appunti sulla detenzione dei migranti
I CPT in Francia sono sempre, e soprattutto ultimamente, sovrafollati. La volontà del Ministro degli Interni Nicolas Sarkozy è quella di ingrandirli affinché possa aumentare di conseguenza il numero dei migranti espulsi alla frontiera che negli obiettivi del Ministro degli Interni deve arrivare entro la fine del 2005 a 23 000. Un immigrato senza permesso che viene fermato per controlli d’identità viene messo in stato di fermo in un commissariato di polizia generalmente per 24 ore da dove viene condotto nel CPT. Qui gli viene notificato il provvedimento di espulsione e entro 48 ore passerà davanti al Giudice per la libertà e la detenzione che convaliderà o meno lo stato di trattenimento nel CPT. In questa sede il Giudice decide anche se affidare o meno lo straniero alla propria residenza o domicilio o dimora abituale per il tempo strettamente necessario a prepare la propria partenza. In caso affermativo lo straniero deve tornare presso la residenza e preparare la partenza, presentarsi successivamente in Prefettura (dove è sequestrato il suo passaporto) e consegnarsi alle autorità per l’espulsione. Ma i sans papiers in questo modo si disperdono sul terriotrio e sono di nuovo in libertà, anche se senza passaporto e con un provvedimento di espulsione. Nel caso sia invece convalidato il trattenimento, il Giudice successivamente provvede a verificare le condizioni per effettuare il rimpatrio e se queste non susistono (per mancanza di vettori o altre motivazioni) prolunga il trattenimento per un primo periodo al termine del quale lo straniero passa nuovamente al cospetto del Giudice che decide se prolungare o meno il trattenimento che può arrivare a durare fino a 32 giorni. C’è una seconda procedura parallela ala procedura della reclusione al CPT, il provvedimento di riaccompagnamento alla frontiera. Il ricorso contro questo provvedimento va presentato al giudice amministrativo, mentre il ricorso contro il trattenimento nel CPT va presentato al giudice giudiziario, quindi tocca passare davanti a due giudici diversi in due tribunali diversi. E’ quindi particolarmente complicato anche per i ritardi che rischiano di invalidare i ricorsi, dato che quello contro il decreto di espulsione va presentato entro 48 ore dalla notifica del provvedimento. Un ultima valutazione riguarda una recente novità. Per economizzare i costi di tutta la procedura relativa alla detenzione ed espulsione, nei CPT ci sono adesso delle aule di udienza, per evitare i trasporti del detenuto al tribunale e viceversa. Ciò mette in discussione l’imparzialità dei giudici perché queste udienze dovrebbero essere pubbliche, tutti devono potervi partecipare ma ora diventa difficile parteciparvi e gli avvocati che seguono le udienze si riducono ad essere sempre gli stessi. Questo comporta un venir meno delle condizioni che assicurano il diritto alla difesa.
Articoli correlati
Nuovo regolamento sui rimpatri votato dal Parlamento Europeo il 17 giugno 2026"Ama il prossimo tuo come te stesso"
Il Partito Popolare Europeo (PPE) si ispira storicamente ai valori della dottrina sociale della Chiesa, ma ha votato assieme ai gruppi di destra e di estrema destra per stringere le regole sull'immigrazione. Pedro Sanchez si oppone. Ursula von der Leyen invece dice: "Scelta giusta e ferma".19 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
Non si tratta soltanto di ricordare ma di capire la direzione verso cui stiamo andandoBakari Sako e la sconfitta di una comunità, quando l'odio diventa normalità
L'iniziativa "Credo negli esseri umani (che hanno il coraggio di essere UMANI)", promossa da ARCI Statte, ANPI Statte e APS Gambe di Mazinga il prossimo 15 giugno a Statte, assume un significato che va oltre il semplice dibattito pubblico. Si tratta di comprendere cosa la sua morte dice di noi.14 giugno 2026 - Giovanni Pugliese
Strage di Amendolara riguarda tutti noi«Ci volevano uccidere perché avevamo chiesto un contratto»
La chiave della strage di Amendolara è in questa frase di Taj Mohammad Alamyar, lavoratore afghano immigrato in Italia, unico sopravvissuto al rogo dentro l'auto presso la stazione di servizio lungo la statale 106 in Calabria.8 giugno 2026 - Fortapasc in collaborazione con Peacelink nodo di Lecce
I tragici fatti di Amendolara, la Calabria si stringe attorno ai braccianti bruciati viviLa furia dei caporali e il grido di Mohammad: “Non ci pagavano”
Sabato la CGIL organizza una manifestazione per dire basta al caporalato e allo sfruttamento. Emerge un quadro spaventoso dello sfruttamento degli immigrati nelle campagne della Calabria.4 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network