Israele attacca i caschi blu italiani mentre Mattarella chiede deterrenza contro la Russia
ALBERT - BOLLETTINO QUOTIDIANO PACIFISTA
Albert: la voce della ragione in tempi di guerra
Negli ultimi giorni, e anche oggi, la missione UNIFIL in Libano è stata ripetutamente attaccata dall'esercito israeliano, nonostante le condanne provenute dalle principali voci della diplomazia internazionale.
Il segretario generale dell’ONU Guterres ha parlato di attacco "intollerabile", così come il governo italiano. Siamo di fronte - ha detto Guterres - a una grave violazione del diritto umanitario internazionale e della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza
E la presa di posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Non pervenuta. Mentre i soldati israeliani colpivano le basi della missione UNIFIL, a cui partecipano i caschi blu italiani, il presidente Mattarella era in Polonia, dove ha pronunciato un discorso incentrato sull'esigenza di mantenere una forte deterrenza nei confronti della Russia.
Il Presidente della Repubblica ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per esaminare la situazione internazionale, ma senza urgenza: la riunione infatti si terrà il 23 ottobre.

Molto preoccupati sono quei cittadini che - dopo aver letto Albert (oltre cinquemila consultazioni) - stanno inviando a PeaceLink messaggi di solidarietà e sostegno per i caschi blu italiani, con la richiesta che Mattarella prenda una posizione in difesa delle forze dell'ONU attaccate dall'esercito israeliano.
Per tanti è inconcepibile che, di fronte alla violenza crescente e intollerabile contro una missione di pace ONU, non si faccia sentire con forza e urgenza la voce del Presidente della Repubblica italiana.
PeaceLink ha già inviato una email e una PEC al Presidente della Repubblica, con le tante firme dei cittadini che hanno scritto una email, per chiedere una presa di posizione pubblica in difesa della missione UNIFIL.
Alessandro Marescotti
a.marescotti@peacelink.org
Basta armi, fermiamo la guerra: un appello urgente per la pace
Roberto Lovattini, coordinatore di Europe for Peace di Piacenza, ha lanciato un appello urgente, invitando tutti a firmare una petizione su change.org per fermare l'escalation di violenza che sta colpendo diverse parti del mondo. "Stiamo rischiando un’escalation senza precedenti", ha detto, citando le morti in Palestina, Libano, Israele, Ucraina, Sudan e Myanmar. Lovattini ha sottolineato l'urgenza di dire basta alle armi inviate nei conflitti e l'importanza di agire ora, prima che sia troppo tardi.
"Non possiamo accontentarci del male minore", ha dichiarato, chiedendo a tutti di condividere l’appello in famiglie, scuole, chiese e luoghi di lavoro. L'obiettivo è di fermare la guerra e chiedere l'indizione di uno sciopero generale contro la guerra.
Per contatti: piacenza@mce-fimem.it
Giornata di mobilitazione nazionale contro le guerre: 26 ottobre
Europe for Peace, Rete Italiana Pace Disarmo, Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace, Sbilanciamoci e Coalizione AssisiPaceGiusta hanno annunciato oggi che sabato 26 ottobre le manifestazioni per la Giornata di Mobilitazione Nazionale per la Pace si terranno nelle città di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Palermo, Roma e Torino. “Fermiamo le guerre, il tempo della Pace è ora!”, è lo slogan principale delle diverse iniziative. Le associazioni scendono nelle piazze italiane per chiedere il “cessate il fuoco a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina e in tutti i conflitti armati nel mondo”. Nel “manifesto” che accompagna la mobilitazione si chiede anche “una conferenza di pace ONU, per il rispetto e l’attuazione del diritto internazionale, dei diritti umani, del diritto dei popoli all’autodeterminazione, per il riconoscimento dello stato di Palestina, per risolvere le guerre con il diritto e la giustizia”. Le associazioni chiedono “una risoluzione nonviolenta delle guerre” e “una politica estera italiana ed europea di pace, di cooperazione e di sicurezza comune”. Da qui, il “no al riarmo, no all’aumento delle spese militari, no alla produzione e diffusione delle armi nucleari, no all’invio di armi ai paesi in guerra”.
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(Agensir)
Allegati
26 ottobre: giornata di mobilitazione nazionale contro la guerra
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