Si realizzerà il Socialismo ponendolo a carico dei governi e dell'ONU
www.marioragagnin.net Marx partiva dal concetto che l'insufficienza di fondo, causa di tutti i mali, consistesse nei rapporti tra padroni capitalisti e operai. Bisogna estendere tale concetto al rapporto in generale fra capi e subordinati, fra vertici e basi. È la generalizzazione del principio. Include quello di Marx e spiega anche perché il comunismo non poteva realizzarsi. Perché seguiva il procedimento naturale (che pure implicitamente condannava) del ritenere necessari sempre capi e governi ad attuare le idee. Ossia cercava di risolvere il verticismo con il verticismo, contraddicendosi. Proponendosi la soluzione dei rapporti fra basi e vertici, si risolvono tutti gli altri rapporti. Si valorizzano le parziali soluzioni presenti nelle entità e nelle posizioni esistenti, tutte sorte con l'intenzione di essere la soluzione di qualcosa, sempre di problemi, derivanti dal rapporto fra basi e vertici. Già oggi è acquisito il concetto che l’ONU deve provvedere ai popoli meno sviluppati. Tutti sostengono che bisogna aiutarli nel loro territorio. Saranno gli Stati a dover applicare a sé stessi il socialismo. Il principio “Da ciascuno secondo le sue capacità” va interpretato: da ciascuno Stato, blocco e centro di potere, deve essere offerto quanto occorre, secondo le rispettive capacità. Si attuerà il socialismo (o comunismo, secondo i punti di vista) ponendolo a carico dei governi; che dovranno concorrere in misura delle loro possibilità. Realizzare il socialismo a carico degli Stati è un’estensione della regola: l’io-soggetto si realizza attraverso l’azione sul non io-oggetto. Finora si credeva di potere agire direttamente su noi stessi. Si riteneva di agire su noi come via e mezzo per agire sul mondo, a risolvere tutti i problemi. Bisogna capovolgere tale concetto semplicistico del nostro comportamento primordiale istintivo. Solo con l’azione macroscopica sul mondo risolveremo noi stessi. Il vecchio modo di attuare le ideologie era a beneficio di una base fine a sé ed inutile al resto. Ora emerge l’aspetto attivo: la valorizzazione della base, insieme destinataria e protagonista della propria liberazione. Invece di proporsi con le ideologie di beneficare gente passiva, si realizzerà la società responsabile che benefica ognuno in quanto promotore attivo di benefici per gli altri. Il socialismo metterà a disposizione di ciascuno i mezzi per intervenire a favore di tutti “Da ciascuno secondo le sue capacità” va dunque applicato ai governi degli Stati, in misura del loro potere e perciò della responsabilità dell’insieme. “A ciascuno secondo le sue necessità” va applicato agli individui predisposti al mondo, affinché esercitino il loro diritto di agire a favore degli altri, come via per arrivare all’unità umana. Perciò tutto il necessario dovrà essere fornito dagli Stati primi e da quelli che diverranno primi, decisionali e perciò responsabili del mondo. Quelli che ancora non lo sono, se vorranno diventarlo e così possedere il potere degli altri, si disporranno a loro volta a provvedere a chi rimane ancora fuori, affinché venga cooptato. L’unità umana si chiarirà essere il punto di riferimento e il fondamento per la validità di ogni idea, progetto e diritto. È la regola di fatto, anche se non lo sappiamo né lo vogliamo. È la maniera per capire quanto è avvenuto e sta avvenendo, e per conoscere il modo come si sono formate le entità e perciò come sono costituite in sé stesse. È il principio che guiderà le ricerche scientifiche e favorirà la loro convergenza unitaria. Mario Ragagnin www.marioragagnin.net
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