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L'unica sicurezza è la dignità umana

Grazie Lampedusa

L'appoggio popolare (e istituzionale da parte del sindaco!) al grido di dignità e libertà dei migranti rinchiusi nel lager dell'isola squarciano definitivamente il velo dell'ipocrisia sicuritaria.
14 febbraio 2009 - Alessio Di Florio

fortezza europa

E' un ringraziamento che sgorga spontaneo dal cuore e dalla coscienza. Grazie Lampedusa! Grazie ai tuoi splendidi abitanti, alla resistenza civile del sindaco e di tutti gli esercizi commerciali. Nonostante i tentativi di smentire e sminuire da parte di Maroni, Lampedusa ha avuto giorni carichi di passione civile e solidarietà umana.

1300 migranti escono dal lager dell'isola e attraversano tutta la città gridando 'Libertà, Libertà'. Secondo le retoriche razziste e mistificatorie di questi anni l'isola avrebbe dovuto vivere ore di terrore. Sono anni che ci descrivono una Lampedusa preda di orde di criminali venuti dal mare che la tengono in ostaggio. E' invece no! Accade esattamente l'opposto. Gli abitanti dell'isola fanno sfilare i migranti tra due ali di applausi. Applausi sinceri, sgorgati impetuosamente e spontaneamente dalla loro coscienza. Per evitare problemi con le forze dell'ordine ( vista anche la carica contro persone inermi, altro che i saccheggi descritti da Libero e visti solo da Feltri) li hanno poi riaccompagnati dentro il Cie, promettendo di rilanciare il loro grido e non lasciarlo cadere. E così è stato.

I giorni successivi, a partire dallo sciopero dei cittadini e dei commercianti dell'isola, sono stati un commovente atto di resistenza civile e nonviolenta alla barbarie e all'odio sicuritario. Una resistenza di cui si è fatto straordinario portavoce il sindaco dell'isola. Un sindaco, per smentire ancora una volta le retoriche dei media asserviti, eletto nelle file dell'MpA(Movimento per l'Autonomia), partito democristiano di centrodestra e parte integrante del PdL berlusconiano. Parole le sue che finalmente, dopo anni e anni di lotte e denunce dei movimenti antirazzisti, hanno raggiunto le orecche dei giornalisti e dei politici di Roma. Garantire i diritti umani e la dignità di ogni migrante, cancellare gli abusi e i soprusi di un lager a cielo aperto, rifiutare la costruzione di un nuovo Cie accanto a quello già esistente. Lampedusa deve tornare ad essere un'isola baluardo dell'umanità, culla dell'accoglienza e della solidarietà.

Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, dice un noto proverbio. E così è stato anche questa volta. La risposta del governo e del Parlamento è stata imbarazzante, vergognosa. Maroni, davanti ad un ragazzo indiano pestato e arso vivo da quattro ragazzi della 'società bene', ha risposto che è finita l'era del buonimo, con i clandestini bisogna essere cattivi. Il Parlamento ha approvato un 'pacchetto sicurezza' che aumenta i costi per il rinnovo del permesso di soggiorno, solo per un caso fortuito ha evitato di aumentare esponenzialmente il periodo di permanenza nei lager (e che avrebbe portato il centro dell'isola a livelli ancora più insopportabili vista l'attuale ingestibilità) e ha realizzato due abomini giuridici e umani: il reato di clandestinità e le ronde cittadine autorizzate. Parlare della disinformazione di giornali e telegiornali è totalmente inutile. Davanti al 'rogo umano' di Nettuno nessuno, neanche la tanto conosciuta 'Telekabul' accusata un giorno si e l'altro pure da Berlusconi e dai suoi di 'filocomunismo', ha avuto il coraggio di denunciare, documentare le violenze razziste nei confronti dei migranti, gli abusi, i soprusi a cui quotidianamente sono sottoposti migranti, senza fissa dimora e tutti coloro che hanno la sventura di incontrare le ronde neofasciste e leghiste nelle nostre città. Ronde che ora vengono addirittura riconosciute. Hanno preferito dedicare pagine e minuti a mettere in discussione l'integrazione della comunità del ragazzo in Italia, cercare motivi di criminalizzazione dei suoi appartenenti. Più Borghezio per tutti!

In tutto questo clima un altro grande ringraziamento va a Riccardo Iacona e alla sua trasmissione televisiva. Una intera prima serata, quella della domenica addirittura, a documentare i diritti negati e calpestati dei migranti che vivono in Italia. Strepitoso!

La realtà dei fatti, gli abitanti di Lampedusa, il diritto e la ragione umana chiedono, gridano a gran voce, umanità, solidarietà, accoglienza. Il governo risponde con provvedimenti criminogeni e criminalizzanti, razzisti e disumani, basati sull'assunto del migrante certamente criminale (e se non lo è il reato lo hanno creato ad hoc). Gli ultimi undici anni, dalla sciagura legge Turco-Napolitano che ideò per la prima volta i Cpt, lager del non-diritto, ad oggi tutte le politiche sicuritarie hanno fallito. Il controllo sociale, la repressione, la negazione dei diritti sono fallimentari. Le frontiere e le barriere non potranno mai fermare la richiesta di dignità e solidarietà che arrivano dai Paesi in guerra (guerra che sono causate dalle armi, dagli eserciti, dai traffici delle multinazionali euro-statunitensi), dai Paesi vittime delle politiche del consesso di Washington. L'uomo è libero per definizione e tale rimarrà sempre. Tenterà, e riuscirà, sempre di scavalcare qualsiasi ostacolo, qualsiasi gabbia. E non può essere, non deve essere, considerato criminale chi cerca cibo per la propria famiglia, un lavoro e rispetto. Criminale è chi specula sulle tragedie umane, chi massacra di botte e rinchiude persone imermi e civili. Criminali sono le mafie, i trafficanti di droga, gli sfruttatori della prostituzione. Quella droga che giunge nei festini dei lussuosi villini dei ricchi (vogliamo ricordare i dati della concentrazione di sostanze stupefacenti nelle acque del Po?) mentre povere donne vengono sfruttate per l'indegno e volgare mercato alimentato da viziati strapagati, padri di famiglia della società perbenista e (dis)umanità varia della società occidentale.

40.000 occidentali ogni anno giungono nel Sud Est asiatico. La loro meta sono squallidi bordelli dove pagano per violentare bambine e bambini inermi. Si chiama pedofilia. Ma la definiscono turismo. Ricordiamocelo mentre attraversiamo le strade delle città. Quando ci capiterà di veder passare dall'altro lato un migrante dai tratti somatici asiatici. E quando sentiremo persone raccontare il loro viaggio di piacere nel Sud Est asiatico.

E domandiamoci se questo è un uomo. O, ancora più giustamente, chi è il criminale? Chi andrebbe rinchiuso?

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